
Siamo partiti e poichè ieri sera ha piovuto, le strade erano un po’ infangate e quindi ci voleva prudenza. Il viaggio è stato molto bello perchè io ho rifatto con la gip il viaggio che 26 anni fa avevo fatto a cavallo. Tutta un’altra cosa. Ma è stato bello rivedere il punto dove con il cavallo ho attraversato il fiume Apurimac e dove quasi quasi ci finivo dentro perchè mentre ero sul cavallo guardavo l’acqua del fiume e quindi venivano i giramenti di testa. Per fortuna l’amico Rubèn mi disse subito urlando (lui aveva già attraversato) di alzare la testa e così ho fatto. E quando sono arrivato dall’altra parte mi sono girato per vedere dove sarei potuto finire e quando mi sono rigirato (sempre grazie al grido di Rubèn), mi sono trovato davanti ad una pala di pianta di fico d’india… mi sono salvato dalle spine in faccia per un decimo di secondo. Beh, fu proprio un viaggio stupendo che non dimenticherò mai.
Siamo arrivati ad Abancay che erano circa le 11 e lì è sceso Padre Guillermo, che mai è stato zitto per tutto il viaggio… immaginate il silenzio che c’era poi sulla gip. A me piace stare in silenzio quando faccio questi viaggi, perchè la natura mi innalza a Dio e sei sempre nella speranza di vedere un condor… ma oggi ho visto solo mucche, pecore e cani…
Il viaggio è stato lungo e siamo arrivati a Cusco alle 15.30, perchè le strade ormai, a causa delle miniere, sono piene di grossi camion.
Appena arrivato a Cusco ho sperato tanto di trovare un po’ di acqua per lavarmi come Dio vuole e per fortuna sono stato esaudito: bella doccia calda, qualche risposta agli amici che mi hanno scritto via email e poi di corsa a celebrare la Messa dalle Monache Carmelitane di Cusco insieme a Padre Giacomo e al Provinciale. C’era un anniversario di un defunto e i parenti avevano invitato un gruppo di voci femminili a cantare… bravissime!
Al ritorno abbiamo ripreso come l’andata il “Combi”, così chiamano ogni autobus, ma qui si trattava di un pulmino (che per noi corrisponde ad un pulmino Ducato 9 posti) e ci mettono dentro più di 30 persone… pensate a me che soffro un po’ di claustrofobia, ma mi distraeva il ragazzo che per ogni fermata gridava il nome della fermata per chi doveva scendere e quando apriva la porta gridava la destinazione del Combi per far salire e… ovviamente più gente sale e più soles (moneta peruana) si fanno… Insomma si stava come dentro una scatola di sardine…. ma la cosa più divertente è stata che quando sono salito, invece di attaccarmi al poggiamano, vicino c’era una signora con un bastone della scopa che aveva comprato e io (come un tonto!) ho preso questo e ovviamente mi è rimasto in mano… la signora mi ha guardato un po’ strana… avrà detto: “ma questo mi vuole rubare il bastone…!!”. Comunque è stato un viaggio stretto, ma divertentissimo….
Ora sono un po’ stanco, ma non voglio far mancare il mio diario ai lettori!!!

Lascia un commento