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Accordo Usa-Iran: i biglietti aerei non caleranno di prezzo

Le compagnie aeree potrebbero risparmiare miliardi di dollari sul carburante dopo che l’accordo di pace provvisorio tra Usa e Iran ha fatto scendere i prezzi del petrolio, ma è improbabile che i passeggeri ne traggano un immediato beneficio, poiché la capacità limitata di servizio a cui tutte le compagnie aeree si sono sottomesse per far fronte alla crisi, potrebbe far sì che le stesse mantengano le tariffe ben al di sopra dei livelli prebellici. Il mercato Usa è un esempio evidente. Le tariffe – nonostante siano triplicate, e siano aumentati i costi del bagaglio e sia stato ridotto ridotto il numero  di voli (Ag. Reuters) – producono ricavi ancora inferiori rispetto all’incremento dei costi del carburante registrato dall’inizio dell’anno. Le compagnie  aeree potrebbero così sfruttare la riduzione dei costi del carburante (il 17 giugno era a 2,85 dollari al gallone rispetto ai 4,88 di inizio aprile)  e ricostituire i margini di profitto, anziché invertire i recenti aumenti di prezzo.

di Vincenzo Donvito | 24 Giugno 2026

Le compagnie aeree potrebbero risparmiare miliardi di dollari sul carburante dopo che l’accordo di pace provvisorio tra Usa e Iran ha fatto scendere i prezzi del petrolio, ma è improbabile che i passeggeri ne traggano un immediato beneficio, poiché la capacità limitata di servizio a cui tutte le compagnie aeree si sono sottomesse per far fronte alla crisi, potrebbe far sì che le stesse mantengano le tariffe ben al di sopra dei livelli prebellici.

Il mercato Usa è un esempio evidente. Le tariffe – nonostante siano triplicate, e siano aumentati i costi del bagaglio e sia stato ridotto ridotto il numero  di voli (Ag. Reuters) – producono ricavi ancora inferiori rispetto all’incremento dei costi del carburante registrato dall’inizio dell’anno. Le compagnie  aeree potrebbero così sfruttare la riduzione dei costi del carburante (il 17 giugno era a 2,85 dollari al gallone rispetto ai 4,88 di inizio aprile)  e ricostituire i margini di profitto, anziché invertire i recenti aumenti di prezzo. Deutsche Bank stima che le compagnie aeree Usa recupereranno 14,4 miliardi di dollari di maggiori ricavi a fronte di 24,1 miliardi di dollari di maggiori costi del carburante. La United Airlines dice che il recupero totale  potrà avvenire solo a fine anno (Reuters).

Altrettanto dovrebbe accadere per le compagnie aeree al di fuori degli Usa. 

In Europa è difficile che ci siano cali di tariffe a stagione di punta già avviata: è più probabile che ciò accada  per i voli  a lungo raggio extra-europei, ma non per quelli interni al Continente che, proprio per la crisi geopolitica e nonostante i costi del carburante aumentati, hanno registrato una notevole domanda…. ed è difficile che un mercato “saturo” stimoli qualcuno ad abbassare i prezzi.

In Asia, secondo HSBC, sembra che per ora le tre principali compagnie cinesi navighino a vista, con l’eccezione della compagnia  di Hong Kong Cathay Pacific, che si rivolge ad un mercato di fascia alta con prezzi altrettanto alti in grado di compensare le variazioni.

Il Medio Oriente è l’eccezione. Dopo il blocco totale, sono più versatili e, grazie anche a contributi degli specifici Stati,  stanno praticando  promozioni per attirare i viaggiatori.

In sostanza, tutto dipenderà da  quanto a lungo i prezzi del carburante rimarranno bassi. Dopo gli ultimi ribassi i prezzi sono ancora il 54% in più rispetto a un anno fa (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo – IATA). Ciò lascia pochi margini per ridurre le tariffe, dato che le compagnie stanno cercando di ricostituire i profitti. Questo in un contesto in cui le compagnie low-cost sono sempre meno tali.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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