• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Amato: quello che i quotidiani non hanno assolutamente capito…

La maggioranza dei quotidiani  non ha colto  il tema cruciale sollevato con la sua intervista a Repubblica dal Presidente Amato sulla strage  di Ustica. Giuliano Amato, libero dalle responsabilità istituzionali  che hanno caratterizzato la sua vita,  pubblica  (ultima la Corte Costituzionale), solleva il tema cruciale della trasparenza e della ricerca della verità, pilastri delle società aperte e della difesa delle libertà su cui si fonda la stessa Alleanza Atlantica.

di Marco Mayer | 4 Settembre 2023
L’aereo ricostruiti per le indagini della magistratura (fonte Wikimedia Commons)

La maggioranza dei quotidiani  non ha colto  il tema cruciale sollevato con la sua intervista a Repubblica dal Presidente Amato sulla strage  di Ustica. 

 Amato, libero dalle responsabilità istituzionali  che hanno caratterizzato la sua vita  pubblica  (ultima la Corte Costituzionale),solleva il tema cruciale della trasparenza e della ricerca della verità, pilastri delle società aperte e della difesa delle libertà su cui si fonda la stessa Alleanza Atlantica.

È, infatti, difficile parlare di democrazia quando la democrazia non è in grado di ammettere e correggere gli errori da essa stessa  compiuti.

È incredibilmente miope e provinciale appiattire e/o sminuire le  dichiarazioni di Amato (che affronta una delle vicende più drammatiche della nostra storia recente) alla attualità contingente

Non ha alcun senso parlare di “destabilizzazione e/o di “stress test” per il Governo Meloni. come hanno fatto numerosi commentatori. 

Se non si continua a cercare  con ostinazione la verità – a piu’ di 40 anni di distanza dalla tragedia di Ustica – la credibilità della NATO (e più in generale dei paesi democratici  che ne fanno parte) sarà ad alto rischio. 

Nello Stato di diritto la poltica deve essere ben distinta dalla morale, ma non per questo la politica non ha responsabilità etiche. 

In questi giorni le tante menzogne  contenute nei manuali scolastici di storia (voluti da Putin)  sui carri armati a Budapest nel 1956 e sull’ URSS del dopo guerra hanno fatto arrabbiare persino Viktor Orban. 

E’ un preciso dovere delle nostre società andare nella direzione opposta rispetto alla deriva sempre più autoritaria della Russia putiniana. 

Vivere e credere in una società aperta significa puntare alla ricostruzione rigorosa dei fatti, anche quando particolarmente spiacevoli.

Dopo la diagnosi (elaborata nel luglio del 1980)  dei tracciati radar di un ex pilota americano, noto analista del settore, 

http://www.vfrflight.net/index.php?topic=16234.0.  

in Italia il primo a parlare di missile fu nel dicembre 1980  Rino Formica (allora Ministro dei trasporti) che  informo’ subito il Ministro della Difesa, Lelio Lagorio.

Ma –  in seguito ad una sollecitazione del Presidente della Repubblica  Francesco Cossiga –  le parole più forti le espresse Bettino Craxi l’ 8 novembre 1988 in Parlamento: 

“Se risulterà definitivanente accertato che si è trattato di un missile risulterà per necessità ristretta la cerchia dei possibili responsabili.”

Solo dopo la caduta del muro di Berlino negli anni novanta si aprono i primi spiragli sulla strage di Ustica. 

Sulla base dell’ intesa tra Prodi e Solana nel 1996/7  la NATO fornisce un  primo rapporto sui tracciati radar che evidenzia la presenza di almeno 21 vettori nella zona. Successivamente sarà accertata la presenza di altri 4 mezzi aerei di nazionalità indeterminata.

Nel 2007 e nel 2008 è nuovamente Cossiga che affronta  il dossier Ustica, questa volta attribuendone esplicitamente la responsabilità ad un missile francese. 

A proposito di Francia la storica Bruna Bagnato ha ricordato due elementi importanti: https://flore.unifi.it/handle/2158/1192676

primo, nel 1990 la deposizione del Direttore del SISMI Ammiraglio Fulvio Martini in Commissione Stragi  chiama in causa Francia  e/o Stati Uniti;

secondo, il Quai d’ Orsay non risponde pubblicamente a queste  accuse nonostante la formale richiesta di Palazzo Farnese che a Roma è sotto la pressione dei media e dell’ opinione pubblica italiana.

Per quanto riguarda, infine,  gli Stati Uniti dai documenti declasssificati del biennio 1988/ 1989 si ricava 

l’ impressione che rispondano con dati specifici, ma sempre “settoriali” alle numerose richieste scritte e verbali formulate dal nostro Ambasciatore a Washington, Rinaldo Petrignani. 

http://documents.theblackvault.com/documents/dod/readingroom/5/774.pdfDurante nove anni di indagini 

Il giudice Rosario Priore ha richiesto centinaia di rogatorie internazionali e come si  è visto la  vicenda ha complessi risvolti internazionali su cui si deve ancora chiarezza.

E’ pertanto difficile dar torto a Giuliano Amato o peggio sminuire il suo appello.  Non è accettabile che  37 anni dopo alcuni degli accertamenti sollecitati da Bettino Craxi  e da Francesco Cossiga non siano stati ancora effettuati.

Marco Mayer 

PS Per quanto riguarda, invece,  Gheddafi – come sottolineato dal figlio Bobo – non è stato Craxi ad avvertirlo del pericolo (come Amato ipotizza, ma solo come  congettura de relato), ma da quanto informativa sarebbe arrivata al Leader libico dal Generale Santovito, all’ epoca a capo del SISMI. 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bettino craxi, caduta del muro, commissione, corte costituzionale, craxi, democrazia, figlio, francia, gheddafi, giuliano amato, governo, impressione, intervista, italia, magistratura, meloni, ministro della difesa, nato, opinione pubblica, parlamento, presidente della repubblica, prodi, putin, repubblica

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti