Il 28 aprile alle ore 17, presso la Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, si terrà la presentazione del Terzo volume della serie “Le carte di Giulio Andreotti“ delle Edizioni di Storia e Letteratura che vuole mettere a disposizione le corrispondenze e i documenti dell’Archivio Andreotti conservato dal 2007 presso l’Istituto Luigi Sturzo.
In particolare il volume narra la posizione del governo italiano, tra il 1985 e il 1989, nei confronti del tentativo riformista in atto in URSS, posizione che lo distingue dagli altri componenti del G7. Ne è protagonista Andreotti, che giudicava l’evoluzione del comunismo gorbačëviano un fenomeno complessivamente positivo per la società sovietica e per la politica internazionale.

Andreotti e Gorbačëv
Lettere e documenti 1985-1991
a cura di Massimo Bucarelli e Silvio Pons
prezzo di copertina 38,00 euro
pagine xxx-386, 8 tavv.

Tra il 1985 e le due importanti visite di Stato del 1988 e 1989 prende forma la peculiare posizione del governo italiano nei confronti del tentativo riformista in atto in URSS, posizione che lo distingue dagli altri componenti del G7. Ne è protagonista Andreotti, che giudicava l’evoluzione del comunismo gorbačëviano un fenomeno complessivamente positivo per la società sovietica e per la politica internazionale, condividendo in grande misura la visione moderata del «sistema di mercato» e la critica di quelle che Gorbačëv ancora chiamava le «contraddizioni del capitalismo». Soprattutto, come sottolinea Silvio Pons, Andreotti condivideva con il presidente sovietico la visione di un futuro ordine bipolare senza la Guerra fredda: una visione «legata a un mondo in dissoluzione» che faceva proprio consapevolmente «il problema di costruire un’architettura nelle relazioni tra l’Europa e la Russia/URSS», il cui fallimento corrispose alla rimozione della «coscienza stessa del problema». Passata la prova di eventi epocali come il crollo del muro di Berlino, la riunificazione tedesca, la prima Guerra del Golfo, quella sintonia e il disegno strategico di cui era espressione si sarebbero infatti infranti nella fine dell’Unione sovietica del dicembre 1991.
Massimo Bucarelli è professore associato in Storia delle Relazioni Internazionali presso Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato saggi e monografie sulla politica estera italiana nel XX secolo, le relazioni italo-jugoslave, i rapporti italo-libici e l’attività internazionale dell’ENI. Insieme a Luca Micheletta, ha di recente curato per le Edizioni di storia e letteratura Andreotti, Gheddafi e le relazioni italo-libiche (2018).
Silvio Pons è professore ordinario di Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È Presidente della Fondazione Gramsci di Roma. È autore, tra l’altro, di La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917-1991 (Torino 2012, trad. inglese Oxford 2014), e General Editor della Cambridge History of Communism (Cambridge 2017). Il suo ultimo libro è I comunisti italiani e gli altri. Visioni e legami internazionali nel mondo del Novecento (Torino 2021).
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