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Alla fine l’IVA aumenterà, c’è da scommetterci!

di Daniele Marchetti | 24 Aprile 2017

Iscrivere d’ufficio il Ministro Padoan al movimento “pro-tasse” o al club dei tecnici delle “belle tasse”, appare una forzatura anche se, dopo la proposta sull’aumento dell’IVA in cambio dell’abbassamento del cuneo fiscale, poi in parte ritrattata ma riproposta -a stretto giro di posta- da “Bankitalia”, qualche dubbio può legittimamente insorgere.

Il Ministro -coraggiosamente- nel chiedere tanto a tutti offre una restituzione parziale a qualcuno. Infatti, se l’aumento dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) riguarderà ogni cittadino dai neonati ai pensionati perché associata ai beni di consumo, dell’abbattimento del cuneo fiscale beneficeranno, oltre alle imprese, solamente i lavoratori attivi: coloro che un lavoro lo hanno e lo esercitano.

E i disoccupati? Gli inoccupati, i pensionati, gli studenti? Per tutti costoro la proposta Padoan sarà «a perdere»: esclusivamente un costo, solo un nuovo importate balzello che colpirà anche i generi di prima necessità.

Come al solito il maggior peso del carico toccherà alla ruota di scorta del carro, ai cittadini che già incontrano difficoltà a vivere, a coloro che, come si dice, «non arrivano alla fine del mese».

Anche l’escamotage politico è il solito: il governo “tecnico” a cui, come fu per l’Esecutivo Monti e il Gabinetto Letta solo per menzionare gli ultimi precedenti, puntualmente ed immancabilmente è affidato l’aumento dell’IVA.

Persino la giustificazione -dopo il declassamento dell’agenzia di rating Fitch- sarà la stessa: «ce lo chiede l’Europa».

L’Italietta è tutta qui!

Altro che voce grossa sulla flessibilità o pretese di “misericordia” fiscale, i Governi italiani non possono vantare alcuna credibilità presso Bruxelles se, per recuperare risorse, invece di limitare le spese, continuano nell’usata (quanto illogica) tecnica di penalizzare i consumi e con essi i ceti meno abbienti (contribuendo -di fatto- all’espansione della povertà).

Anche il gioco del gatto con il topo tra Renzi ed il Ministro dell’Economia appare una (la solita) pantomima con un risultato già scritto: l’IVA aumenterà (forse con qualche ritocco di aliquota), Renzi addosserà l’odiato fardello sulle spalle di Padoan che, come è sempre capitato, avrà la sua “ricompensa” professionale a posteriori e tutti i protagonisti politici dall’ex Sindaco, al Cav, al comico genovese, dopo gli schiamazzi e le invettive di rito, saranno ben lieti di non avere più tra i piedi una tale zavorra.

Così van le cose nel belpaese: a spartito nuovo, musica vecchia!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: agenzia di rating, bruxelles, declassamento, governo, iva, lavoro, monti, movimento, pensionati, renzi, studenti

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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