Ignazio Marino era un simpatico pasticcione quando era sindaco. Il problema era che amministrava la nostra capitale e che il casino era grande sotto il cielo della città eterna. Noi di Pensalibero lo punzecchiavamo spesso. Ma, quando il suo percorso incrociò problemi di giustizia, i nostri attacchi cessarono.
Viene oggi da pensare, di fronte alla grandinata di proscioglimenti e assoluzioni di questi giorni, che i nostri padri costituenti, con la presunzione di innocenza, vollero darci non una norma costituzionale, ma un insegnamento morale ed una prova della loro preveggenza. Che conoscessero l’indole del popolo italiano, facile a farsi abbindolare da pifferai magici e da abili vellicatori dei peggiori istinti, proprio come aveva fatto, fino a poco prima, con Mussolini? Perché è impressionante la catena di piccoli e grandi disastri provocati dai nostri becero-giustizialisti.
Luciano Violante se ne viene oggi fuori che “la politica non deve farsi condizionare dalla giustizia”. Violante è di intelligenza raffinata e conosce benissimo il diritto. Eppure le sue uscite sono pure banalità. Perché sono l’ABC di ogni sistema democratico. Diventano notizie da pubblicare con enfasi perché in Italia in troppi (magistrati, stampa e, soprattutto politici) le hanno ignorate. A cominciare dallo stesso Violante, tenace difensore, secondo alcuni anche regista, di molti eccessi della stagione infame di Tangentopoli: del cui pentimento tardivo non vogliamo dubitare. E mentre ormai sbiadisce il ricordo dei tantissimi politici ingiustamente e cinicamente travolti dalla canea dei primi anni novanta, ecco ora che si scopre una catena ulteriore di stravolgimenti del corso democratico della competizione politica a diversi livelli.
L’ex governatore del Piemonte, Cota fu costretto ad andarsene formalmente a causa di un problema di firme di una lista che lo aveva appoggiato. In realtà per le accuse infamanti sui rimborsi ai gruppi regionali, dalle quali è stato ora completamente assolto. Che tutto ciò abbia favorito il cambio di maggioranza nelle successive elezioni è ipotesi più che fondata. Ignazio Marino, come ricordato sopra, era quanto meno insufficiente come sindaco. Ma, per sloggiarlo, i suoi compagni di partito, e non solo loro, approfittarono delle accuse relative ad alcune cene che si sosteneva fossero indebitamente state pagate coi soldi dei romani. Il bel risultato è che ora a Roma governa Virginia Raggi e che Marino si è scatenato contro chi lo volle colpire. La sua qualità di sindaco è passata in secondo ordine. Qualche mese fa, il nostro amico Graziano Cioni, già parlamentare PDS e DS nonché vicesindaco di Firenze, dopo otto anni di patimenti, è stato assolto in Cassazione da accuse relative all’urbanizzazione dell’area Fondiaria, dopo che l’assoluzione in primo grado era stata ribaltata in appello. L’inchiesta lo aveva colpito mentre si apprestava a partecipare alle primarie del PD per le elezioni a Sindaco di Firenze, quelle che sarebbero state il trampolino di lancio della fulminea carriera di Matteo Renzi. Non si sa cosa sarebbe successo se Cioni non fosse stato costretto a ritirarsi. Il suo seguito era grande a Firenze e se la sarebbe battuta per vincere, non per partecipare. Come minimo, Renzi sarebbe stato costretto ad un ballottaggio interno perché superò di uno zero virgola la soglia del 40% necessaria ad evitarlo. I suoi avversari speravano proprio nel ballottaggio per poterlo sconfiggere. Affinchè non si traggano errate conclusioni, precisiamo che Cioni, una volta escluso, appoggiò la corsa di Matteo Renzi.
Abbiamo citato solo alcuni degli assolti e dei prosciolti di questi giorni. Ma già le loro vicende mettono in rilievo che le responsabilità chiamano in causa non solo i magistrati delle procure.
Del resto, è stato il Parlamento ad abolire l’istituto dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari. E Berlusconi è stato “esiliato” dal Senato per l’applicazione retroattiva di una legge che anche lui e i suoi avevano approvato.
