Si chiamava Roberto Bottari.E’ scomparso a causa di un male incurabile. “Mangiafuoco” , un simpatico, disordinato, buffo personaggio che fino a qualche tempo fa si esibiva nelle piazze emettendo grandi fiammate dalla bocca. Si divertivano gli adulti, gioivano i bambini.
Era ospite dell’Albergo popolare, assistito dalle operatrici che lo trattavano amorevolmente e pazientemente come fosse Giamburrasca.
Un funerale intimo semplice, a Trespiano con pochi conoscenti.
Ospite della casa di cura dove ha terminato i suoi giorni, e dove è stato assistito dall’Associazione Toscana Tumori che accompagna i malati terminali con amore verso l’estremo passo, si era anche preoccupato di sistemare il suo amatissimo cane.
Mangiafuoco rappresenta tutti quelli che, per mille vicende che possono capitare nella vita, si fanno amare perché hanno avuto il dono della simpatia e di qualche soffio di follia.
Abbiamo voluto ricordarlo perché siamo un po’ stufi di sentire ricordare le storie dei vip, le frasi fatte di certi opinionisti, le “lezioni” di intellettuali stantii, le ipocrisie dei falsi addii. Saul Bellow ne “Il re della pioggia” Godot” ha scritto “In un’epoca di pazzia, credersi immuni dalla pazzia è una forma di pazzia.”
Giovanni Errera

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