San Paolo – Il momento della crisi COVID-19 in Brasile è in continuo aumento, come dicono gli esperti la “seconda ondata” qui è molto forte. Nella media settimanale il Brasile ha perso 950 vite, insieme a un tasso di contagio pari a 50 mila al giorno.
E come puoi immaginare, caro lettore, il Brasile non è un paese dove vengono fatti gli stessi investimenti ovunque, quelli che si fanno a San Paolo non si fanno in altre parti del paese dove non sono così ricchi.
E questo è il caso dell’Amazzonia, che oggigiorno vive una situazione disperata. Manca ossigeno negli ospedali, come in tutto lo stato. L’unica azienda che produce questa bombola che è utilizzata nell’aiuto ai casi gravi del coronavirus, White Martins, ha detto che non riesce a star dietro alla produzione perché manca la materia prima per produrle.
L’ azienda ha detto che aveva notificato tale emergenza allo stato oltre un mese fa. Però, come vediamo ora, nulla è stato fatto da parte del governo regionale, di Wilson Miranda Lima. All’inizio di questa settimana le persone sono andate sui social per chiedere aiuto, i loro familiari stavano morendo di COVID, perché non avevano l’ossigeno per respirare.
La risposta dai social è arrivata ben presto grazie agli artisti. Loro hanno aperto il portafoglio e donato denaro per comprare queste bombole d’ossigeno. Così Winderson Nunes, youtuber, ha donato 30 bombole, Marília Mendonça, cantante, ne ha donate 20. Gustavo Lima, cantante, ne ha donate 20. Felipe Neto, youtuber, ne ha donate 30. Tirulipa, comico, altri 20. Il presidente? Ha collaborato solo facendo polemica.
Dice che il governo ha aiutato con “tutti i mezzi possibili” e che l’Amazzonia vive questa situazione perché non ha applicato “la cura preventiva”, riferendosi alla clorochina, medicinale senza comprovata efficace, ma che lui spesso “consiglia” come l’unico rimedio contro il coronavirus.
Ma se torniamo ad un mese fa, vediamo che a dicembre il governatore dell’Amazzonia aveva promulgato un nuovo lockdown, proprio perché c’era la possibilità che lo stato potesse collassare.
Ma in quel periodo furono i commercianti a scendere in piazza per protestare contro il governo regionale, che tornò indietro nella sua decisione e dopo pochi giorni cancellò questo nuovo blocco. Bolsonaro si complimentò con il popolo che aveva ignorato il decreto legge del governatore, affermando “di sapere che la vita è importante, però non dobbiamo avere paura”.
Gli effetti politici sono abbastanza negativi. Il governatore di San Paolo, Joao Doria, grande oppositore di Bolsonaro, ha accettato di ricevere 60 neonati, prematuri, che rischiano di morire senza aria. Doria, nella conferenza stampa, ha definito il presidente irresponsabile.
“Questo è la fine del mondo!! Non avere ossigeno per i neonati? Noi che siamo genitori, non possiamo accettare questo (e mentre lo afferma sbatte forte i pugni sul tavolo) definendo irresponsabile il governo Bolsonaro”.
Ieri è andata in onda su Fantastico (rivista digitale settimanale) un’intervista con un’infermiera del pronto soccorso; ha detto che non avendo bombole d’ossigeno ha dato ai pazienti della morfina, medicinale che cancella il dolore, perché in questo modo le persone che muoiono, almeno non soffrono tanto. Anche se viviamo nel secolo XXI, in quel pezzo del mondo, sembra che siamo ancora nel medioevo. Grazie, governo!
Enio Ricanelo, dal Brasile

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