Nicola Cariglia

Scusi sig. Siracusa, ma chi sarebbe “il pecoraio di Palazzo Chigi” ?
Paolo, non hai risposto ai miei argomenti.
Oppure non hai capito la mia risposta.
Caro Marzio, difficile risponderti perché vai in tutte le direzioni, ma ci provo. Comincio col dirti che la mia “epoca”, come la chiami, é legata al luogo dove vivo, non certo al periodo storico, visto che ad altre latitudini la condizione omosessuale non permette di condurre una vita decente, spesso non permette la vita, molto semplicemente. Ironizzare o sminuire le conquiste, col pretesto che in parte sono anche “macchine da soldi”, non è intelligente. La tua storia è congelata in un’epoca che non si capisce quale sia, anzi una ibernazione. Probabilmente, tra le conquiste, c’é anche l’avanzare della speranza di vita, altrimenti noi due (te sicuramente) saremmo già morti. Anche la avrai da ridire, a ragione, che la potentissima industria farmaceutica regala una finta vecchiaia, indirizzando gli ignari a contrarre poi malattie che comunque li porterà a morire, ma un po’ dopo, se cancri o altre sventure, forse programmate dall’industria alimentare e dall’inquinamento, con il beneplacito dei governi,non prenderanno la staffetta se il soggetto si rifiuta di crepare.
La guerra, anch’essa sempre presente, a differenti latitudini, è sempre la, come un virus dormiente, cosi è la storia dell’umanità, 60 o 70 anni di pace congelata o artificiale sono già tanti, fortuna che non sei nato altrove, senno’ avresti pane e bombe al mattino.
Non credo assolutamente pero’ che tante cose spacciate come innovative risparmino l’umanità da future tragedie. Tutti o quais hanno un samsung in casa, che è un marchio coreano basato su una forma militaresca e dittatoriale. Insomma, potremmo continuare all’infinito con tantissimi esempi.
Sul resto, come scrivi, esistono già altri Renzi, tutti formattati, intelligenti e pronti a prendere il suo posto, ma speriamo siano magari piu credibili e simpatici di lui.
E fa rabbrividire quel che il pecoraio di Palazzo Chigi ha oggi detto urlando all’Asso Lombarda, che gli States sono il suo modello economico. Silenzio tremebondo dell’informazione, nessuno che si alzi a zittire questo individuo che già si comincia a temere. No, si continua a dialogare e si sta al gioco dell’ironia.
Caro Paolo, il vettore della modernità, dalla religione sanitaria che ci blandisce con la longevità accrescendo il terrore della morte, all’iper comunicazione planetaria che ci lusinga all’onnipotenza di essere più corpi nell’ubiquità, quel vettore è da sempre l’industria militare di pace e di guerra che ha posto il suo oscuro sigillo anche sui trovati all’apparenza più benedetti e volti al bene. L’industria militare guida le nostre esistenze, dalla sanità, al viaggismo, al ricerchismo di massa. E a costo di essere ridicolmente biblico posso dirti che tempo verrà in cui l’oscuro sigillo stampigliato su quanto ti delizia esigerà il riconoscimento della sua impronta e della sua filiazione. L’industria e la ricerca militari, ossia l’industria e la ricerca globale che dopo aver tolto il servizio di leva ci ha chiusi in una caserma ma disarmati, dispiegheranno la propria identità e le proprie conseguenze, è una legge fisica non eludibile da nessuna scelta etica e politica, nonostante ogni generazione faccia salti mortali per inventarsi espedienti capaci di operare un rinvio e accusare la verità di scetticismo. Il gioco trito indietro-avanti, ieri-domani, passato-futuro è morto, e non a caso è il refrain dei disperati States, la nazione più morta della terra in testa al corteo delle nazioni morenti. Pensa, se in poco più di mezzo secolo siamo passati dal primo volo all’allunaggio, e se le conquiste tecnologiche sono sempre più veloci non ti sembra che noi si stia dentro un crollo e non nella faticosa e lenta ascesa che vorrebbero farci credere? Poi eviterei di far calare automaticamente un giudizio positivo su un’epoca solo perché ti ha permesso di essere quel che vuoi, questi sono personalismi che portano l’intelligenza fuori strada. Quanto ai 110.000 poveri giovani che emigrano in cerca di lavoro, non farmi cascar le braccia a credere a simili panzane. Certo al consolato si registreranno come emigranti, per fare comunella la sera da espatriati incompresi, pieni di sogni e i soldi del babbo. Ma niente a che vedere con la nostra storica emigrazione. Niente. C’è un tipaccio in Italia, Briatore, il quale ogni tanto dice verità scomode e inaccettabili, ad esempio che nel bel paese non c’è tanta voglia di lavorare e che l’Italia cialtrona e a pezzi ormai è un alibi per molti.
