Il Comune di Firenze ha inaugurato un ponte
dedicandolo al Mahatma Gandhi, così come lo scorso 10 settembre ne aveva
inaugurato un altro intestandolo a Margherita Hack. Bene, abbiamo una
toponomastica all’altezza della storia, che farà ricordare nel tempo personaggi
che hanno segnato la nostra vita? Sì, ma solo se consideriamo coloro che
avranno l’ardire di andarsi a leggere l’elenco dei nomi della toponomastica
fiorentina e, nel caso di incidenti, le cronache che diranno che all’angolo di
quel ponte è schiantato quel mezzo o quel pedone.. o magari il ponte è
crollato. Ovviamente non ci auguriamo nessuno di questi tragici eventi, ma li
citiamo per capire cosa vuol dire toponomastica, memoria storica e per il
futuro, non qualcosa per dire “ci siamo anche noi”.
Sul ponte della tramvia che unisce via di Novoli
e viale Redi, che ora si chiama ponte Margherita Hack, ci siamo già indignati
(1): ponte che se anche non avesse un nome nessuno se ne accorgerebbe e che
quel gigante della scienza e della divulgazione scientifica che è stata la
scienziata fiorentina proprio non meritava… per essere di fatto dimenticata; e
ci siamo chiesti perché, per esempio continuare a chiamare via di Novoli in
quel modo (la zona, un tempo paludosa, fu bonificata e da ciò deriva l’antico
toponimo Novoli, usato nelle mappe del Comune dal 1871) e non viale Margherita
Hack.
Oggi è il ponticino che, sul fiume Mugnone,
unisce via Circondaria a viale Redi, alla confluenza di via Doni, intitolato al
Mahatma Gandhi. Per farlo c’è una cerimonia che farà contenti gli studenti che
vi verranno portati e faranno festa a scuola: forse qualcuno sentirà le parole
delle autorità presenti e la cosa finirà lì. Infatti non riusciamo a pensare,
per esempio, alcuni ragazzi del vicino liceo Leonardo da Vinci che tra i loro
potranno dire “oh, si va a comprarsi la schiacciata, lì al panificio oltre il
ponticino Gandhi”.
Eppure, lì vicino (e non solo), strade per far
ricordare chi era il Mahatma ce n’erano, senza far torto a nessuno dei già
insigniti dalla toponomastica fiorentina; per esempio: viale Circondaria, che
vuol dire solo quello che tutti possiamo intuire, non sarebbe stata insignita
di importanza e potente memoria storica se si fosse chiamato viale Gandhi?
Certo. Ma sembra che questa certezza sia solo nelle nostre reminiscenze di cosa
è e dovrebbe servire una toponomastica. Fa tanto politically-correct dire che
nella propria toponomastica c’è anche un gigante del secolo Novecento come il
Mahatma, ma non serve a nulla.
Aspettiamo ora il prossimo scivolone della
nostra amministrazione comunale. Che tristezza.
1 – https://avvertenze.aduc.it/comunicato/aduc+osservatorio+firenze+margherita+hack+viadotto_29974.php
Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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