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Ancora due parole su Suffragette e un accenno ad Angeli d’acciaio.

Due film sugli albori della storia delle donne , i sacrifici eroici delle suffragette in Inghilterra e negli Stati Uniti. 

di Maria Rita Monaco | 3 Aprile 2016

Per prima cosa mi scuso ma spesso non rileggo ed ecco che si possono commettere errori. Parlando del movimento delle Suffragette l’ho arretrato di cento anni ed ecco che , come mi ha fatto notare una mia amica, i tempi non erano ancora maturi nel 1818, quindi sarà meglio prendere nota che è nel 1918, dopo che la lunga lotta per il suffragio alle donne si è trasformata da pacifica in violenta, che le donne ottengono una parziale vittoria e il diritto al voto, anche se solo per chi ha compiuto i 30 anni. Chiarito questo mi piace ricordare un altro film , più vecchio: Angeli d’acciaio (2004), più forte, più visivamente allettante, anche se nato per la tv. Man a mano che vedevo Suffragette paragonavo le due pagine di Storia delle Donne: l’una racconta di Emmaline e del  suo movimento trasversale in Inghilterra , l’altra si svolge al di là dell’Oceano negli Stati uniti del Presidente Wilson che, in un incontro “benignamente” concesso ad Alicia Paul e Lucy Burns , alla loro richiesta di applicare la ‘democrazia’ concedendo il voto alle donne , diede loro questa risposta : “Avete pazientato tanto, pazientate ancora un poco”. Le donne lottano sì per  la democrazia e per i loro diritti ma  lottano  anche e soprattutto per la libertà di esistere, di contare, di poter avere e professare proprie idee.

E siccome i film a Hollywood, come altrove, non si fanno ma si rifanno troviamo cose in comune e piccole sfumature che , almeno all’apparenza, li differenziano. Nel film Angeli d’acciaio le prime teoriche del movimento , arroccate nelle proprie posizioni guardano con diffidenza alle nuove arrivate (che, ai loro occhi, hanno il torto di aver studiato a Cambridge ); non è ancora il tempo della “sorellanza”, del colloquio aperto, della condivisione. In Suffragette Emmaline esorta le donne ad essere “artefici del proprio destino “ e dopo il suo discorso si allontana con le figlie e le guardie del corpo…al suo allontanarsi la polizia carica le donne, le picchia, le porta in prigione oppure le lascia davanti alle  porte delle loro case “ci penseranno  i mariti…”

In  entrambi i film gli uomini quando capiscono che è la loro supremazia a essere messa in discussione, perdono la testa e reagiscono con la violenza, le scene più forti sono quelle della prigione,dello sciopero della fame, dell’alimentazione forzata; quando escono le donne sono provate nel corpo ma non nello spirito; saranno sempre più convinte della via da seguire  e se “l’uomo propone e Dio sghignazza” “quando si parla di donne spesso il coraggio viene scambiato per follia”.

Solo quando si superano diffidenza e differenze, solo quando le donne si compattano e passano all’azione, allora la rivoluzione ottiene dei risultati.

 

Due film quindi che a distanza di anni tornano a parlare di una Storia troppo spesso trascurata se non addirittura ignorata dai libri di storia e oggi che più che mai si corre il pericolo dell’oppressione, della negazione delle idee dobbiamo informare e ricordare ogni giorno, per non perdere  quello che altre hanno ottenuto per noi. Non abbiamo il diritto di sperperare e disconoscere il loro coraggio e il loro sacrificio. Non abbiamo il diritto di dare per scontato tutto quello che abbiamo oggi: Non abbiamo il diritto di ignorare che ci sono voluti anni , sacrifici, lacrime, dolore e sangue per arrivare dove siamo oggi e tanta strada è ancora da percorrere , ma soprattutto non possiamo e non dobbiamo ignorare che possiamo perdere tutto in pochissimo tempo, quindi continuiamo a informare e ricordare.

Pubblicato in : CinemaTag: anni, democrazia, discorso, movimento, nato, polizia, sciopero, stati uniti

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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