Si Paolo. Ma per fare dimettere Marino hanno approfittato dell’inchiesta. E così per Cota (per cambiare fronte) e tanti altri. E’ inutile girarci attorno: sono gli effetti mefitici del becero-giustizialismo di cui questo Paese strabocca. E, a turno, tocca a tutti.
Nicola, il tuo ragionamento sarebbe condivisibile in una società dove la gente avesse mantenuto fiducia nella politica e in coloro che dovrebbero rappresentarli. Ora, la realtà, condannazioni o meno, è altra. Il cittadino si sente continuamente fregato da coloro che dovrebbero rappresentarlo e ha tendenza a non distinguere, magari ingiustamente, ma va capito. I politici odierni hanno trovato in questo mestiere la gallina dalle uova d’oro, la gente è esasperata, è tutto un darla a bere per imporsi, per primeggiare, per distruggere l’avversario con le sozzerie piu impensate. Bugiardi e arrivisti, quando un sospetto di colpevolezza giuridica cade loro sulle spalle, la gente, il popolo, non aspetta la fine e saltano sull’osso, complici i giornalisti, gli avversari politici e il sistema da “grande fratello” per cui niente è piu privato.
Il ridicolo dibattito dei due pretendenti al trono della Casa Bianca è la a dimostrarlo. Non uno straccio di idea della Nazione, ma un gossip che tira l’altro come le noccioline.
Trump, malonesto e fermo nella storia dell’umanità agli anni 50, viene beccato a dire due stupidaggini colossali, ma dette e pensate da tanti uomini, tipo che la figlia è una bella gnocca e che le donne di fronte ai Vip cadono ai loro piedi, stupidaggini ma vere, viene massacrato, mentre la Hillary che ha mentito su affari di stato, passa per la santarella. Per tornare a Roma, Marino ha fatto bene a difendersi e a togliersi tanti sassolini dalle scarpe, ma non è la stessa giustizia tanto deprecata a ridorarne il blasone?!? Umanamente ha la mia stima, l’ho sentito ieri in 1/2 ora, ineccepibile, e gravissimo l’attacco di Orfini che, saltando le procedure di legge, gli ha impedito di continuare. Marino è stato chiarissimo, si è dimesso NON per la magistratura, ma per le orribili pressioni fasciste del PD di Renzi e dei suo scagnozzi. Questo deve essere chiaro a tutti.
Dando atto a Giampaolo Mercanzin di avere colto l’essenza del mio ragionamento, invito caldamente, chi non lo avesse fatto, a rifletterci. Si tratta di un principio di civiltà: la presunzione di innocenza che i padri costituenti vollero inserire in Costituzione. Ecco, ciò avrebbe dovuto essere di monito ai magistrati, ai politici, ai giornalisti e ai cittadini. E, invece, abbiamo vissuto e viviamo momenti nei quali, a turno, tutti se ne dimenticano. Sarebbe una cosa ovvia e, invece, coloro che non trasgrediscono a considerare innocenti le persone fino a condanna definitiva sono una ristretta elite. Raccapricciante. Le assoluzioni di questi giorni dovrebbero indurci a discutere di questo, non di altro.
Magistrale Nicola. Ogni altro ommento è superfluo. Spacchino pure il capello in quattro (o multipli) quelli che sostengono questo ceto di incapaci che come la RANA vorrebbe modificare una costituzione fatta dal BUE.
E’ cosi purtroppo: gli intelligenti non fanno paura, gli opportunisti si.
Speriamo che lezioni come queste servano e che il cittadino prenda atto che è molto meglio un D’Alema che è stato paladino di un’ideologia, che un Verdini od un Renzi che lo sono invece dell’opportunismo.
