
Nelle ultime ore, il presidente americano Donald Trump ha annunciato che un con l’Iran sarebbe ai dettagli e in gran parte negoziato, sebbene lo stesso leader statunitense e gli Iraniani frenino l’entusiasmo per un’intesa imminente e definitiva. I punti chiave dell’accordo sono evidentemente legati alla riapertura graduale dello stretto di Hormuz chiuso di fatto da Teheran all’inizio delle ostilità. Ma l’accordo dovrebbe, in linea di principio, riguardare anche la questione dell’uranio, con stringenti controlli sul passaggio dell’uranio arricchito. I vertici di Teheran hanno in parte liquidato le dichiarazioni ottimistiche di Washington come propaganda, mentre l’intelligence segnala il rischio persistente di attacchi a sorpresa nell’area.
REAZIONE DEI MERCATI.
L’avanzamento dei colloqui ha spinto le quotazioni del greggio sotto i 100 dollari al barile, allentando i timori sull’inflazione globale, con il Wti, sceso nuovamente in area 90 dollari al barile mentre il Brent è scivolato a 95 dollari, con aperture di settimana in gap ribassista. A loro volta le borse globali sono tornate a salire dopo giorni di correzione, e da Wall Street alle borse europee e asiatiche, stanno reagendo positivamente pur mantenendo un atteggiamento cauto, memori delle precedenti scommesse perse sulla fine della guerra. Venerdì 22 maggio 2026, la Borsa di Wall Street ha chiuso la sessione in territorio positivo, trainata dal rinnovato ottimismo per i colloqui geopolitici tra USA e Iran e dal supporto del comparto dell’intelligenza artificiale e hardware, spingendo il Dow Jones a stabilire un nuovo record storico. I mercati hanno affrontato la seduta con volumi ridotti e prudenza in vista del lungo fine settimana per la festività del Memorial Day di oggi 25 maggio.
VALUTE.
Sui cambi solita manfrina, con il dollaro che in concomitanza delle rinnovate speranze di pace, scende mentre l’EurUsd torna verso le prime resistenze chiave poste a 1.1670. Cable che si risolleva e punta ai livelli chiave posizionati in area 1.3520-50 area trascinando al ribasso Eurgrbp con obiettivi in are 0.8600. UsdJpy che si allontana leggermente dai livelli di intervento della Boj di 159.50 160.00, tornando sotto 159.00 ,a senza avere la capacità di rompere 158.60 70 area, almeno per ora.
GOLD IN RIPRESA.
Recupera terreno l’oro, che ha guadagnato terreno, avvicinandosi ai 4.600 dollari l’oncia, recuperando le perdite della scorsa settimana grazie al crescente ottimismo su un potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran, che ha attenuato le preoccupazioni relative all’inflazione e ai rialzi dei tassi di interesse. Secondo alcune indiscrezioni, l’accordo proposto potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz, porre fine alle ostilità, sbloccare alcuni beni iraniani congelati e gettare le basi per ulteriori negoziati volti a limitare il programma nucleare di Teheran. Tuttavia, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti manterranno il blocco dello Stretto di Hormuz fino alla finalizzazione di un accordo formale. Nonostante il rimbalzo di lunedì, l’oro rimane in calo di circa il 13% dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, poiché i timori di uno shock inflazionistico dovuto al settore energetico hanno alimentato le aspettative che le banche centrali potrebbero dover adottare una politica monetaria più restrittiva, il che come sappiamo deprime il metallo giallo, che non offre alcuna remunerazione.
Saverio Berlinzani

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