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Agosto 1944, a Firenze e a Parigi l’insurrezione popolare pone fine all’occupazione nazista

Firenze e Parigi tra le numerose correlazioni storiche hanno anche quella che riguarda la Liberazione dal nazifascismo. Entrambe venenro liberate dai partigiani e dall’insurrezione popolare prima dell’arrivo degli Alleati.

di Gabriele Parenti | 10 Agosto 2023

Tra le numerose correlazioni storiche tra Firenze e Parigi (gli Uffizi e il Louvre, Palazzo Pitti e il Luxembourg,  i legami introdotti  da Caterina e da Maria  de’Medici c’è anche quella che riguarda la Liberazione delle due  città avvenuta rispettivamente  l’11 agosto (Firenze)  e il 25  agosto (Parigi) del 1944

In entrambi i casi la città fu liberata dai partigiani e dall’insurrezione popolare già prima dell’arrivo degli alleati, da sud nel caso di Firenze e da sud con una avanguardia da ovest nel caso di Parigi.

Nella motivazione della concessione a Firenze  della medaglia d’oro della Resistenza si legge  “Resistendo impavida  al prolungato, rabbioso bombardamento germanico  mutilata nelle persone e nelle insigni opere d’arte […] contribuendo con ogni forza alla Resistenza e all’insurrezione  donava il sangue dei suoi figli copiosamente […]   Perché un libero popolo  potesse  nuovamente esprimere  se stesso in una libera nazione”.    

La sera del  25 agosto, il generaleDe Gaulle,  sulla piazze dell’Hôtel de Ville, pronunciò lo storico discorso che iniziava con le parole “Paris ! Paris outragé ! Paris brisé ! Paris martyrisé ! Mais Paris libéré ! Libéré par lui-même, libéré par son peuple avec le concours des armées de la France, avec l’appui et le concours de la France tout entière, de la France qui se bat, de la seule France, de la vraie France, de la France éternelle.” .

Sia a Firenze che a Parigi ci furono combattimenti  strada per strada e in entrambe le città furono numerosi i caduti. A Firenze fu ucciso anche il comandante partigiano Aligi Barducci,( Potente)

Nel capoluogo toscano fu la Martinella, la storica campana di Palazzo Vecchio a dare il segnale dell’insurrezione, a Parigi le campane di Notre Dame annunciarono la liberazione della città.

Un altro parallelismo tra le due celebri città  d’arte . A  Firenze  il  console tedesco Gehrard Wolf si adoperò per  salvaguardare le opere d’arte, ed evitò la distruzione del Ponte Vecchio. Per questo e per aver protetto persone perseguitate dai nazisti gli fu conferita nel 1955 la cittadinanza onoraria.Ma il potere era in mano al Comando militare tedesco  e  il console  non  poté impedire la distruzione di alcuni tra i quartieri più antichi della città posti ai lati del Ponte Vecchio  e degli altri ponti, a cominciare dal ponte  S.Trinita,  annoverato fra le massime opere architettoniche rinascimentali. 

Come ha ricordato Matteo Mazzoni  (Direttore dell’Istituto Storico delle Resistenza in Toscana),  furono evacuate migliaia di famiglie costrette a trovare alloggi di fortuna ( nelle Chiese, alle Murate  e in altri edifici).

Nella capitale francese, come si ricorda nei film  Parigi brucia?  e nel recente  Diplomacy  il Governatore militare tedescoDietrich von Choltitz disobbedì all’ordine di Hitler di  distruggere completamente la Ville lumière. 

Naturalmente a salvaguardare Parigi dalla distruzione contribuì la rapidità dell’avanzata della  divisione del generale Leclerc che entrò in città da Porte d’Orlèans. e da Porte d’Italie. 

Non ci furono quindi demolizioni di ponti e di edifici  e  questo diverso destino delle due città è stato sottolineato dall’interessante articolo di Giovanni Morandi  Il generale che disubbidì a Hitler, del 27/11/ 2014 scritto in occasione dell’uscita del film “Diplomacy”.

Sia dopo la liberazione di Firenze che dopo quella di Parigi la guerra era tutt’altro che finita, perchéin Italia i tedeschi si attestarono sulla linea gotica fino alla primavera del 1945 e in Francia si arrivò a liberare Strasburgo alla fine dell’anno ma le truppe alleate dovettero aspettare  anch’esse i primi mesi del 1945 per penetrare nel territorio tedesco.

Tuttavia,questi due eventi-simbolo dettero slancio agli alleati e a gli uomini della Resistenza  e  proprio perché caratterizzatidall’insurrezione popolare, furono in entrambi i casi il segnale che  per i  nazifascisti  il tempo era definitivamente  scaduto.

Gabriele Parenti

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: comandante, discorso, firenze, francia, italia, nazisti, palazzo vecchio, parigi, persone, strasburgo, toscana

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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