
Dopo due anni dalla presa di Kabul, i talebani continuano a far tacere la libertà delle donne afgane.
L’istruzione per le ragazze nelle scuole superiori e all’università è stata proibita già da molto tempo. Al divieto di lavorare per il governo si è aggiunto quello di farlo per le organizzazioni non governative. I talebani non si sono accontentati di queste misure, che cancellano le donne dall’ambiente pubblico.
I diritti delle donne in Afghanistan sono cambiati in maniera rilevante nel corso degli ultimi anni, in particolare nella fase tra il 2001, con la caduta del regime talebano, il quale aveva imposto terrificanti limitazioni ai loro danni, e il ritorno dei Talebani nel 2021.
Ad oggi, nel 2023, alle donne non vengono riconosciuti i diritti fondamentali.
Come spostarsi da sole oltre un raggio di 72 km, di vestirsi come vogliono, di frequentare liberamente la scuola in tutto il territorio afghano o di esercitare la loro professione o di lavorare semplicemente.
L’Afghanistan è l’unico paese al mondo dove non è permesso studiare né frequentare le scuole superiori. L’Islam è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. E’ incompatibile col concetto di civiltà.
(La violenza contro le donne in tutto il paese rimane molto alta, nonostante gli interventi da parte della comunità internazionale).
La tipica mentalità afgana continua a considerare le donne quasi come oggetti, le quali devono rimanere in casa e svolgere le mansioni da casalinga.
I Talebani sono un movimento politico religioso fondamentalista islamico che ebbe le sue origini tra gli studenti delle madrase (Istituto di studi superiori) nei territori di confine tra il Pakistan e l’Afghanistan.
Ma noi viviamo nel limbo degli esuli che non sono più né carne né pesce.
Spesso la rassegnazione genera apatia. L’apatia genera inerzia.
Giuseppe Basilico
(da “Avanti Online”)

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