Nei consessi di economisti non sembra esserci alcuna tendenza a domandarsi se i gravi problemi economici, sociali e ambientali che vengono discussi quotidianamente sui giornali possono essere proprio il risultato di decenni di crescita.
Nel numero di sbilanciamoci.it uscito il 25 Luglio come inserto del manifesto, Elmar Altvater pone una questione che risulta essere, senza tema di smentite, quella decisiva per il futuro. Riporto l’incipit dell’articolo di Altvater: <La logica dell’accumulazione contrasta con un sistema di regole fondato sui limiti imposti all’uomo dal pianeta Terra… Eppure c’è chi fa finta di niente e nega che il pianeta Terra abbia alcun limite. Anche oggi, sei anni dopo l’inizio della crisi finanziaria globale, le principali pubblicazioni di tutte le maggiori istituzioni internazionali (come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea e l’Ocse) individuano la crescita come panacea universale di tutti i problemi economici. In paesi come la Germania e il Brasile, l’accelerazione della crescita economica è prevista per legge. Non sono previsti né limiti, né alcuna gradualità nella crescita. Nei consessi di economisti non sembra esserci alcuna tendenza a domandarsi se i gravi problemi economici, sociali e ambientali che vengono discussi quotidianamente sui giornali possono essere proprio il risultato di decenni di crescita. E lo stoicismo di tali studiosi non è stato scalfito nemmeno da disastri quali quelli di Fukushima o dalle condizioni climatiche eccezionali degli ultimi anni. Quasi tutto il pensiero economico critico è stato travolto dall’economia mainstream>
Circolo Rosselli

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