I gravi ritardi dell’ Italia rispetto alle interferenze russe e cinesi segnalati più volte dal Copasir in questa legislatura (in questi giorni dal Presidente Adolfo Urso e in precedenza da Lorenzo Guerini e da Raffaele Volpi) non sono attribuibili a particolari carenze dei servizi segreti italiani ne’ dei servizi collegati.
La relazione del COPASIR al Parlamento, conferma – ad esempio – che gli organismi di intelligence statunitensi e britannici hanno lanciato con largo anticipo (e alcuni mesi prima del 24 febbraio anche pubblicamente) l’allarme su una probabile invasione russa in Ucraina.
Da cosa dipendono allora i ritardi di cui ha parlato Adolfo Urso? A mio avviso – la politica italiana – salvo poche eccezioni – non ha saputo cogliere l’ involuzione autoritaria che – con modalità diverse – ha caratterizzato nell’ultimo decennio le leadership di Mosca e di Pechino.
La Cina politica di oggi è molto diversa da quella del 2012 quando il Presidente XI Jiping ha preso il posto di Hu Jintao prima nel PCC e l’anno successivo alla Presidenza della Repubblica.
Se da un lato (soprattutto per l’invecchiamento della popolazione e la pandemia) l’ andamento economico della Cina ha subito significativi rallentamenti, dall’ altro lato la politica del Dragone si è fatta molto più assertiva: la repressione ad Hong Kong, per non parlare della in Birmania dove Pechino e’ complice di un ritorno alla dittatura militare. E grandi preoccupazioni si stagliano all’orizzonte anche per il futuro dello Sri Lanka.
In Russia l’annessione della Crimea del 2014 e gli eventi successivi hanno confermato la svolta aggressiva di Vladimir Putin ed il suo progressivo e irreversibile allontanamento dallo spirito di Pratica di Mare.
Per chi ha la memoria corta ricordo le dichiarazioni del 26 febbraio scorso di Giorgio Mule’ su Silvio Berlusconi “quasi terrorizzato e che non riconosce più Putin”. https://www.iltempo.it/personaggi/2022/02/26/news/guerra-ucraina-reazione-silvio-berlusconi-dopo-l-invasione-terrorizzato-non-riconosce-piu-putin-30627665/
C’ è voluta l’aggressione di Putin perché Valentino Valentini responsabile internazionale di Forza Italia riconoscesse l’errore strategico compiuto dai governi Berlusconi per aver accentuare la dipendenza energetica dell’Italia da Mosca.
Oggi e’ il 54′ anniversario dell’invasione dei carri armati sovietici a Praga. La nostalgia dell’ URSS e dei suoi carri armati ha giocato un brutto scherzo a Vladimir Putin. Non si immaginava la reazione compatta e coraggioso del popolo ucraino ne’ la vasta solidarietà operativa delle democrazie asiatiche e occidentali nei confronti di Kiev.
Da cosa dipendono i limiti di comprensione politica di cui ho parlato all’ inizio? Dopo il collasso del 1992/93 i partiti politici hanno vissuto senza un pensiero strategico che ne guidasse l’ azione. D’ altra parte non si può pretendere che partiti politici in affanno, schiacciati sulla quotidianità e persino privi di centri studi possano seguire come sarebbe loro dovere il rapido e complesso evolversi della politica internazionale.
E’ molto difficile contrastare l’ impoverimento culturale della politica. Tuttavia gli italiani non possono ignorare gli allarmi sulle prossime elezioni lanciati all’ unanimità dal COPASIR. Per i cittadini la prima cosa da fare è ovviamente non disertare le urne.
All’ intelligence spetta segnalare ai decisori i rischi connessi alle campagne di influenza e alle interferenze cinesi e russe. Agli studiosi e ai giornalisti investigativi spetta un compito diverso che in democrazia non appartiene alle funzioni dei servizi. I media dovrebbero trovare il coraggio di accendere i riflettori sui comportamenti dei politici rispetto alle sirene di Mosca e Pechino.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra! Ma sarebbe sbagliato fare di ogni erba un fascio confondendo un fuscello con una trave. Su un tema così delicato per usare un termine caro a Papa Francesco serve discernimento.
