
Si è celebrato quest’anno il 130° anniversario della nascita di Agatha Christie, la regina del giallo, nata appunto nel 1890 a Torquay (Devon) , sulla costa inglese della Manica
Agatha Miller (Christie è il nome del primo marito che lei conservò anche dopo il divorzio per motivi editoriali) ha creato uno stile narrativo, personaggi entrati a far parte dell’immaginario collettivo ma soprattutto un modo del tutto peculiare di impostare una situazione thrilling e di condurla fino a una soluzione inattesa. La narrazione non ha mai tempi morti e anche le descrizioni di ambienti, spesso suggestive, hanno specifiche finalità. Dame Agatha cosparge le narrazione di indizi ma…attenzione! alcuni sono fuorvianti ci portano su una falsa pista. Non a caso alcuni hanno scritto che la Christie fa con il lettore una sorta di gioco delle tre carte.
Anche il contesto delle vicende è significativo perché esse si svolgono per lo più in uno scenario idillico: la dolce, quieta campagna inglese con foreste di faggi, campi di erica, giardini, siepi di tasso, pittoreschi villaggi, antiche ville. E’ la vecchia Inghilterra, quella dove – come scriveva Orwell .citato da Leonardo Sciascia nell’introduzione all’edizione Oscar Mondadori de L’assassino di Roger Ackroyd – “ tutto appare tranquillo e riposante Sembra che nulla possa accadere Fino a che non ci accorgeremo del contrario”.
D’altronde, come si legge nella quarta di copertina di Poirot e la salma: “cosa c’è di meglio di un rilassante weekend di campagna in compagnia di amici e parenti ? Amicizia e buone maniere, tuttavia, non bastano a celare una forte tensione fra gli ospiti. In fondo tutti i presenti hanno qualcosa da nascondere quale segreto inconfessabile. Il delitto è dietro l’angolo.”
Certo, c’è il delitto. Ma con fair play, senza traumi, in modo quasi incruento. Inoltre, la vittima non crea troppi problemi perché non suscita un vero sentimento di dolore, non lascia affetti solo eredi più o meno soddisfatti. Talvolta, come ne Il ritratto di Elsa Greer o inLe due veritàs’indaga per riabilitare la memoria di un presunto assassino; manca quindi uno scontro di passioni, nel tempo la tensione drammatica si stempera.
Il delitto serve soprattutto a giustificare l’indagine che, a sua volta, è un gioco d’intelligenza dove lo studio dei caratteri, del modo di reagire, ha un’importanza fondamentale. La trama si volge all’interno di un gruppo familiare o nel mondo di una borghesia di provincia in cui il pettegolezzo si unisce alla riserva mentale
Siamo anni luce lontani dalla Londra brumosa e notturna di Conan Doyle o a quella dei quartieri malfamati e delle “dimore segrete” di Edgar Wallace.
Circa i protagonisti dei racconti, quelle della Christie furono scelte coraggiose. Poirot, un belga che usa molte espressioni francesi, è insolito per un giallo tipicamente britannico (gli inglesi infatti lo descrivono come un tipo buffo e all’inizio non gli danno molto credito: una volta una ragazzagli dice francamenteche era troppo vecchio, non si attendeva così un investigatore). Per fortuna l’autostima di Poirot è tale da fargli addirittura presumere che la sua sola presenza serva a tenere lontani i delinquenti.
Miss Marple, a sua volta, è il prototipo della vecchietta sagace ma decisamente fuori dagli schemi, apparentemente candida ma una vera e propria nemesi come la definisce un suo amico. Miss Marple è appassionata di giardinaggio, dedita al lavoro a maglia e sempre pronta a offrire un buon tè ma risolve casi misteriosi con una logica ferrea e se suo nipote Raymond spesso è scettico, a Scotland Yard la tengono nella dovuta considerazione. e un po’ la temono perché arriva sempre per prima di loro alla soluzione del caso .
Miss Marple adopera un peculiare metodo d’indagine : procede per analogie ritenendo che molti comportamenti umani abbiano caratteristiche simili. L’immaginario villaggio in cui vive, St. Mary Mead, è un microcosmo dove l’arzilla vecchietta classifica espressioni, contegni, modi d’agire e li raffronta poi con atteggiamenti e situazioni che si presentano nel caso di cui si occupa.
