
É in arrivo un anno “bisesto” che il proverbio vorrebbe “funesto” da augurarsi che non sia così; certo che l’anno lasciato alle nostre spalle non possiamo dire sia stato indimenticabile, tutt’altro. Il 2024 sarà un anno decisivo per le sorti del Mondo, qualche analista si è spinto a dire che sarà addirittura “decisivo per il secolo”; Un anno di svolta per la politica mondiale che sarà contrassegnata da elezioni politiche generali concomitanti. L’Europa, Gli Stati Uniti ma anche l’Inghilterra e la Russia ed altri paesi sono chiamati alle urne.
E la traiettoria disegnata dagli elettori segnerà un tratto importante che determinerà le scelte e gli orientamenti per un sistema-mondo che vive nella interdipendenza globale senza avere un punto di equilibrio che renda compatibili le diversità dei singoli Stati-Nazione. Prova ne siano le guerre che vanno cronicizzandosi producendo la disumanizzazione che è sotto i nostri occhi con le conseguenze di morte e dolore che hanno provocato in questo ultimo anno e mezzo, ai confini dell’Europa e nel MedioOriente Mediterraneo teatro di sconvolgenti violenze. Eppoi ci siamo noi italiani a cui non basta fare appello all’orgoglio nazionale per evitare di cancellare la profonda frattura sentimentale che è occorsa fra i cittadini e lo Stato e la grande sofferenza di tanti ceti sociali e delle nuove generazioni aggredite dai morsi della crisi e del futuro senza speranza. Se non avessimo vincoli europei, il vantaggio della moneta unica e dei piani di ripresa la nostra condizione sarebbe ben oltre quella dell’Argentina, nazione amica.
L’anno che si apre sarà un anno difficile; La trentennale illusione che fosse possibile promuovere una politica senza l’Inter mediazione dei partiti tradizionali e ideologici ha portato alla disgregazione dei comportamenti individuali ed al disfacimento delle istituzioni. La Politica che ha bisogno dei suoi tempi di maturazione e di consolidamento nelle società moderne é stata travolta dalla velocità di chi pretende di dare risposte facili a problemi complessi;
Così si è insediato il populismo trent’anni fa e non se n’è più andato.
Resta a noi socialisti il compito di testimoniare ma anche di cercare di raddrizzare questo legno storto della democrazia; offrire il nostro punto di vista ed un solido punto di riferimento ideale.
Si voterà per un curioso destino della Storia il giorno dell’anniversario del ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti il 10 Giugno di cento anni fa. La morte della Democrazia Italiana. “Non è il tempo della celebrazione, non è il tempo dei discorsi politici” come dice una bella canzone, ma il tempo della memoria che aiuti a costruire il futuro affinché non si torni mai più all’indietro in tanti settori della vita civile del paese.
Io per parte mia continuerò a testimoniare e produrre pensiero come è giusto che faccia un uomo di quasi sessant’anni che ha vissuto dentro una famiglia politica e nella larga comunità socialista italiana purtroppo ancora oggi disunita. Il mio auspicio resta quello di continuare il cammino con tanti che condividono gli stessi valori e le stesse speranze.
A tutti voi, amiche, amici, compagne e compagni le migliori cose per l’anno che sta per nascere. La Salute, la Pace e la
Serenità, perché in questo ventunesimo secolo ne abbiamo diritto.
Bobo Craxi

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