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Aeroporto di Firenze: ci viene da ridere

di Tuttocchiali | 8 Settembre 2013

Cosa altro potremmo fare, dopo avere letto, al termine di un vertice tra Ministero Infrastrutture e Trasporti, Regioni e Enac, questa trionfale dichiarazione del sottosegretario D’Angelis: “Obiettivo centrato: lo scalo fiorentino inserito nell’elenco dei 43 aeroporti principali in Italia”.

 aeroportodifirenze“L’aeroporto di Firenze ha finalmente scalato la serie A ed è oggi nella classifica dei 43 aeroporti nazionali. L’obiettivo che avevamo è stato raggiunto ed è una buona notizia per Firenze e il sistema Toscana. Lo scalo fiorentino infatti è stato inserito nell’elenco dei principali aeroporti in Italia, una condizione fondamentale per il rilancio, l’occupazione e per poter accedere ad investimenti nazionali”.

Avete letto benissimo, potete fare a meno di stropicciarvi gli occhi.  Firenze, culla dell’arte e della cultura, capoluogo di una delle venti regioni italiane certo non tra le più piccole e nemmeno meno importanti, deve essere fiera.   Suonino le chiarine in Palazzo Vecchio, per il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis che si è precipitato a dichiarare al termine del vertice, convocato dal Ministro Maurizio Lupi,  si è trattato, per la città del giglio e per il popolo erede degli Etruschi di un trionfo: siamo tra i primi 43 in Italia, mica bruscolini.  E sapete perché la Toscana è riuscita a raggiungere questo difficilissimo traguardo?  Perché “il Ministero – ha spiegato D’Angelis – ha valutato positivamente due criteri fondamentali raggiunti nei mesi scorsi: l’approvazione della variante al Pit da parte del Consiglio Regionale che dà sicurezza allo scalo fiorentino con il riorientamento della pista che così supera i suoi limiti strutturali evitando la spada di Damocle del declassamento a scalo di interesse regionale e marginale; l’inizio di sinergie tra scali regionali con una holding tra Firenze e Pisa, diventato un modello di governance per altre Regioni, che segna la fine della concorrenza e dei gap infrastrutturali.”

Ecco: non sappiamo quanti aeroporti ci siano in Italia. A occhio e croce dovrebbero essere qualche migliaio, da Canapale a Roccacannuccia, se essere nei primi quarantatre è una performance che entusiasma niente di meno che il fiorentino sottosegretario ai trasporti e alle infrastrutture. Il quale, instancabile, non si ferma e già pregusta nuovi trionfi, tanto che la Toscana è “modello di governance” per le altre regioni. E nemmeno si sa dove porterà il virtuoso percorso, perché “prosegue la road map per il rafforzamento e la riqualificazione del sistema aeroportuale regionale”.

E’ indispensabile, ora, che Comune di Firenze e Regione mettano qualcuno a spiegare alla folla di amministratori di tutta Italia, in fila per comprendere le ragioni del prodigio, che per arrivare a tanto sono necessarie due o tre cose che sono la caratteristica distintiva dello scalo fiorentino: una pista lunga appena 1450 metri che non si può allungare ma solo riorientare (come spiega doverosamente il sottosegretario); una aerostazione piccolina con servizi a terra che lasciano a desiderare e lunghe attese per il ritiro dei bagagli; scarsi collegamenti con la città, pur essendo l’aeroporto nella città stessa, e soprattutto molta fantasia.

Pubblicato in : Primo piano

Info Tuttocchiali

Tuttocchiali: uno scriba errante e discontinuo che appare e scompare da oltre quaranta anni su giornali e testate della Toscana. qualcuno dubita che realmente esista, altri pensano addirittura che i suoi scritti siano frutto dell’opera collettiva di una molteplicità di altri scrivani. Ma non è lecito rivolgersi ad esempi del passato che porterebbero a confondere l’ironia con il ridicolo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    9 Settembre 2013 alle 08:41

    Solo 43 aeroporti di prima grandezza nell’immensa Italia? Pochi, troppo pochi, io ne sogno almeno 143, ma anche di più sarebbe bene, diciamo un aeroporto ogni dieci chilometri nord-sud e est-ovest, e per ovviare ail rischio che il decollo da uno non finisca con l’atterraggio nel successivo consiglo l’alternativa di autobus sostitutivi.

    Rispondi

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