Una donna di 77 anni, invalida perché affetta da una grave malattia degenerativa, decideva malauguratamente di utilizzare un autobus di linea dell’Ataf insieme all’amica e accompagnatrice.
Viste le difficoltà della signora a camminare e stare in piedi, peraltro su un mezzo in movimento e stracolmo di passeggeri, le due signore entravano dalla porta centrale per raggiungere immediatamente gli sgabelli riservati ai disabili prima che l’autobus ripartisse.
Il tempo di sistemare l’amica malata a sedere, che l’accompagnatrice si dirigeva verso l’obliteratrice, cercando di farsi spazio tra le persone con una mazzetto di biglietti in mano acquistati prima di salire.
Le porte si erano appena chiuse, quando un controllore Ataf, dopo averle detto che non avrebbe potuto obliterare i biglietti, multava entrambe per viaggio senza titolo. A nulla sono valsi i tentativi di spiegargli che la porta centrale è l’unica modalità di accesso che consente a questa cittadina di poter usufruire del “pubblico” servizio di trasporto. Alla signora disabile ormai in lacrime, sfoggiando la sensibilità di cui solo i controllori Ataf sono noti fino al Giappone, questo “pubblico ufficiale” replicava: “a me non importa della sua disabilità, è per questo che ci sono i trasporti dell’assistenza sociale”.
Ben detto, controllore, è l’ora di finirla con il buonismo verso i disabili, che entrano illegalmente sugli autobus e ci fregano tutti i posti a sedere! E ovviamente, i nostri complimenti ad Ataf per la rigorosa formazione del suo personale.
Pietro Moretti, vicepresidente di Aduc

Notoriamente la categoria dei controllori delle linee urbane di qualsiasi città è fatta di gentaccia ignorante che arrotonda lo stipendio credendosi sceriffi. Nel caso denunciato si sia certi che se invece delle due signore si fosse trattato d’un nigeriano nerboruto e incazzato i controllori si sarebbero fatti piccini, piccini fino a sparire, naturalmente nel silenzio degli altri viaggiatori, per lo più vecchi e invigliacchiti. Ne sono stato testimone. Se la fattispecie Ataf non ha più niente di fiorentino, al punto che i conduttori non conoscono nemmeno le strade e guidano da forsennati, ringraziamo le passate e la presente amministrazione così innamorate di Firenze che più innamorati non si può.