Nell’epoca dell’ipersessualizzazione dei costumi e dei consumi imposta dall’economia liberale, dal modello inculturale tecnomodernista, l’arte viene accomunata alla pornografia.
Quando invece la vera pornografia, la vera pornocrazia, è il capitalismo assoluto.
Non capisco chi cura l’estetica della propria persona all’estremo.
Meno che meno quelli o quelle che si rifanno, assomigliando a clown.
Penso che siano ridicoli e perdano tempo.
La natura è natura e va accettata.
Ciò che si può curare – e poco si fa – è solo la propria interiorità.
E’ chiaro che, nella Società dello Spettacolo, ovvero nella Inciviltà della Morte Civile, anche una manifestazione che utilizzi il linguaggio dello spettacolo, clownesca, goliardica, boccaccesca, può essere utile. Lo comprese il d’Annunzio di Fiume e così l’Asso di Cuori Guido Keller. Lo compresero i radicali degli Anni ’70 e gli Indiani Metropolitani: primo fra tutti Mario Appigniani Cavallo Pazzo. Lo comprese lo Schicchi di Diva Futura, lo compresero le Femen e i Nazionalbolscevichi di Limonov.
Usare la spettacolarizzazione per farsi beffe della Società dello Spettacolo, del consumismo, del capitale, del liberalismo, dell’autoritarismo e di tutta la schifezza che tutto ciò si porta dietro.
La gente teme la democrazia e pensa che libertà sia qualche cosa che attiene il danaro e la sfera economica (più hai danaro più hai libertà…una vera assurdità).
Personalmente sono per la democrazia e la libertà autentiche, il che presuppone libertà dal danaro e dall’interesse economico, comunità federate, indipendenti e autogestite e spirito di sacrificio e collaborazione.
Luca Bagatin

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