Iscrivere d’ufficio il Ministro Padoan al movimento “pro-tasse” o al club dei tecnici delle “belle tasse”, appare una forzatura anche se, dopo la proposta sull’aumento dell’IVA in cambio dell’abbassamento del cuneo fiscale, poi in parte ritrattata ma riproposta -a stretto giro di posta- da “Bankitalia”, qualche dubbio può legittimamente insorgere.
Il Ministro -coraggiosamente- nel chiedere tanto a tutti offre una restituzione parziale a qualcuno. Infatti, se l’aumento dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) riguarderà ogni cittadino dai neonati ai pensionati perché associata ai beni di consumo, dell’abbattimento del cuneo fiscale beneficeranno, oltre alle imprese, solamente i lavoratori attivi: coloro che un lavoro lo hanno e lo esercitano.
E i disoccupati? Gli inoccupati, i pensionati, gli studenti? Per tutti costoro la proposta Padoan sarà «a perdere»: esclusivamente un costo, solo un nuovo importate balzello che colpirà anche i generi di prima necessità.
Come al solito il maggior peso del carico toccherà alla ruota di scorta del carro, ai cittadini che già incontrano difficoltà a vivere, a coloro che, come si dice, «non arrivano alla fine del mese».
Anche l’escamotage politico è il solito: il governo “tecnico” a cui, come fu per l’Esecutivo Monti e il Gabinetto Letta solo per menzionare gli ultimi precedenti, puntualmente ed immancabilmente è affidato l’aumento dell’IVA.
Persino la giustificazione -dopo il declassamento dell’agenzia di rating Fitch- sarà la stessa: «ce lo chiede l’Europa».
L’Italietta è tutta qui!
Altro che voce grossa sulla flessibilità o pretese di “misericordia” fiscale, i Governi italiani non possono vantare alcuna credibilità presso Bruxelles se, per recuperare risorse, invece di limitare le spese, continuano nell’usata (quanto illogica) tecnica di penalizzare i consumi e con essi i ceti meno abbienti (contribuendo -di fatto- all’espansione della povertà).
Anche il gioco del gatto con il topo tra Renzi ed il Ministro dell’Economia appare una (la solita) pantomima con un risultato già scritto: l’IVA aumenterà (forse con qualche ritocco di aliquota), Renzi addosserà l’odiato fardello sulle spalle di Padoan che, come è sempre capitato, avrà la sua “ricompensa” professionale a posteriori e tutti i protagonisti politici dall’ex Sindaco, al Cav, al comico genovese, dopo gli schiamazzi e le invettive di rito, saranno ben lieti di non avere più tra i piedi una tale zavorra.
Così van le cose nel belpaese: a spartito nuovo, musica vecchia!
Daniele Marchetti

Lascia un commento