Il pontefice ha chiesto ai vescovi, ai parroci e ai responsabili dei conventi di tutta Europa di dare ospitalità ai profughi
Il Papa ha rivolto un appello a tutti i vescovi e parroci d’Europa, ad accogliere almeno una famiglia di profughi, in tutti i luoghi del vecchio continente, dove la chiesa è presente. Francesco, il Papa che ama farsi chiamare semplicemente con il nome del santo di Assisi, si è reso responsabile di un gesto che restituisce alla chiesa il ruolo di frontiera, di luogo di misericordia e di accoglienza che è congeniale alla sua funzione. La rivoluzione del Papa venuto da lontano (è di Francesco la definizione, pronunciata nel momento della sua nomina a Pontefice) investe tutto l’apparato del clero, che con gradualità sta riducendo i fasti del passato, per ritornare ad essere una chiesa vicina alla gente. L’appello rivolto ai responsabili delle parrocchie, dei conventi, e delle diocesi europee (di fronte a milioni di siriani che fuggono dalla guerra e centinaia di migliaia di diseredati che dall’Asia ed Africa scappano dalla miseria) è un gesto che rimarrà come esempio nella storia dell’umanità. L’azione di Francesco porterà sollievo ai migranti, che considerata la capillare presenza della chiesa anche nei più piccoli centri d’Europa, porterà all’accoglienza di decine di migliaia di famiglie (centinaia di migliaia di persone). Questo Papa, che sale la scaletta dell’aereo potando con sé la sua borsa, che ha scelto di vivere a Santa Marta e non nelle lussuose stanze del Vaticano, che va personalmente dall’oculista per gli occhiali raccomandandosi di esporre i suoi prezzi come a qualsiasi altro cittadino, non finisce di stupirci. L’appello rivolto alle chiese d’Europa ad aiutare le famiglie che arrivano da noi, è un grande gesto. Ci auguriamo che Papa Francesco sia ascoltato e che il suo gesto umano, sia preso ad esempio anche dai capi di Stato, che viceversa -in molti casi, come l’Ungheria- si sono rivelati disumani e cinici.
Il presidente ungherese ha dimenticato che nel corso delle rivolte del 1956 ben 200mila profughi magiari, trovarono ospitalità nelle nazioni limitrofe. Ora che il problema immigrati è arrivato nel cuore dell’Europa attraverso la cosiddetta rotta balcanica e non è solo italiano, anche Angela Merkel è diventata generosa; meglio tardi che mai. Una cosa certa è che il senso dell’appello del Papa, segnerà di fatto i nuovi confini dell’Unione Europea. Chi fa spallucce di fronte al dramma di milioni di profughi, si pone fuori dell’Europa del futuro. Un’Europa, dove -ne siamo certi- non ci sarà posto per quelle nazioni dell’Est che in passato hanno ricevuto grandi aiuti umanitari durante le dittature comuniste e che ora ereggono muri e barriere di filo spinato.

Lascia un commento