Un uomo che ammette le “gravi balle private” non lo avevamo mai incontrato in vita nostra, dunque a lui va il nostro voto e la nostra imperitura gratitudine: the Oscar goes to Oscar
Per una di quelle strepitose coincidenze con cui la vita si diverte a confonderci le idee – notoriamente già poche e debolucce assai – domenica prossima si sovrapporranno due eventi di assoluta rilevanza, ovvero le elezioni politiche nel nostro paese e l’assegnazione dei premi Oscar ad Hollywood. Il problema sarà distinguerli.
Perchè ci sono tali e tanti fattori coincidenti, che tutto pare congiurare per far credere agli italiani che potranno scegliere i vincitori degli Oscar, ed agli americani che potranno eleggere il prossimo Premier italiano.
La peggiore campagna elettorale mai vista non solo in Italia ma in tutte le terre emerse del globo terraqueo dal Big Bang ad oggi, ci ha infatti sottoposti ad una tale parata di prestazioni magistrali, di prove da attori di levatura incomparabile, capaci di improvvisazioni memorabili e di guitterie di alta scuola, da convincerci, non del tutto a torto, che domenica prossima assegneremo nelle urne i premi per il cinema – chè, a dirla tutta, non avendo speranze di cavar fuori un governo di un qualche genere dalle frattaglie miste che usciranno dal voto, ci piacerebbe almeno poter dire la nostra sulla migliore balla tra le innumerevoli che ci sono state quotidianamente propinate.
Dunque, per facilitare l’impresa all’elettore smarrito che, uscendo di casa, potrebbe sbagliarsi tra l’ubicazione del seggio e quella dell’Academy Awards, vi forniamo di seguito un facsimile di scheda elettorale con tutti i premi in palio.
Miglior Spacciatore di speranze: Silvio Berlusconi, per il film “Il postino suona sempre due volte – e ti consegna una cartella falsa per la restituzione dell’Imu”. Si consiglia vivamente di infilare quella, nell’urna, al posto della scheda.
Miglior Non Protagonista: Mario Monti, per il film “Mamma ho perso l’Agenda”. Tutti dicono di sapere che esiste ma nessuno l’ha mai vista davvero. In compenso, c’è costata parecchio, e si segnala ad oggi come la prestazione professionale occasionale più cara della storia.
Miglior Comprimario: Pierluigi Bersani, per il film “Il tacchino sul tetto che scotta”. Una triste parabola sulla strenua resistenza di un animale in estinzione, ha fatto piangere intere generazioni ed ancora non ha finito. Come Bambi, ma senza lieto fine.
Miglior Affabulatore: Nichi Vendola, per il film “Il paziente pugliese”, storie di ordinaria malasanità misteriosamente scomparse in campagna elettorale in attesa di un comodo salvacondotto parlamentare. Una vicenda appassionante ma lenta per via dei necessari sottotitoli in uzbeko dovuti alla lingua sconosciuta parlata dal protagonista.
Miglior Imitatore: Antonio Ingroia, per il film “Goodmorning Guatemala” – cronaca immaginaria di un viaggio di solo ritorno dal paese dei Campanelli, dove tutto è possibile anche togliersi e rimettersi la toga senza alcun conflitto di coscienza. Avercene – di coscienza, si intende.
Miglior Illusionista: Beppe Grillo, per il film “Pinocchio 2, la vendetta del Gatto e della Volpe”. Una visionaria rivisitazione di un classico per bambini, tutti stipati nelle piazze a farsi raccontare la favola dei dilettanti allo sbaraglio che entrarono in Parlamento e si fusero anche loro con i famosi sedili prensili che ivi notoriamente si trovano.
Miglior Caratterista: Oscar Giannino, per il film “Credevo fosse un master, invece era il Cepu”. Una meravigliosa storia italiana, dove un intero popolo di millantatori professionisti, pronti a farsi chiamare “dottore” dal proprio portinaio ed a giurare che Ruby era la nipote di Mubarak, ha potuto esercitarsi a fare la morale ad un dilettante che voleva somigliare a loro.
Noi non abbiamo dubbi, l’Oscar lo assegniamo di diritto a Giannino, capace di dimettersi pronunciando una frase fantastica come questa: “I danni su di me per inoffensive ma gravi balle private non devono nuocere a Fare per Fermare il declino”. Ecco, un uomo che ammette le “gravi balle private” non lo avevamo mai incontrato in vita nostra, dunque a lui va il nostro voto e la nostra imperitura gratitudine – the Oscar goes to Oscar, e questa volta neanche gli americani potrebbero far di meglio. Loro, al massimo, possono eleggere un Presidente, noi invece possiamo scegliere il bugiardo migliore – volete mettere la soddisfazione?!


Vi sbagliate di brutto , il mentitore seriale giannino, difeso dalla casta dei giornalisti , perchè ha ammesso le balle sparate in più anni,
a parte lo zecchino d’oro , che poteva essere un sogno di un bambino sfigato, ma quella “io , bush padre e la thacher” è una delle più grosse,
vi dimenticate che lui ha ammesso dopo che è stato sbuggiardato da Zingales, fra l’altro bisognerebbe seguire questo zingales perchè non me la racconta giusta,
il discorso del dottore in Italia dovete chiederlo alle centinaia di sindaci di piccole cittadine che si onorano di aver ricevuto la sede di una università e lì i giornalisti tutti zitti, avete mai sentito qualcuno che ha protestato per i milioni sprecati per queste piccolissime università che sornaano dottori disoccupati?
ra l’altro si è dimesso e nel suo posto ha installato l’amica della moglie , anzi l’ avvocato che gli ha presentato la futura moglie, cosa credete che se sarà eletto si dimetterà? non credo, ha detto che rimetterà la propria elezione al direttivo del suo partito, secondo voi con un direttivo di amici cosa succederà, si accettano scommesse.
Valerio, l’ho letta amche io oggi e mi è piaciuta, aggiungo che ho pensato a tutte le lauree stupite di appartenere a certe persone che conosciamo da decenni, e di cui ancora non riusciamo a liberarci :)
A volte, per guardare alle cose e non soltanto vederle, occorre cambiare prospettiva.
Vi stupite che uno come Giannino non abbia le lauree che dichiara ma, se vi spostate appena, potreste vedere le lauree stupite dal non appartenere ad un uomo come Giannino.
(trovato in rete)
ahhahhahhhhh……Fantastico Chiara neanche il Vernacoliere riesce a farmi ridere così…..poi dopo quando ci rimungino su ciò che mi hai fatto leggere e penso al nostro Bel Paese….mi metto a piangere. Sei grandissima!!! ciao Cesare