Non sono comunista, ma so riconoscere l’oro dall’ottone.
Ciao ed ancora complimenti per Gavignana.
Insomma Marzio, mescoli capra e cavoli, fai un minstrone e di tutt’erba un fascio. Che c’entra l’incosciente ricercatore Regeni che va dove non si dovrebbe con un ragazzo che non trova lavoro e cerca all’estero fortuna?!? Chi l’ha detto, da sempre, che il destino dell’individuo sia a 100 metri dalla casa natale?!? Certo i BoBo come li chiamano qui, i figli di papà sinistrorsi e annoiati che hanno appartamento nel Marais o a St Germain, ci sono sempre stati, me ne accorsi subito della quantità di italiani che hanno casa a Paris, ma questo è sempre esistito e sempre esisterà, il fenomeno dei 110.000 è ben altra cosa. Parlai per pratiche amministrative con l’addetta all’ufficio consolare dal quale dipendo, mi ha detto che prima si occupavano di pochissime persone l’anno, ora intere famiglie si spostano, coppie anche e spesso con figli. Dirti poi quanti italiani incontro in Germania e in Svizzera, anche nella parte germanica, è superfluo, tantissimi.
Ti scagli continuamente, spesso a ragione, con la modernità e su certe cose ti do ragione, quando il partire diventa noia, vezzo, moda, puoi anche avere ragione, ma è anche segno dei tempi e della tecnologia se le cose vanno piu veloci, talvolta sicuramente ne approfitti anche te senza piu rendertene conto. C’é u.a buona modernità, e ci sono gli eccessi, ma indietro non si torna, neanche te,
Quanto ai 110.000 giovani che hanno lasciato l’Italia, non si vorrà credere, spero, a tanti poveri ragazzi col sacco in spalla dagli Appennini alle Ande. La maggior parte di loro sono almeno inizialmente mantenuti dai genitori, spesso abbienti di sinistra, e come si vede i conti tornano. E poi non dimentichiamo la grancassa mediatica sul ricerchismo, il nuovo oppio del popoli, per drogare le nuove generazioni al futuro, al cosmopolitismo e all’europeismi coatti. Intanto si viaggia e si scopa, poi si fa il cameriere di giorno mentre di notte si suda nella ricerca naturalmente di eccellenza. L’ingannato Regeni ancora non basta ad aprire gli occhi sulla trappola in cui più o meno andranno a finire i 110.000? E perché questi 110.000 falsi disperati non si sono spesi politicamente per l’Italia e per sé? O aspettiamo che per l’Italia si spendano quelli che stanno attraversando il canale di Sicilia? Nemmeno dopo Caporetto o dopo lì8 settembre l’Italia fu a rischio di sfascio totale come oggi, fino ad auspicare come via d’uscita la fine della nostra indipendenza nazionale, già storicamente avvenuta ma non ancora giuridicamente sancita.
Sui giovani, la tua riflessione è generica e non vicina alla realtà. Ti faccio un esempio personale, che credo sia una delle tante storie di questi ragazzi scappati (io me ne andai nel 2001 e non lo rinneghero’ mai). La figlia di mia cugina ha trovato un ottimo lavoro come architetto a Londra, stimata e premiata dai suoi capi. In Italia sarebbe disoccupata e sorpassata dagli ammanigliati. Penso che questo basti. Quanto ai camerieri, anch’essi trovano lavoro velocemente e senza le burocrazie nostrane. Che dovrebbero fare, puntare i piedi e difendere la Patria di Renzi?!? Ma per favore, lascia perdere.
Caro Nicola, Renzi non è un incidente fortuito che senza l’inciampo giudiziario di Cioni poteva essere evitato. Renzi è il prodotto della sinistra all’ingrasso da qualche decennio, e simili a lui decine di Renzi sono il lista d’attesa. Il fenomeno era evidente da moltissimo tempo, e non è certo nuovo nella storia delle sinistre europee, il distacco dal proprio alveo culturale, sociale e politico di un ceto arricchito, e sappiamo come arricchito in tutte le forme del sistema cooperativo nutrito nel liquido amniotico del MPS.