Sabato 8 maggio, ad Imola si è svolto un seminario di studi sulla figura e l’opera di Andrea Costa, svoltasi negli anni del socialismo nascente, primo deputato socialista al Parlamento italiano, leader internazionale. Lo storico Renato Zangheri, studioso del socialismo italiano, ex sindaco di Bologna ed eminente uomo politico ha detto che, in Costa, “mai si disgiunsero le grandi visioni ideali e la quotidiana difesa dei deboli, l’istintivo senso di giustizia, il pacifismo e assieme la sensibilità nazionale”. Andrea Costa fu un costruttore di quel grande movimento sociale, politico e culturale che diede solide basi al socialismo emiliano e nazionale. Da li nacque il partito socialista e, come disse Togliatti in un famoso discorso a Reggio Emilia, quelle furono le radici del PCI. L’analisi critica della storia di Costa s’intreccia, quindi, con quella della sinistra italiana. Il PD però ha snobbato questo appuntamento, come se si trattasse di cose che non hanno nulla a che vedere con il “nuovo partito”. Ma di cosa si parla nella famosa scuola di Veltroni e soci?
Emanuele Macaluso

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