• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Armi in Libia, eccezione alla regola

Nell’impossibilità di intervenire direttamente in Libia, i principali attori interessati hanno
concordato nel ridiscutere la questione dell’embargo.

di Umberto Profazio | 21 Maggio 2016

Volta alla stabilizzazione di un Paese ormai logorato da 5 anni di lotte intestine e consumato dall’espansionismo del gruppo terrorista del’autoproclamatosi Stato Islamico, la conferenza di Vienna sulla Libia ha prodotto risultati scontati, non in grado di imprimere una svolta e suscettibili di porre nuovi ostacoli al lungo processo di transizione.

Il tandem Roma-Washington
La conferenza ministeriale di Vienna del 16 maggio è stata il prodotto degli sforzi diplomatici di Stati Uniti e Italia. A prima vista, il tandem Roma-Washington sulla crisi libica, inaugurato lo scorso 13 dicembre con la Conferenza Internazionale di Roma sembra tenere.

Tra i risultati principali, oltre all’accordo di Skhirat del 17 dicembre sul governo di unità nazionale, vi è anche il trasferimento a Tripoli del Government of National Accord, Gna, guidato dall’uomo d’affari Fayez al-Serraj e l’emarginazione del General National Congres, Gnc, il parlamento di Tripoli guidato da Nuri Abusahmain a cui fa capo il Governo di Salvezza Nazionale del Premier Khalifa Ghweil.

Nonostante questi segnali positivi, sul terreno il bilancio risulta essere più magro. La più volte annunciata avventura militare nel Paese sembra sollevare numerosi dubbi e perplessità. Più spesso ipotizzata a fini addestrativi, l’opzione di una missione internazionale di sostegno e stabilizzazione risulta sempre meno appetibile. Se non sconfessata.

Apertamente, come nel caso dell’Italia, dove il governo ha deciso di puntare sulla strada diplomatica, lasciandosi aperta la possibilità di inviare soldati per la protezione della sola sede diplomatica. O implicitamente, come nel caso statunitense, dove risulta alquanto improbabile che il Presidente Barack Obama impegni gli Stati Uniti nella regione durante la delicata stagione elettorale. A garantire la sicurezza degli uffici delle Nazioni Unite a Tripoli sarà con molta probabilità un contingente proveniente dal Nepal.

Un’eccezione all’embargo di armi
Nell’impossibilità di intervenire direttamente in Libia, i principali attori interessati hanno concordato nel ridiscutere la questione dell’embargo. Di fronte alle richieste di al-Serraj, anch’egli presente nella capitale austriaca, gli Stati partecipanti hanno aperto all’ipotesi di armare il governo di unità nazionale per combattere più efficacemente lo Stato islamico.

Le modalità erano state approntate nei giorni precedenti. Il 10 maggio infatti il Gna aveva annunciato la creazione di una nuova forza militare, la Guardia Presidenziale. Basata a Tripoli, essa sarà composta da personale di polizia e esercito selezionato nelle diverse regioni libiche e servirà a garantire la sicurezza degli uffici, del personale, dei membri stessi del governo e delle infrastrutture considerate vitali.

L’ipotesi di un affievolimento delle sanzioni non è del tutto nuova. In passato era stato l’Egitto a richiederla con insistenza, al fine di armare Haftar e sostenere il Parlamento di Tobruk. Vi è inoltre da ricordare come l’embargo sia stato spesso violato: più recentemente dagli Emirati Arabi Uniti, come evidente dalle foto diffuse a fine aprile sulla consegna di pick-up e veicoli trasporto truppe alla Libyan National Army di Haftar.

Dal comunicato finale della conferenza di Vienna tuttavia emerge che a essere esentato dall’embargo sarà esclusivamente il Gna. La decisione sembra andare contro gli interessi dell’Egitto, che compare comunque tra i firmatari del comunicato finale di Vienna.

Tuttavia la recente visita di al-Serraj al Cairo durante un vertice della Lega Araba e il suo incontro con il Presidente al-Sisi potrebbe aver portato a nuovi sviluppi. Nell’occasione il Presidente egiziano si è espresso a supporto di al-Serraj e dell’esercito libico e pronto a cooperare nella lotta al terrorismo.

Assist allo Stato islamico 
La situazione sul terreno continua infatti a essere confusa. Nonostante le sanzioni internazionali approvate contro i principali responsabili dello stallo politico, in Libia continuano a operare tre governi, ognuno con una propria agenda politica e militare, in particolare nell’ambito della lotta a Daesh. L’obiettivo per tutti è la riconquista di Sirte che garantirebbe non solo una indiscussa legittimità, ma anche notevoli vantaggi tattici.

Per tale motivo Haftar ha annunciato l’operazione al-Qurdabyia, che oltre a presentarlo come il salvatore della patria, gli garantirebbe una notevole penetrazione verso Tripoli. Consapevole del rischio, al-Serraj ha chiesto alle controparti libiche di sospendere ogni operazione militare contro Sirte, sollevando timori sul mancato coordinamento delle offensive militari, annunciate anche dal Premier Ghweil.

Della confusione ha naturalmente approfittato lo Stato islamico che ai primi di maggio si è mosso verso ovest, occupando Abugrein e minacciando da vicino Misurata. Mettendo a nudo al contempo il difficile momento di quelle che fino a poco tempo fa erano considerate le milizie più potenti del Paese e le fragili fondamenta del Gna.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, barack obama, cairo, crisi, fini, governo, italia, lega, libia, obama, parlamento, polizia, processo, responsabili, roma, soldati, sostegno, stati uniti, unità nazionale

Info Umberto Profazio

Umberto Profazio è dottore di ricerca in Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università di Roma “Sapienza”, Maghreb Analyst per la NATO Defence College Foundation e Junior Researcher per il Centre for Geopolitics and Security in Realism studies. Il suo primo e-book “Lo Stato Islamico: origini e sviluppi”, è edito da e-muse.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti