L’articolo 358 del codice di procedura penale prevede che il pubblico ministero debba svolgere accertamenti su fatti e circostanze a favore dell’ indagato.
I pubblici ministeri milanesi Fabio de Pasquale e Sergio Spadaro risultano indagati dalla procura di Brescia, non perché non abbiano cercato prove a favore di loro imputati, bensì perché avendole trovate addirittura le hanno nascoste al processo.
In sostanza, avevano la prova dell’innocenza dei loro imputati e nascondendola, hanno continuato ad accusarli chiedendone la condanna.
Allora facciamo un patto: noi continuiamo a raccontare la barzelletta che abbiamo fiducia nella magistratura e voi, almeno, smettete di raccontare la barzelletta che l’unicità della carriera dei magistrati serve a dotare il pm della cultura della giurisdizione.
Così, per decenza.
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Il prof. avv. Giuseppe Conte a Dimartedì, parlando della prescrizione sentenzia: “…lo Stato ha diritto all’accertamento giudiziario della verità dei fatti”….
E bravo prof. Sim Sala Bin, non ce ne vorrà se la nostra ignoranza non è pari alla sua (avvocato e professore di diritto) perché lo Stato non ha nessun diritto.
I parenti delle vittime hanno diritto (al risarcimento del danno subito) e per questo possono costituirsi parti civili nel processo penale.
L’amministrazione della giustizia è un compito fondante dello Stato quindi nessun diritto perchè lo Stato ha invece il DOVERE dell’indagine prima e dell’accertamento giudiziario della verità dei fatti poi. E ha il dovere di farlo bene e celermente rispettando il cittadino presunto non colpevole. Ogni processo che si prescrive è il fallimento dello Stato, non la lotteria di un presunto colpevole.
Ci si lamentava di Fofò Buonafede, ma con certi maestri…
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Qualche tempo fa uno squilibrato entrò armato nel tribunale di Milano e uccise tre persone. Ne fece le spese, con una condanna a tre anni di carcere e una provvisionale di 70.000 euro, un sorvegliante.
E ciò nonostante che, per legge, la vigilanza all’interno dei tribunali avvenga in base a disposizioni e sotto la responsabilità dei relativi procuratori generali presso la corte d’appello.
Oggi un bambino si schiaccia un dito a scuola e chi viene indagato il bidello? No il sindaco.
Continuiamo così, facciamoci del male.
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Da un’ANSA di oggi:
“L’avvocato Pietro Amara e il poliziotto Filippo Paradiso – in carcere nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza – avevano messo in atto “un’incessante attività di raccomandazione, persuasione e sollecitazione” in favore del giudice Carlo Maria Capristo “su membri del Csm (da loro conosciuti direttamente o indirettamente) e su” persone “ritenute in grado di influire su questi ultimi” in occasione della pubblicazione di posti direttivi vacanti d’interesse” dello stesso Capristo, “fra cui la Procura generale di Firenze, la Procura della Repubblica di Taranto ed altri”.
L’avvocato Pietro Amara è in custodia cautelare in carcere, i membri del CSM che hanno indicato Capristo alla procura di Taranto?
Chiedo per un amico.
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Quindi il prof. avv. Giuseppe Conte (maliziosamente chiamato Sim Sala Bin) arriva a capo del movimento 5s a fronte di un pagamento di € 250.000 (rateali) alla società di Casaleggio junior.
250.000 euro per il partito più votato alle ultime elezioni parlamentari.
Un affarone.
IL TACITURNO

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