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Abolita la “lieve entità” presto le carceri al collasso

Con l’emendamento approvato ieri chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna stupefacenti è punito con la pena di reclusione da 18 mesi a 5 anni e la multa da euro 2.500 a 10.329. E questo vale per tutte le droghe, senza distinzioni, marijuana compresa. Eppure la relazione del 2018 al Senato sulle tossicodipendenze tra i giovani parlava chiaro. I dati dell’indagine rivelavano che il 33,6% degli studenti (circa 870.000) avevano utilizzato la cannabis almeno una volta nella vita

di Enrico Rossi | 26 Ottobre 2023

Se fino a ieri, sull’esempio positivo di altri Paesi, anche in Italia si parlava della legalizzazione delle droghe leggere per distinguerle da quelle pesanti e sottrarle al narcotraffico della criminalità organizzata, da oggi, grazie alla destra di Fratelli d’Italia e alla maggioranza di governo, non esiste più neppure il concetto di ”lieve entità”, che da solo comunque non impediva a molti giovani consumatori di finire in carcere.

Con l’emendamento approvato ieri chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna stupefacenti è punito con la pena di reclusione da 18 mesi a 5 anni e la multa da euro 2.500 a 10.329. E questo vale per tutte le droghe, senza distinzioni, marijuana compresa.

Eppure la relazione del 2018 al Senato sulle tossicodipendenze tra i giovani parlava chiaro.

I dati dell’indagine rivelavano che il 33,6% degli studenti (circa 870.000) avevano utilizzato la cannabis almeno una volta nella vita, il 25,8% (circa 670.000) ne aveva fatto uso nel corso del 2017, il 16,4%, (circa 420.000) avevano riferito di averla consumata nel corso del mese di svolgimento dello studio e il 3,4% aveva dichiarato di averla consumata frequentemente (20 o più volte nell’ultimo mese).

Tutti questi ragazzi sono evidentemente dei potenziali criminali da “schiaffare in galera”.

Le previsioni sono che se la legge verrà applicata le carceri si riempiranno ancora di più fino a scoppiare.

A mio avviso, è sul piano dell’educazione che si devono combattere certi consumi e comportamenti sbagliati, riguardanti sia le droghe leggere sia l’alcool, che certamente non fa minori danni alla salute.

Ma la destra ha un riflesso condizionato a favore della repressione, al populismo penale con cui lascia credere che si possano risolvere i problemi.

In realtà, l’effetto sarà duplice: di perseguitare tanti nostri giovani e di far ingrassare ancora di più la criminalità organizzata con lo spaccio di droghe leggere.

Enrico Rossi

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, consumatori, danni, dichiarato, enrico rossi, euro, giovani, governo, italia, studenti

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

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