Poirot inaugura, invece, un metodo razionalista. Confronta le varie testimonianze, cerca una smagliatura, anche piccola e si focalizza su particolari che sembrano insignificanti. A chi lo accusa di essere inerte risponde che non va in giro a raccogliere cicche o a misurare impronte ma analizza i fatti, trova le incongruenze e dice al capitano Hastings ( il suo Watson) :”passeremo in esame i vari elementi e scarteremo quelli che non c’entrano. Terremo da parte quelli importanti. Quelli inutili, invece..puff! li soffieremo via”.
Ma nella narrazione non c’è solo il procedimento investigativo. Anzi l’aspetto più rilevante nei racconti della Christie è l’analisi di psicologia sociale .Ce lo fa sapere la stessa autrice nelle pagine iniziali di Verso l’ora zero allorché un anziano e famoso penalista, l’avvocato Treves, spiega che le storie gialle cominciano spesso dal delitto. Ma il delitto è. in un certo senso, la fine di una storia iniziata molto prima, a volte anni prima con un insieme di cause di eventi che portano certe persone a convergere verso un punto prestabilito: l’ora zero, appunto.
Abbiamo già visto che per accrescere la suspense, la Christie ricorre a un duplice strattagemma. Anzitutto opta per una suspense condivisa ovvero quella in cui il lettore possiede le stesse informazioni dell’investigatore ma, in realtà, la competizione non è alla pari, perché il detective mediante il contatto diretto con i testimoni o con le persone che forniscono indizi riesce a cogliere le loro mentalità e quindi a valutare le fonti non solo per quanto riguarda l’attendibilità ma anche il loro angolo visuale.. perché come sappiamo, la notizia è sempre prodotto della personalità di chi la fornisce.
Inoltre, la “regina del giallo” lascia uno o più indizi che dovrebbero permettere al lettore di capire chi è il colpevole. Ma sa celarne l’importanza renderlo invisibile, fino a quando, dopo aver letto la soluzione, ti chiedi: “come mai non ci ho pensato?”. Poi con un sapiente mixage fornisce indizi che sono tali solo con una lettura trasversale. Ad esempio, può accadere che l’investigatore s’informi sull’acquisto di un certo oggetto e noi ci arrovelliamo per capire a cosa potesse servire, salvo scoprire poi che l’oggetto in sé non aveva importanza mentre era interessante sapere perché l’acquirente fosse andato proprio in quel negozio.
Tra gli altri “trucchi” di Dame Agatha ci sono situazioni invertite. Si tratta di Giochi di prestigio e di Polvere negli occhi come s’ intitolano due dei suoi romanzi più famosi oe talora sono veri e propri trompe l’oeil nei quali la verità è abilmente nascosta da una falsa rappresentazione.
Alcuni romanzi costituiscono il filone esotico della Christie in quanto sono ambientati in Egitto o in Medio Oriente in ricordo dei viaggi che la scrittrice aveva effettuato insieme al suo secondo marito, il celebre archeologo Max Mallowan. Ma di esotico c’è solo lo sfondo perché la vicenda si svolge all’interno di un gruppo di inglesi e ,per di più, in un periodo in cui Egitto ,Medio Oriente, SudAfrica, facevano parte dell’impero britannico. E un Grand Hotel non era poi così diverso da un castello o da una villa nella madrepatria.
Sottolineo, infine un ultimo aspetto particolarmente interessante. La Christie esalta lo schema classico del giallo che ha una sua intelaiatura standard e consente di addentrarci nella vicenda senza fatica, aiuta a evadere dai problemi del quotidiano con un sapiente mix di tensione e distensione.
Ultime curiosità Sono stati tratti dai romanzi della Christie o si sono liberamente ispirati ad essi circa 200 film e fiction Tv e una ventina tra pièces teatrali de radiodrammi
Un suo lavoro teatrale Trappola per topi è nel Guiness dei primati in quanto è stato rappresentato ininterrottamente a Londra ogni giorno dal 1952 a oggi quando le rappresentazioni sono state interrotte a causa del covid 19. Trappola per topi è tratto dal racconto Tre topolini ciechi a sua volta tratto da un radiodramma che fu realizzato nel 1947 e trasmesso dalla BBC come regalo per l’ottantesimo compleanno della regina madre Mary ( moglie di Giorgio V e nonna di Elisabetta II ) che annoverava la Christie fra i suoi autori preferiti.
Gabriele Parenti

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