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Addio a Tullock, padre della public choice

di Francesco Forte | 9 Novembre 2014

La teoria del rent seeking o ricerca delle rendite che Gordon Tullock ha svolto sulla collusione fra gruppi di potere economico da un lato e politici e burocrati dall’altro ha riversato sull’intervento pubblico in economia la critica di collusione che Marx aveva diretto al capitalismo.

Gordon Tullock, nato il 13 febbraio 1922 a Rockford nell’IIlinois e morto il 3 novembre 2014 a Des Moines nello Iowa, è stato fra i fondatori della scuola di public choice, che ha come suo maestro eminente James Buchanan, scomparso lo scorso anno. L’opera maggiore di James Buchanan, The Calculus of Consent: Logical Foundations of a Constitutional Democracy del 1962, ha come co-autore Gordon Tullock. Nel suo anno accademico in Italia nel 1956-57, Buchanan aveva “scoperto”, in particolare nell’Istituto di Finanza dell’Università di Pavia, la scuola italiana di scienza delle finanze caratterizzata dagli studi sull’imposta come prezzo fiscale dei servizi pubblici e sui processi di decisione dell’economia pubblica negli aspetti economici, politici, giuridici e sociologici, scuola di economisti quali Francesco Ferrara, Ugo Mazzola, Antonio de Viti de Marco, Maffeo Pantaleoni, Amilcare Puviani, Lugi Einaudi, Benvenuto Griziotti. Tornato all’Università di Virginia, in cui dal 1957-58 era divenuto Chairman del Department of Economics, Buchanan aveva letto un saggio di Gordon Tullock sulla teoria del voto a maggioranza. Gli aveva, perciò, offerto la prima Thomas Jefferson post doctoral fellowship per studiare l’economia politica dal punto di vista interdisciplinare economico e politico. L’anno dopo, la Thomas Jefferson post doctoral fellowship toccò a me, che avevo assistito Buchanan a Pavia nelle sue ricerche e avevo fatto i miei primi studi sul prezzo fiscale dei servizi pubblici e sulle analisi economiche del diritto per le regole fiscali costituzionali italiane.
Tullock, che ho, da allora, frequentato, era estroverso, geniale, con grande capacità creativa. Fra i suoi maggiori contributi nel campo economico (tralascio quelli di scienza politica, come il libroAutocracy) vi sono la teoria del logrolling,del rent seeking e dell’efficient rent seeking. Il paradigma del logrolling si basa sul gioco di reciprocità fra boscaioli che si aiutano nel far rotolare dalla montagna i tronchi tagliati. Al boscaiolo che li taglia serve una mano nello spingerli a valle. Tutti, aiutandosi a vicenda, ne traggono un vantaggio, anche se, a turno, sopportano il costo dell’aiutare gli altri. Similmente, nelle scelte costituzionali con la quasi unanimità, quando c’è disaccordo su una regola, occorre che qualcuno dia il suo consenso per raggiungere il quorum, in cambio dell’aiuto che riceverà per la regola che gli interessa. Ciò ha un costo di tempo decisionale. Anche se per le regole costituzionali ce ne è a disposizione più che per le ordinarie, la regola di maggioranza qualificata va calibrata nel quorum, in modo da eguagliare il costo marginale del ridurre il rischio di sfruttamento della minoranza con il costo marginale delle “transazioni” (trattative) per raggiungere la decisione.
Questo teorema di Buchanan e Tullock è influenzato della teoria del costo delle transazioni che elaborò il loro collega Ronald Coase, al fine di stabilire se debba esser il danneggiante o il danneggiato a pagare per la cessazione delle diseconomie esterne. La teoria del rent seeking o ricerca delle rendite che Gordon Tullock ha svolto sulla collusione fra gruppi di potere economico da un lato e politici e burocrati dall’altro ha riversato sull’intervento pubblico in economia la critica di collusione che Marx aveva diretto al capitalismo. Il massimo di rent seeking è proprio nel collettivismo, che si pone come rimedio al capitalismo. Tullock ha rafforzato tale teoria con quella dell’efficient rent seeking, ossia della concorrenza fra ricercatori di rendite. In una competizione efficiente fra di loro, ciascuno, per vincere la gara, spende nel costo delle transazioni con i poteri decisionali tutta la rendita che spera di ottenere con la posizione privilegiata. Dunque, il rent seeking non è un gioco a somma zero, ma a somma negativa: in cui con i costi delle transazioni coasiani si distrugge la rendita del mercato. Nel caso di concessioni pubbliche e di dazi protettivi, si distrugge la rendita che il monopolista estrae dal consumatore. Le teorie di Tullock apparendo pericolosamente liberiste, gli han comportato l’accusa di reazionario e dilettante che non mastica la teoria pura. In effetti, lui ha messo in luce, con cinismo disincantato, la differenza fra economia pura e impura.  (leoniblog.it)

Pubblicato in : Primo piano

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