Per prima cosa mi scuso ma spesso non rileggo ed ecco che si possono commettere errori. Parlando del movimento delle Suffragette l’ho arretrato di cento anni ed ecco che , come mi ha fatto notare una mia amica, i tempi non erano ancora maturi nel 1818, quindi sarà meglio prendere nota che è nel 1918, dopo che la lunga lotta per il suffragio alle donne si è trasformata da pacifica in violenta, che le donne ottengono una parziale vittoria e il diritto al voto, anche se solo per chi ha compiuto i 30 anni. Chiarito questo mi piace ricordare un altro film , più vecchio: Angeli d’acciaio (2004), più forte, più visivamente allettante, anche se nato per la tv. Man a mano che vedevo Suffragette paragonavo le due pagine di Storia delle Donne: l’una racconta di Emmaline e del suo movimento trasversale in Inghilterra , l’altra si svolge al di là dell’Oceano negli Stati uniti del Presidente Wilson che, in un incontro “benignamente” concesso ad Alicia Paul e Lucy Burns , alla loro richiesta di applicare la ‘democrazia’ concedendo il voto alle donne , diede loro questa risposta : “Avete pazientato tanto, pazientate ancora un poco”. Le donne lottano sì per la democrazia e per i loro diritti ma lottano anche e soprattutto per la libertà di esistere, di contare, di poter avere e professare proprie idee.
E siccome i film a Hollywood, come altrove, non si fanno ma si rifanno troviamo cose in comune e piccole sfumature che , almeno all’apparenza, li differenziano. Nel film Angeli d’acciaio le prime teoriche del movimento , arroccate nelle proprie posizioni guardano con diffidenza alle nuove arrivate (che, ai loro occhi, hanno il torto di aver studiato a Cambridge ); non è ancora il tempo della “sorellanza”, del colloquio aperto, della condivisione. In Suffragette Emmaline esorta le donne ad essere “artefici del proprio destino “ e dopo il suo discorso si allontana con le figlie e le guardie del corpo…al suo allontanarsi la polizia carica le donne, le picchia, le porta in prigione oppure le lascia davanti alle porte delle loro case “ci penseranno i mariti…”
In entrambi i film gli uomini quando capiscono che è la loro supremazia a essere messa in discussione, perdono la testa e reagiscono con la violenza, le scene più forti sono quelle della prigione,dello sciopero della fame, dell’alimentazione forzata; quando escono le donne sono provate nel corpo ma non nello spirito; saranno sempre più convinte della via da seguire e se “l’uomo propone e Dio sghignazza” “quando si parla di donne spesso il coraggio viene scambiato per follia”.
Solo quando si superano diffidenza e differenze, solo quando le donne si compattano e passano all’azione, allora la rivoluzione ottiene dei risultati.
Due film quindi che a distanza di anni tornano a parlare di una Storia troppo spesso trascurata se non addirittura ignorata dai libri di storia e oggi che più che mai si corre il pericolo dell’oppressione, della negazione delle idee dobbiamo informare e ricordare ogni giorno, per non perdere quello che altre hanno ottenuto per noi. Non abbiamo il diritto di sperperare e disconoscere il loro coraggio e il loro sacrificio. Non abbiamo il diritto di dare per scontato tutto quello che abbiamo oggi: Non abbiamo il diritto di ignorare che ci sono voluti anni , sacrifici, lacrime, dolore e sangue per arrivare dove siamo oggi e tanta strada è ancora da percorrere , ma soprattutto non possiamo e non dobbiamo ignorare che possiamo perdere tutto in pochissimo tempo, quindi continuiamo a informare e ricordare.

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