• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Altro che parlamentari: qui si comprano i partiti!

La degenerazione del sistema dipende in gran parte anche dalla decadenza dei partiti, asfittici, che non forniscono più una classe politica adeguata. Ecco perché una riforma dei partiti è ineludibile.

di Nicola Cariglia | 24 Gennaio 2021

La notte in cui la nostra cosiddetta “Camera Alta” si è trasformata in piccolo mercato di provincia e, nel finale, persino in evento calcistico con la introduzione della moviola per verificare se fosse o meno da attribuire il goal alla squadra del governo, non è stato questo lo scandalo maggiore. Perché è emersa una realtà ancora più sconvolgente: ormai il mercato non riguarda soltanto i singoli parlamentari. Qui si comprano le sigle, cioè i partiti. Ed ancora più meraviglia che di questa realtà nessuno parli. Tale è lo stato di degrado del sistema, che essa è stata assimilata. E appare normale. E’ normale che si possa costituire un gruppo parlamentare inglobando una sigla già presente alle elezioni, venendo dispensati dal raggiungere il numero minimo. Ecco perchè la caccia a chi al detentore in maniera molto più pressante rispetto al parlamentare semplice: come se, possedere una sigla fosse (in effetti può esserlo) possedere una rendita. Politica ovviamente.

Attenzione, però: mica siamo arrivati all’improvviso a questo punto. Ci siamo arrivati con un cammino iniziatosi almeno quaranta anni fa.  Con una serie di norme che di per se erano giustificate: il finanziamento pubblico, l’eliminazione dell’obbligo, per i partiti strutturati e presenti in Parlamento di raccogliere firme per presentare le loro liste, etc. Forse non avrebbero portato a conseguenze aberranti se assieme fossero state varate norme per facilitare la democrazia interna ai partiti. Magari condizionando i benefici a questo requisito di democrazia. Perchè è sotto gli occhi di tutti che senza democrazia interna i partiti  non sono più contendibili. E, ciò che è peggio, si sono arrogati il diritto di scegliere addirittura i componenti delle assemblee elettive, grazie a leggi elettorali fatte proprio con questo obbiettivo, magari abolendo le preferenze.

Chi non vedesse il rapporto di causa-effetto tra la degenerazione dei partiti e la degenerazione dell’intero sistema, dimostrerebbe di essere cieco. La mancanza di ricambio, le forzature costituzionali, il malfunzionamento del sistema dei controlli e dei contrappesi dipendono in gran parte anche dai partiti, asfittici, che non forniscono più una classe politica adeguata. Ecco perché una riforma dei partiti è ineludibile: fermo restando il loro status di associazioni private, dunque libere e insindacabili, non può essere dimenticato il loro fondamentale ruolo di carattere pubblico. E ciò può avvenire garantendone democrazia interna e trasparenza. Per non dimenticare mai che i partiti devono essere al servizio della Stato e non viceversa. Un sogno? Può darsi, ma è un sogno che altrove si chiama realtà.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, classe politica, democrazia, elezioni, finanziamento pubblico, governo, mercato, parlamento

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    6 Febbraio 2021 alle 16:09

    Meglio non riscoprire oggi Randolfo Pacciarci. Sarebbe usato male!

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    1 Febbraio 2021 alle 10:23

    Ad oggi 1 febbraio è deplorevole e a rischio di richiesta di destituzione un presidente della repubblica che prima concede giorni a un presidente del consiglio per mercanteggiare la costituzione di una maggioranza, poi affida a Fico – e perché non a un addetto alla buvette? – un’esplorazione tanto inutile quanto falsamente mediatrice, se un impresentabile come Renzi avendo ragioni da vendere rispetto al governo, diventa un ottimo scandaglio per avvisarci che la repubblica è in secca, e sopravvive grazie a una storia in secca. Se un presidente della repubblica non ha il coraggio di rapportare lo stato alla nazione e la nazione allo stato, cosa ci sta a fare?Solo pochi anni fa il vizio clientelare avrebbe scatenato reazioni ipocrite da ogni parte politica. Oggi nemmeno l’ipocrisia, invigliacchiti dalla pandemia i voltagabbana sono accolti da nuovi salvatori della democrazia, come sempre unti e bisunti di cattolica moderazione e responsabilità. E non mancano i cervelli ansimanti che ancora confondono tra ufficio e deretano di chi ne occupa la poltrona, e più svetta altissima la gerarchia dell’ufficio più la paura d’apparire disobbedienti convince i cervelli ansimanti della assoluta identità di valori tra ufficio e deretano, qualsiasi deretano. Le repubbliche possono tramontare anche senza ricorso a golpe, ma per intima inconsistenza politica e storica.

    Rispondi
  3. Gian Franco Orsini

    27 Gennaio 2021 alle 12:19

    Il problema non è solo prendere finalmente coscienza che i partiti vanno riformati, ma indicare come riformarli. La crisi attuale (pandemica ed economica) sta evidenziando i limiti della nostra costituzione la cui architettura, basata sul sistema proporzionale, non funziona. Ciò ben comprese nel 1960 Randolfo Pacciardi, repubblicano storico, che combattè il regime dei partiti ed immaginò una riforma istituzionale di tipo presidenziale fino all’Appello per una nuova repubblica , pubblicato il 27/02/65 su “Folla”. Come ha già scritto Renato Traquandi ” trovò sulla strada delle riforme il professore e cattolico Aldo Moro e il giudice comunista Luciano Violante”.

    Rispondi
  4. Milena Samà

    25 Gennaio 2021 alle 13:48

    Caro Nicola, come sempre la tua lucida ed oggettiva analisi della situazione politica italiana mi stravolge. Quale la soluzione? Forse, con tutti questi commissari, converrebbe commissariare lo stesso Presidente della Repubblica, un ectoplasma, oggi, intoccabile???… Ma sarà sempre peggio o ci potrebbe essere una seppur tenue speranza per il futuro, a questo punto, dei nostri nipoti? Vi prego, voi tutti fini politologi intelligenti ed anche ben documentati, datemi una risposta confortante e, soprattutto, attuabile!

    Rispondi
    • n.c.

      25 Gennaio 2021 alle 15:27

      Concordo con te salvo che sulle considerazioni aventi per oggetto il presidente della repubblica che io stimo moltissimo. Sui paletti che orientano la sua azione ti consiglio di ascoltare l’intervista che ho fatto al prof Armaroli. Sono un paio di minuti che trovi nella home page.

      Rispondi
  5. Renato Traquandi Arezzo

    25 Gennaio 2021 alle 08:47

    Attenzione, Cariglia!!!. Trent’anni sono passati dal decesso di Randolfo Pacciardi. Il mazziniano di Giuncarico, antifascista e eroico combattente, anche in Spagna, dove inflisse la prima cocente sconfitta alle camicie nere; trovò sulla strada delle riforme il professore e cattolico Aldo Moro e il giudice comunista Luciano Violante. L’ostracismo, la damnatio memoriae, fango e sterco, vennero gettati su di lui. Attento, Cariglia, è pericoloso mettersi contro questi qua!!!!!!!!. Non sono solo degli squinternati, sono feroci aguzzini, che come i lanzichenecchi, hanno invaso il sistema della democrazia.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti