
Dalla conferenza Stato/Regioni al conflitto perenne Stato/Regioni ormai a un punto di non ritorno. Si assiste a eventi inusitati che fanno accapponare la pelle. Pare davvero che il virus dia alla testa.
Conflitto alternativo fra i garantiti e i non garantiti. Come si riesce a mettere i cittadini gli uni contro gli altri armati. Vergogna. Di un governo che non ha alcun rispetto per il suo popolo.
Continua s /parlare di monitoraggio, tracciamento quando dovremmo essere già oltre. Non se ne può più di congiunti parenti diprimo grado di chi parla a vanvera senza conoscere esattamente il significato dei termini che usa. E Babbo natale non si sa che fine farà e dove sarà catapultato. Ultima gaffe del sottosegretario alla salute che fa le facce negando tutti gli appunti che le vengono fatti. Negando dunque l’evidenza. Quando i tavoli si aprono quotidianamente, mentre dovrebbero essere giè sparecchati e le stoviglie già lavate se non riallocalte negli appositi spazi. In attesa del prossimo pranzo che si allontana sempre più. Non per i politici ma per la gente.
E la medicina territoriale e gli hotel covid da trovare in una ricerca spasmodica. Tutto ancora da fare quando doveva essere già approntato da mesi.
Tutti ci rendiamo conto della difficoltà in cui nuota il governo. Ma questo annaspa da troppo tempo ormai, rincorrendo i problemi anziché prevederli. Non ci raccontino che non potevano sapere, perché non potevano non sapere.
E non vogliamo parlare dei banchi a rotelle senza freno rinchiusi nei magazzini perché pericolosi.
Ora, so di dire qualcosa di ipotetico, ma sono convinta davvero che il covid dia alla testa.
Dallo show desolante di Cotticelli alle superficiali dichiarazioni di quello senza sale in Zucca.
Dalle esternazione di quasi tutti i ministri che neppure l’uomo della strada sarebbe capace di pensare, senza senso e senza alcuna elaborazione. Perché questi hanno in mano la nostra vita il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli e posteri.
Chiaro che a fronte di quesi miseri spettacoli i cittadini si sono rotti e magari rispondono con comportamenti meno virtuosi, di quanto hanno fatto alla prima ondata.
Ora si prevede addirittura la terza, fra gennaio e febbraio. Certo, saremmo più tranquilli se sapessimo che il governo ha una strategia e una pianificazione.
Altrimenti sarebbe da corte marziale.
Intanto si sente odore di disobbedienza civile, se non di guerra. E alcuni commercianti e ristoratori si ribellano e aprono lo stesso per quei due spiccioli, dato che gli avventori scarseggiano, per sfamare la famiglia.
Quasi tutte le casse integrazione sono state erogate da INPS, sostiene
Malpezzi Piddina. Non si rende conto, la tapina, che è quel quasi che non torna. Inaccettabile. Perché non si tratta di numeri con i quali cercano di ammaliarci. Quelli che rientrano e appartengono al quasi sono persone, famiglie imprenditori lavoratori, magari i cosiddetti invisibili.
Perché chi non lavora non mangia. Diceva qualcuno. Certo Stalin mi pare.
E poi i morti in mare, eppure non HA stato Salvini, dato che il Viminale è inondato dal profumo della signora Lamorgese. Ma chi si vuole attaccare alle funi del cielo sostiene che è colpa del decreto sicurezza. Eppure siamo in emergenza, si dice, e il premier emette DPCM come e quando gli aggrada. Dunque potrebbe. Se sapesse che cosa fare. Ma corre di qua e di là come un topo matto.
E nessuno, proprio nessuno sostiene che non si salva chi fa naufragio. Eppure continuano a morire anche con la signora Lamorgese comodamente seduta nello scranno Interno dal quale blatera in lungo e in largo. Senza decidere alcunché.
E basta con i numeri, ché non si gioca né al lotto né a tombola. La cabala non ci interessa, ma pretendiamo persone che hanno un minimo di consapevolezza e di competenza quanto a strategia e tattica, come in guerra. perchè questa, se non è guerra, gli assomiglia parecchio.
Ristori come chicchi di panico nel pollaio di noi cittadini costretti a lunghe file a INPS che per alcuni è diventato un miraggio. E in alternativa CAF & co o altre istituzioni, eufemisticamente parlando, col cappello in mano e con porte e portoni spesso sbacchiati in faccia. Anche in malo modo. Come un ponte levatoio. Per arroccarsi nelle roccaforti dorate.
“Abbiamo tre diverse strade per arrivare a gestire questa epidemia: il vaccino, gli anticorpi monoclonali e una diagnostica più rapida”. Lo ha evidenziato Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico
scientifico (Cts).
Politica Scienza e Cittadinanza devono procedere in simbiosi e fare la propria parte
Solo così se ne può uscire. Sostiene colui che, forse, ne ha contezza.
La Politica decide ciò che la Cittadinanza dovrebbe eseguire mentre la Scienza raccomanda. Se si rompe questo equilibrio non se ne esce.
Che ne sarà di noi dopo il variopinto lock dowm non è dato sapere. Noi speriamo che ce la caviamo.
Carla Ceretelli

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