Come raccontare attraverso un video la vita di un personaggio famoso e il suo rapporto con la sua città natale senza scivolare nella retorica o finire nella saggistica più accademica?
Questa è la sfida che si sono posti Veio Torcigliani, Roberta Ceccotti e Stefano Mecenate con il progetto “A casa loro” (#acasaloroproject) dedicato intanto ad alcuni dei maggiori compositori toscani.
Per testare la validità del progetto hanno partecipato al bando di concorso del Mascagni Festival per progetti legati alla figura del grande compositore labronico destinati al cartellone del Mascagni Off (iniziative collaterali al Mascagni Festival) proponendo il docufilm MASCAGNI E LIVORNO ispirato al pregevole saggio di Fulvio Venturi Mascagni e Livorno, un caso internazionale (dreamBOOK edizioni) che è stato coinvolto nel progetto mettendo a disposizione, oltre alla sua voce e alla sua vastissima esperienza, una selezione di testi presi dal suo saggio.
Ad appoggiare questo progetto, il Circolo Galliano Masini di Livorno e l’associazione Orfeo in Scena.
Evidentemente la formula di “A casa loro” è piaciuta perché il progetto è entrato tra quelli vincitori e parzialmente finanziato dal Mascagni Festival. Un’ottima occasione per trasformare quelle idee che hanno animato il gruppo promotore in un video della durata di circa 20 minuti. Davvero un tempo contenuto per raccontare vita e opere di Pietro Mascagni, compositore e direttore d’orchestra, imprescindibile punto di riferimento del melodramma mondiale.
Leggendo tra le pagine del saggio di Venturi, come ci hanno detto i promotori di questo progetto, quello che maggiormente colpiva l’attenzione era il legame profondo (e reciproco) tra Mascagni e la sua Livorno: un legame passionale come solo i livornesi sanno avere fatto di intese e di incomprensioni, di conflitti e riappacificazioni. Quindi “…bisognava partire da lì, dalla sua Livorno, da quei luoghi e da quelle persone che hanno saputo premiare l’arte del suo concittadino accogliendo sempre con favore le sue opere”.
Così tra le pieghe della città si è mossa la storia: i fossi, piazza il teatro, la terrazza a lui dedicata fino al cimitero dove si trovano a salutarlo alcuni dei personaggi delle sue opere e in mezzo la sua musica e alcune romanze indimenticabili che sono state affidate alle voci del tenore Stefano Cresci e del soprano Veronica Niccolini accompagnati al piano dal M° Alessandro Cavallini.
“Al direttore del Mascagni Festival, Marco Voleri, – ci ha detto il regista Stefano Mecenate – il compito di spiegare il senso di questa manifestazione e i suoi obiettivi futuri, a Mario Menicagli, violinista, direttore d’orchestra e direttore del teatro Goldoni la possibilità di raccontare da livornese e da musicista il suo rapporto con Mascagni…”
Mancava solo un riscontro: il lavoro era stato fatto anche grazie al montaggio di Ivan Reutov (che aveva curato anche le riprese) sotto la guida di Stefano Mecenate; occorreva presentarlo e l’occasione è stata data dalla disponibilità di Laura Brioli, impeccabile padrona di casa, che ha ospitato presso l’Istituto Rodolfo del Corona a Livorno di cui è direttrice, la proiezione in prima assoluta del docufilm.
Il riscontro? Applausi convinti ma più ancora, al termine, il piacere di condividere le emozioni che questa proiezione ha lasciato nel pubblico. Scommessa vinta? Forse sì, hanno detto a mezza voce Veio Torcigliani, Roberta Ceccotti e Stefano Mecenate, ma adesso “è il momento di “liberare” in rete questo primo prodotto del progetto A casa loro e seguirne gli sviluppi”.
Nel frattempo, ci hanno anticipato, altri progetti bollono in pentola e siamo certi che non mancheranno di stupirci come hanno fatto con questo video al quale auguriamo di volare alto e lontano per raggiungere tutti coloro che amano Mascagni e Livorno.
Claudio Tirinnanzi







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