Salvini nega tutto: “nessuna fibrillazione nel partito, nessuno vuole insidiare il suo posto, lui è ben saldo alla guida della Lega”. Salvini nelle dichiarazioni, spavaldo, tranquillo. Ma le cose non sono così semplici, né scontate. Le sue ultime posizioni sull’ Ucraina, ma soprattutto sul possibile viaggio a Mosca, hanno suscitato forti malumori. Malumori silenziosi, ma sempre malumori. E poi vi è la questione del cerchio magico. Ovvero di tutti quegli uomini di cui si circonda e che non hanno mai avuto storia nella Lega. Crea un forte imbarazzo quell’avvocato che è solito frequentare le ambasciate, in particolare quella russa. Ma cosa ci va a fare e a nome di chi parla? Mistero. Ma le chiacchere girano, e non sono certamente simpatiche. L’imbarazzo di Salvini è palpabile. Nel frattempo Zaia nel Veneto è sempre più forte. Ma non solo nel Veneto. I suoi legami col mondo imprenditoriale sono sempre più stretti. Giorgetti è la Lega al Governo. Giorgetti è il filo stretto con Draghi. Giorgetti è una testa pensante ed è molto stimato dai “vecchi leghisti “. La Meloni in tutti i sondaggi è molto al di sopra del Carroccio. La partita vera incomincerà dopo il 12 giugno, dopo i referendum e dopo il voto amministrativo. Li’ si conosceranno gli schieramenti all’interno della Lega. Ma un patto tra Zaia e Giorgetti, il patto del Nord, è già in essere.
Roberto Caputo

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