Prevedibile per qualcuno, auspicabile per altri; la Meloni sbanca e vince per distacco anche all’interno della coalizione di cui fa parte.
Tutto già scritto tranne le proporzioni di questa vittoria; davvero inequivocabile!
Il primo partito però rimane quello dell’astensione; molti, troppi italiani non si sentono più rappresentanti da nessuna forza politica attualmente in campo.
La riflessione deve necessariamente partire da qua!
La disaffezione è altissima soprattutto tra i moderati; quelli che non hanno concetti estremi, che non si riconoscono né nell’estrema destra né nell’estrema sinistra, che non concepiscono che sia stato fatto cadere il governo Draghi.
Questo è dimostrato anche dal fatto che le forze politiche che hanno sostenuto quel governo a spada tratta, sono quelle uscite con le ossa rotte dalle urne (quasi funerarie per alcuni).
La Meloni è stata brava, fortunata e scaltra.
Ha iniziato a programmare questo trionfo dal primo governo Conte; sganciandosi dalla massa durante i governi sostenuti da tutte le altre forze politiche.
Conte, Conte bis e Draghi si sono trovati a gestire situazioni inimmaginabili come pandemia e guerra con tutte le conseguenze possibili ed immaginabili. Costretti a fare scelte impopolari che hanno pagato a caro prezzo in questo turno elettorale. Loro e chi li ha sostenuti.
L’unico a recuperare un po’ di consenso è stato Conte. Lo svincolarsi dal governo ha sicuramente pagato.
Proprio Conte e Donna Giorgia sono stati gli unici a fare una reale campagna elettorale; gli altri si sono limitati a cercare di allearsi tra di loro con pessimi risultati e a sbandierare lo spauracchio dei fascisti al governo. Spauracchio cavalcato anche dagli alleati di Fratelli d’Italia, che avevano fiutato il pericolo di ritrovarsi a governare con un socio talmente ingombrante che li avrebbe oscurati.
E così è stato.
Paradossalmente sarà facile che il governo che si insedierà durerà a lungo proprio per questo motivo.
Le débâcle di Salvini e Berlusconi faranno si che cercheranno di procrastinare le prossime elezioni più a lungo possibile.
Quindi avremo una premier (tra l’altro la prima donna a ricoprire questo incarico in Italia) di destra, con ancora la fiamma sul simbolo, per tutta la legislatura?
Chissà!
Le vie della politica sono infinite.
Ma il rischio c’è!
E probabilmente è giusto così.
È ovvio che, il potendo “criticare” invece che “dover fare”, ha posto Fratelli d’Italia su un pulpito privilegiato con un netto vantaggio su tutti gli altri. Vedremo come se la caverà con i fatti e col fardello che si porta dietro perché mai rinnegato del tutto.
La speranza è che in questo periodo il centro sinistra riesca a capire cosa vuole fare da grande.
Il proverbiale autolesionismo del PD ha toccato, spero, il suo apice!
È davvero arrivato il momento di cambiare tutto, soprattutto ai vertici.
Si deve ripartire da chi ha amministrato bene sui territori (e ce ne sono diversi) per ricreare un partito che faccia da traino alle forze progressiste di questo paese. Che riesca a riportare al voto quella maggioranza silenziosa di Italiani che hanno perso fiducia e che non sono rappresentati.
Che proponga!
Idee, soluzioni, proposte!
Donne e uomini nuovi; slegati dall’establishment; dal radical chic, dall’idea sbagliata di essere nel giusto a prescindere, dallo stare a rimorchio di qualunque governo tecnico per paura delle elezioni, dai grandi vecchi che hanno ancora troppa voce in capitolo e da tutte le correnti che hanno reso questo partito un regno di nessuno!
Tempo per farlo purtroppo ce ne sarà!
Sprecarlo sarebbe veramente un delitto.
Non voglio più andare a votare il meno peggio; voglio andare a votare con entusiasmo!
Come lo hanno fatto, pur con idee diametralmente opposte dalle mie, quelli che hanno votato Meloni!
Dobbiamo ritrovare i “buoni” che facciano buona politica.
Non siamo un paese beato, abbiamo un gran bisogno di eroi!
Giacomo Vivarelli

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