Prima ancora che in carne ed ossa, Stefania Ippoliti, splendida strega della Confesercenti fiorentina era già stata bruciata in effige e in contumacia. Il tribunale della Santa Inquisizione del politicamente corretto fiorentino aveva pronunciato ed eseguito all’istante la sentenza nel suo abituale santuario di via de’ Macci: il Teatro del Sale. Qui erano convenuti, solenni, per adempiere il Dovere di testimoniare il Bene supremo, i pilastri del potere politico, economico, mediatico e cultural-cheap di Firenze. Il Grande Oste apparve loro sul far della frutta, a pronunciare la requisitoria che non lasciava scampo alla strega né spazio a difese che, del resto, nessuno dei presenti si sarebbe arrischiato a tentare. Talmente ispirata e mistica da sembrare un’ode, soprattutto nelle conclusioni finali, dove la condanna non era esplicitamente proposta, ma implicita nei versi, grati e ammirati, rivolti a Marco Massacesi, l’avversario della strega. Tutto in un atto unico: accusa, sentenza senza l’abituale camera di consiglio nel prospiciente luogo di Ristoro, esecuzione immediata. Ciò che ne è seguito è mera finzione, recita del copione già scritto: Stefania che non ripresenterà la candidatura alla presidenza della Confesercenti, il pieno accordo degli associati. Anche le “vere ragioni” che hanno portato la strega al rogo (superbia e mancata sottomissione al Gran Sacerdote Leonardo, apostasia per sostegno promesso a Paolo Cocchi invece che a Riccardo Conti) non sono così vere come vorrebbero i propalatori. Piuttosto Stefania, che ha tutto per piacere a tutti, è per ciò stesso invisa al potentissimo clero della sinistra post-comunista. Quello che controlla partito, sindacato,organizzazioni di massa e che ancora oggi è il cemento di tutto questo mondo. Stefania è troppo ambiziosa e gaia per indossare il grigio che è indispensabile per far parte di questo clero. Ma è anche troppo accorta ed elegante per collocarsi, ora, là dove la porterebbe il cuore. E questo è il nostro cruccio.
[Fonte l’Opinione]

la signora stefania ippoliti è l’apoteosi dell’arroganza e della superbia oltre ad avere un grado di supponenza insopportabile è anche ridicola tutta vestita di nero!
la signora stefania ippoliti è l’apoteosi dell’arroganza e della superbia oltre ad avere un grado di supponenza insopportabile è anche ridicola tutta vestita di nero!