“Il Museo toscano della Resistenza renda giustizia a tutti gli eccidi subiti dagli Italiani.” Così il Portavoce della Casa delle Libertà Alessandro Antichi nel presentare la mozione che formalizza la proposta del Presidente del Consiglio Regionale di riservare ai caduti delle Foibe uno spazio espositivo ricco di documenti, testimonianze e materiale fotografico all’interno del Museo toscano della Resistenza.
“Le Foibe – sottolinea Antichi – testimoniano come tutti i totalitarismi generino, morte, distruzione, sofferenza. Le ingiustizie antislave del Nazi-fascismo non giustificano le rappresaglie anti-italiane del comunismo jugoslavo.”
“Oltre ventimila furono gli omicidi di italiani: subirono torture e angherie e poi vennero gettati nelle foibe, cavità tipiche del territorio carsico. Nella sola foiba di Basovizza – prosegue Antichi – vennero trovati quattrocento metri cubi di cadaveri. Oltre trecentomila persone furono costrette all’esilio e si disseminarono nelle località più sperdute d’Italia. Così come i Nazi-fascisti avevano tentato di sradicare gli Ebrei, i Comunisti titini tentarono di cancellare il retaggio italiano ed ogni traccia di civiltà mitteleuropea.”
“Ma su tutto ciò la “Cultura” e la “Storia” ufficiali del nostro Paese, egemonizzata dalla sinistra e dalla fobia ideologica dell’antifacismo, hanno imposto per decenni un totale silenzio. Una grave responsabilità di cui la sinistra deve assumersi totalmente.
Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio Regionale, nel Bollettino Toscana del 21 marzo 2005, scriveva: “Agli inizi del 1945 migliaia di uomini , donne , ragazzi , furono uccisi solo perché italiani. Per troppo tempo a Sinistra si è rimossa colpevolmente questa tragedia, voluta da Tito. Il mito del compagno Tito ha steso una coltre di silenzio sulle foibe ma è stato scritto che una storia fatta di silenzii di falsificazioni e di mistificazioni , non è maestra di vita.”
“Oggi è il tempo del ricordo e della memoria. Tutti i cittadini italiani vittime dei totalitarismi – conclude Alessandro Antichi – devono essere commemorati nel Museo toscano della Resistenza quale vessillo di libertà e di democrazia.”

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