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Anomia depressione e distanza assiologica

Siamo stati indotti a non farci più affascinare dal futuro, a non esserne fondamentalmente sereni. I vecchi sono preoccupati per figli e nipoti, i giovani, già in ansia per le loro non pensioni; per il mutamento dell’organizzazione sociale manchiamo di credibili e riconosciuti punti di riferimento.

di Vincenzo Olita | 14 Novembre 2021
Immagine tratta da https://lnx.societalibera.org/

È evidente che i disturbi dell’umore non si sono manifestati solo nella pandemia e per i contagiati dal virus, purtroppo l’incremento delle disfunzioni umorali riveste diffusione e tratti peculiari delle popolazioni occidentali.
I disturbi emotivi classificati come depressivi non sono riportabili a quella depressione cosmica tratteggiata da Leopardi nel Dialogo della Natura e di un Islandese, per cui infelicità, depressione e malinconia sono connaturate all’esistenza stessa.
Storicamente, non vi era diffusa depressione nel dopoguerra europeo: tra macerie, ricostruzioni, indigenza e minaccia nucleare, serpeggiava un collettivo ottimismo per il futuro. Non vi era depressione nel basso medioevo: tra ondate di peste e carestie, un’estasi si proiettava verso il domani anche con le costruzioni, a partire dal XIII secolo, delle grandi cattedrali gotiche come quelle di Chartres e Reims vere preziosità dell’umanità.
Allora lo Stato s’identificava con la società e per molti aspetti era ancora così negli anni cinquanta; oggi, Stato, partitocrazia, informazione e imprese planetarie sono la società.
A seguito dell’epidemia, poi, si è scatenato il prontuario sociopolitico del pensiero debole, funzionale a fornire dotte parvenze alle varie e sempre attive campagne per la cattura del consenso. Nulla sarà come prima. Dopo il covid, allerta rossa per le altre malattie. E così di seguito.
E quindi? Innanzitutto, siamo stati indotti a non farci più affascinare dal futuro, a non esserne fondamentalmente sereni. I vecchi sono preoccupati per figli e nipoti, i giovani, già in ansia per le loro non pensioni; per il mutamento dell’organizzazione sociale manchiamo di credibili e riconosciuti punti di riferimento.
La distanza assiologica cui ci riferiamo non è che l’assenza di una scala di certezze individuabile da ognuno nel proprio cammino, che ci impegnerebbe per l’esistenza. È una mancanza che si riflette sull’orientamento esistenziale indebolendo, a volte frantumando, weltanschauung consolidate o concezioni del mondo affatto nitide già in partenza.
Lasciando alla psicologia clinica eziologia, caratteristiche e conseguenze dei disturbi depressivi, evidenziamo consistenza e interconnessione del trinomio Anomia – Depressione – Distanza Assiologica nel postmodernismo occidentale, in cui gli elementi della triade non stanno a indicare criticità o patologie individuali, ma connotazioni sociologiche, psicologiche e filosofiche massicciamente influenzate e condizionate dalla contemporaneità.
Di fatto, cultura, religione, politica, Stato, economia, informazione sono da collocare all’origine dei processi di adattamento e di coesione sociale.
Analizzare nel profondo ciascuna di queste entità ci porta a concludere, per dirla con Glucksmann, che pensare è dominare e lo è ancor più quando il pensiero dominante diventa unico e l’impatto sulle libertà naturali e individuali si profila massiccio e per certi versi devastante. E qui, anche a un amante del liberalismo, giunge in soccorso Marx con la sua lapidaria sintesi sulla personificazione delle cose e la reificazione delle persone: oggi si personificano astrazioni, totem che mortificano solo le intelligenze. Dobbiamo essere il partito dei giovani- E. Letta,l’Italia che produce ha voglia di correre – M. Salvini, Ho potuto verificare con mano che nel dna di questi giovani c’è la cultura della legalità e del rispetto delle istituzioni- G. Conte,Mettiamo ponti ai porti – Nessuno si salva da solo – J.M. Bergoglio. Già la religione! nella fattispecie quella cattolica, per molti non più saldo riferimento,il cui vertice settimanalmente ricorda che la Chiesa è infestata dalla pedofilia. Il problema è stato universalmente recepito, al Vaticano il compito di eliminarlo, non quello di parlarne continuamente e spesso inutilmente. I fedeli avvertono poca spiritualità e tanto sindacalismo, per il quale sono deputate già tante figure, poca fede ma tanta propaganda sulle reti nazionali per la pagina facebookdi un francescano di Assisi. Siamo così all’anomia definita come discordanza cognitiva in cui credenze, tradizione, storia e costumi assumono tra loro dicotomiche valutazioni. Situazione in gran parte dipendente e riferibile ai fattori, già evidenziati, come essere a monte dei processi di adattamento.
Per molti aspetti siamo in presenza di un diffuso irrazionalismo, da non intendere nell’accezione filosofica, ma come stato illogico e confusionale.
Altrimenti come spiegare, a proposito di cronaca, l’artificiale creazione del popolo di Greta, come spiegare il comportamento di uno Stato che interviene su tutto ma non a sgombrare, immediatamente, abitazioni di anziani occupate abusivamente. Lo spieghiamo smitizzando i fattori e gli attori a monte, smitizzando innanzitutto lo Stato, come incarnazione di tutto il bene, la quotidianità della politica sua linfa vitale, che incidono non lievemente anche sui processi cognitivi. Lo spieghiamo con la necessità di salvaguardare i diritti naturali, la libertà e la centralità dell’individuo e riscoprire l’etica della responsabilità.

Vincenzo Olita  (Presidente Società Libera)

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, anziani, chiesa, consenso, futuro, giovani, informazione, italia, mondo, natura, orientamento, pensioni, persone, religione

Info Vincenzo Olita

Laureato in sociologia, si è occupato di sociologia del lavoro e di gestione delle risorse umane in aziende di grandi dimensioni. Dirigente del Partito Repubblicano, è stato Consigliere regionale in Lombardia. Negli anni ‘90 ha fondato il mensile Nuove Direzioni e dato vita alla casa editrice di matrice liberale Società Aperta. Interessato alla sociologia politica, nel 1997 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Società Libera, di cui diventa presidente nel 2016, un esempio di istituzione privata che si occupa di cultura politica senza essere parte politica. Dal 1998 ad oggi è Direttore di Società Libera

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