In poche righe non posso formulare una articolata gerarchia delle responsabilità anche se studio questi legami da più di dieci anni.
Il contributo che posso fornire ai lettori è quello di formulare qualche domanda da porre ad alcuni candidati.
Inizio dal M5stelle con il Ministro Patuanelli: se eletto lei continuerà a sostenere l’ utililia’ della presenza di Huwaei in Italia anche nella prossima legislatura?
Su questo tema avrei una domanda anche per Enrico Letta perché ricandidare una tifosa di Huwaei come l’ onorevole Bruna Bossio?
Passo ora ad un quesito per Matteo Renzi: con il senno del poi farebbe entrare una azienda di stato cinese al 35% in CdP RETI (Terna, Snam Italgas) o dopo quello che è successo a Hong Kong ci penserebbe due volte?
A Berlusconi e Putin ho già accennato, ma c’ è una domanda da porre al Cavaliere: perché oltre la fornitura ha aperto le porte a Gazprom per la distribuzione commerciale del gas in Italia? Cosa c’ è questa misteriosa decisione di cui nessuno parla?
Per quanto riguarda Salvini cosa gli impedisce di rompere l’ accordo della Lega con il partito di Putin? E ancora perché tra il 2020 e 2021 tante dichiarazioni a favore del vaccino russo Sputnik? E infine, aggiungerei, pensa forse di avere le competenze degli odiati virologi?
La stessa domanda mi piacerebbe porla alla’ assessore regionale della Sanità del Lazio Alessio D’ Amato ( ex Rifondazione) e al suo Presidente, Nicola Zingaretti, candidato del PD alle prossime elezioni. Perche’ far propaganda al vaccino Sputnik e perche’ coinvolgere lo Spallanzani nelle relazioni con Mosca?
All’onorevole Ignazio La Russa: e alla Meloni domanderei: che effetto vi fa constatare che i corazzati italiani (concordati con Mendeved e il Generale Soigu quando La Russa era Ministro della Difesa) sono usati dai russi per invadere l’ Ucraina? E cosa pensate di Salvini che – in sintonia con Conte – vuole sospendere gli aiuti militari all’ Ucraina?
L’ ultimo quesito tocca a Carlo Calenda? Perché da Ministro dell’ Industria non ha mosso un dito per impedire nel nostro paese si sviluppasse una così vasta penetrazione delle aziende cinesi nel 5G?
Queste sono solo le prime domande che mi sono venute spero che stimolino giornalisti e ricercatori a fare sino in fondo il loro mestiere.
Marco Mayer

Come si fa a mettere sullo stesso piano Russia e Cina? Quei due Paesi sono diversi in tutto. La Cina ha acquisito un livello ormai superiore a quello americano, su settori di enorme importanza con informatica, finanza, industria. La superiorità l’ha acquisita mandando alcuni milioni di giovani a studiare nelle università occidentali in primis americane a spese dello Stato; I giovani americani ancora non hanno questo aiuto e si vede. Con la Cina si deve convivere, con prudenza ma convivere. Quanto a Berlusconi-Salvini dovrebbe aver seguito quello che scrivevano, non tanto tra le righe, i giornali inglesi e americani; i due sono stati e sono forse ancora pagati proprio con clausola contrattuale riservata all’acquisto-vendita di gas e petrolio. E alla richiesta pubblica di Putin hanno prontamnte risposto mandando a casa Draghi. Queste sono cose che uno non le vede se non le vuol vedere.
Il fatto che la Cina sia un grande Paese (come la Russia, del resto) non autorizza ad intromettersi negli affari italiani. Questo afferma l’articolo e, con tutta la buona volontà, non vedo cosa ci sia di sbagliato…
È facile attendersi la seguente risposta:
“Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”!
In alternativa a: “Fatti l’affari tuoi”!
In ogni caso, la politica estera italica, ancor prima dell’incompiuta unità, è sempre stata l’esternalizzazione della politica interna, i cui effetti collaterali si rinnovano il prossimo 25 settembre.