
“Siamo in arrivo alla stazione di Bagnacavallo” annuncia l’altoparlante. Bagnacavallo, un mito come nome e come ricordi, da Quelli della Notte con Ferrini quasi trent’anni fa.
E’ il treno del mare che passa da Ravenna e che tocca Solarolo, Russi, Lugo e poi giù Lido di Savio Lido di Classe insieme, Cervia Milano Marittima e poi Cesenatico Bellaria Igea Marina, solo a sentirli o a pronunciarli questi nomi ti viene in mente l’alluvione e speri nel rimbalzo, con gli ultimi nomi ti sembra di essere già stato al mare. Sei già abbronzato. Senti sale e sabbia addosso.
Un viaggio complicato ma tutto sommato piacevole, non da signorino in Freccia Rossa, un viaggio sudato, sennò che viaggio è! Che viaggio sarebbe?! Sempre in piedi un po’ appoggiato qui, un po’ spostato là. Già tanto che qualcuno non mi abbia dato il posto, vuol dire che ho la faccia di uno che può stare due ore in piedi. Ho un impegno a Cervia, vengo da Bologna. Osservo e barcollo. E mi diverto. Ho uno zainetto leggero a tracolla. Vorrei scrivere appunti ma sono in piedi e barcollo ad ogni sobbalzo di rotaia e ad ogni sfregamento di passante.
Alla stazione di Cervia Milano Marittima non ci sono i sottopassaggi. Il Regionale Romagna Live arriva sul secondo binario, dietro la campagna. I viaggiatori scesi si accampano nello stretto marciapiedi e aspettano che il treno riparta prima di attraversare e uscire.
Sembra incredibile ma anche con una stazione senza sottopassaggi qui arrivano milioni di turisti. Miracoli italiani, prodigi romagnoli.
E il treno del mare sferraglia verso Rimini dove farà scendere la folla restante e festante in cerca di sole con la pelle già incremata.
Cammino sotto le grandi piante spatuzzate anche dai temporali di Cervia e ho già nostalgia del treno per il mare.
C’era un mondo difficilmente scordabile.
Fabrizio Binacchi

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