Eraldo Affinati è insegnante e scrittore, e le due attività rispondono in lui a un’unica vocazione pedagogica. Lo testimonia anche l’ultimo suo libro intitolato “Tutti i nomi del mondo”. Laddove i nomi, alla maniera di un appello scolastico, sono quelli di alcune persone incontrate lungo la vita dal protagonista (non a caso un insegnante) che lo hanno segnato particolarmente. Egli sente di dover fare questo appello, pur consapevole dei rischi cui verranno sottoposti i sentimenti, i pensieri, le acquisite visioni del mondo. Tant’è che sarà necessaria la presenza di qualcuno che possa sostenerlo, tutelarlo: Ottavio, un ex alunno pluriripetente che parla solo in romanesco e che ha un’idea, una sua verità sulla vita, molto prammatica e spesso discutibile (“A professo’, io da solo nun te ce lasso. Ottavietto tuo te resta appiccicato addosso. Te faccio da guardia der corpo. Me ne sto qua dentro a’a parentesi, nun te preoccupà. ’Nzieme a te attraversamo l’arfabbeto”.) Il singolare registro di classe contiene ventisei nomi, tanti quante sono le lettere dell’alfabeto. Vecchi amici ormai fuori dai radar della vita, i nonni evocati con struggente tenerezza, ragazzi di periferia smargiassi e fragili, giovani profughi con impresso negli occhi la fame e le guerre da cui sono sfuggiti (come gli studenti della Penny Wirton, la scuola gratuita di italiano per immigrati che Affinati ha fondato a Roma insieme alla moglie Anna Luce Lenzi). Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/affinati-fa-l-appello-di-tutti-i-nomi-del-mondo_2641.html

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