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Andare oltre la bioetica

di Silvio Nascimben | 24 Marzo 2013

Le conquiste raggiunte nel campo della modificazione genetica inducono ad immaginare che  oggigiorno sarebbe possibile creare, semplicemente volendolo, l’uomo primitivo o lo scienziato, l’analfabeta o l’intellettuale.

bioeticaL’uomo, in quanto essere vivente, è un nucleo di energia conoscitiva e attiva che opera direttamente nel tempo e nello spazio.

Facendo ancora un passo avanti, potremmo convenire che tale energia non è una forza a sé, seppur affiancata ad altre forme di energia diverse, bensì è energia che è essenzialmente conoscenza ed azione.

Nel mondo dell’inanimato, questa energia agisce senza organi medianti: le particelle atomiche si strutturano direttamente nell’edificio dell’atomo come se si conoscessero, e potessero interagire per raggiungere un dato fine. L’atomo si struttura direttamente in molecole mentre un cristallo realizza di per sé la sua perfetta geometria, come se conoscesse e potesse attuare per forza propria l’idea di forma secondo i moduli di quella matematica che sembra essere il linguaggio originario dell’energia. E forse Pitagora non era poi tanto lontano dalla verità.

Sempre nel quadro dell’evoluzione delle cose e dei viventi, questa energia originaria sembrerebbe tendere alla individualizzazione, perché in effetti si è accentrata e suddivisa in una quantità di effetti e di esseri.

Poiché alla sommità di questa evoluzione troviamo una creatura cosciente – l’uomo – dobbiamo pensare che anche l’energia sia dotata di coscienza non individualizzata: una coscienza che non ha un proprio specifico IO, perché appunto protesa verso la propria individualizzazione. Quella cioè che potremmo denominare “coscienza cosmica”…..

E allora, tra questa coscienza e la coscienza umana il processo deve avvenire senza fratture, per minimi passaggi di grado: in perfetta continuità ed armonia. Attraverso il realizzarsi dell’individualizzazione, però, la coscienza, quanto più s’illumina tanto più si restringe, e si limita.

L’uomo vive ogni istante del suo dramma conscio di non essere mai se stesso.

Egli è sempre diverso, perché mutevoli ed imprevedibili sono i suoi sentimenti e, non solo, gli stati d’animo con i passeggeri cambiamenti d’umore. Per non parlare degli  incontrollabili eventi. Tutto gli accade come in un film: la sua vita, infatti, gli si presenta quasi fosse un lungometraggio… Ed egli ahimè vive la sua esistenza spirituale nella più completa solitudine….

Avanza così, passo dopo passo tra le tenebre dell’ignoranza, tra le superstizioni e i preconcetti ingannatori,. Non solo, ma anche tra gli ingannatori pilastri ormai consolidati delle elucubrazioni cerebrali che lo indirizzano verso effimeri traguardi.

Ricordiamoci di Salomone, allorché vecchio e disgustato, si rivolse al cielo gridando: “vanità delle vanità, tutto è vanità….”

E così, immemore, l’uomo si lascia trascinare dal vortice del “tempo” … che inesorabile assiste indifferente allo scorrere della vita, che si trasforma in materia che muore e rinasce.Il processo evolutivo dell’uomo si realizza attraverso l’interazione di tutti quegli “stati d’essere”, di natura bio-fisio-psichica, che rivestono, compenetrandosi, la sua vera individualità. Il suo vero IO.

In realtà, l’uomo possiede quattro corpi (fisico, astrale, mentale e causale), ovvero quattro diverse modalità d’esistenza la cui confusa e incontrollata coesistenza influisce costantemente sul suo IO. Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che non percepiamo mai la realtà se non attraverso il filtro delle limitazioni fisiche, psichiche e biologiche. Tutti i nostri giudizi, i sistemi valutativi ed etici aderiscono semplicemente ai canoni della personalità, sia soggettiva che collettiva, ma giammai sono il riflesso oggettivo di principi superiori.

Ne consegue che è assolutamente indispensabile neutralizzare le distorsioni delle sensazioni: depurare in altri termini il proprio sistema interpretativo per canalizzare la funzione dei sensi verso un fine superiore. Solo in tal modo la personalità dell’individuo, ponendosi sotto l’influenza della vera natura universale, realizzerà l’obiettivo auspicato dalla sua volontà individuale.

E’ inutile quindi chiedersi se le ricerche genetiche porteranno a buoni o cattivi risultati prima che l’Umanità cominci realmente a rispettare la “natura” e si convinca una volta per tutte di aver ricevuto da Dio, Creatore e Grande Architetto dell’Universo, un “meraviglioso dono” in comodato d’uso…. e non certo con licenza di deturparla col progressivo e dissacrante inquinamento ambientale. Per non dimenticare poi il proliferare di armi per la distruzione di massa.

E’ questo il vero inquietante prioritario problema da risolvere!

L’uomo, però, pur strepitando allorquando avviene qualcosa di estraneo ai suoi schemi mentali preconcetti, continua imperturbabile a portare avanti la sua politica d’inquinamento, e di disboscamento. A questo punto credo sia logico chiedersi:  l’inquinamento non è forse una delle peggiori forme di manipolazione genetica?

La verità è che la ragione, i dogmi, le ideologie, e le morali che ne derivano, sono per definizione incompatibili con il concetto di evoluzione, che richiede “spirito di ricerca” … e non certo di conservazione.

Ogni morale esprime, in definitiva, regole di comportamento che valgono per situazioni specifiche; ma se la situazione muta, e l’ambiente è in movimento, la morale non può restare immobile. Per questa ragione, dal punto di vista biologico, ogni morale non può che  essere necessariamente transitoria.

Il problema che nasce da questa, come da altre possibili manomissioni genetiche, è quello di verificare se le prospettive che ci lascia intravedere la biologia devono spaventarci, oppure no. Di contro, va rilevato che l’uomo odierno, pur allarmandosi per le frequenti alterazioni genetiche che sono sotto i suoi occhi, non si preoccupa minimamente delle manipolazioni del cervello dei condizionamenti cui viene sottoposto ogni giorno, ogni ora, ogni attimo, attraverso l’informazione ed in ambienti modellati allo scopo. Come ad esempio avviene con la pubblicità, o più banalmente con la mirata disposizione di prodotti negli scaffali degli ipermercati….

Le conquiste raggiunte nel campo della modificazione genetica inducono ad immaginare che  oggigiorno sarebbe possibile creare, semplicemente volendolo, l’uomo primitivo o lo scienziato, l’analfabeta o l’intellettuale, facendolo tra l’altro crescere in ambienti diversi.

Cosa aggiungere ancora se tutti noi ben sappiamo che innumerevoli sono le regie che condizionano l’uomo, per farlo reagire quasi come un riflesso condizionato, molto più incisivamente di quanto avvenga con le manipolazioni genetiche.

In conclusione, ritengo che l’uomo, oggi più che mai, dovrebbe impegnarsi con maggior convinzione verso la conoscenza di “se medesimo”. E ciò può avvenire solo quando dogmi e pregiudizi, di qualsiasi ordine e grado, siano stati completamente superati.

Non si deve, a mio modestissimo avviso, “credere ciecamente” in ciò che viene imposto ma, pur tuttavia, essere disponibili a qualsivoglia alternativa logica possibilità.

“”Andare oltre”, questo deve essere il principio onnipresente in chi si protende alla ricerca e, soprattutto, vuole guardare cosa c’è oltre la “siepe”. Capire, in altri termini, anche ciò che convenzioni e dogmi  gli impediscono di immaginare, pensare e credere…

Pubblicato in : Primo piano

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