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A Vieste Gavinana e Zagarolo tre eccellenze nel privato sociale laico.

Le interessanti e brillanti impressioni della nostra Carla Ceretelli a margine del convegno di Gavinana in San Marcello Pistoiese in occasione del Cinquantesimo della Fondazione Turati tenutosi il 4 ottobre all’interno della struttura voluta personalmente dal fondatore Antonio Cariglia.

di Carla Ceretelli | 6 Ottobre 2016
Non adattare la realtà a schemi precostituiti ma rispondere   ai bisogni  della persona nella contingenza. No dunque  alla mera teoria dei massimi sistemi ma al pragmatismo della volontà di fare. In una abilitazione progressiva. Con forza operante e poche chiacchiere.
Certo questo concetto l’hanno ripetuto uomini di tutte le stagioni, belle parole.
Ma c’è chi ha potuto dimostrare che è possibile anche l’attuazione. Un esempio eccellente è quello della Fondazione Turati con le strutture sociosanitare  di Vieste Gavinana e Zagarolo.
Lo stato democratico se non è forte male difende il debole.
E Uno stato dimostra la sua civiltà dal modo in cui si prende cura dei bambini e degli anziani. Specie quelli fragili che oltre all’età sono affetti anche dalla malattia spesso degenerativa. Un mio ricordo personale di giovane educanda, insomma laurenda in pedagogia. Fui colpita da un’affermazione di Erikson, uno dei maggiori psicoanalisti americani del 900, che chiamava la vecchiaia l’età dell’angoscia.  E  della solitudine se il vecchio si chiude in se stesso e abdica alla vita sociale.
Dunque cinquantanni fa alcuni  giovani si riunirono   e decisero  di fare un salto nel buio.   Mai avrebbero pensato e sperato che la loro idea si sarebbe trasfomata in  una realtà,  un’opera così imponente  che chiamare eccellente è riduttivo.
E per ottenere  e mantenere questo gioiello che non pesa sul pubblico e non partecipa ad  accellerarne il debito, occorre invece  accellerare  lo sviluppo complessivo dell’autonomia economica.
Il novecento si è lasciato alle spalle l’idea di statalismo ad oltranza  dando l’avvio alla speranza di uno stato liberale o meglio liberalsocialista come superamento anche di un’ eventuale bieca degenerazione totalitaria.
Ma ora non  è il momento  dell’agone politico bensì della festa. Per i cinquantanni di una Fondazione, eccellenza a tutto campo del privato sociale laico,  a Gavinana.  Hanno fatto la staffetta i sindaci dei  tre comuni   oltre a quello di Pistoia e di  Firenze. Che ha scoperto l’acqua calda, parlando di sussidiarietà orizzontale e verticale una ventina d’anni dopo  Silvio, dato che era uno dei suoi cavalli di battaglia. Lasciati allo stato brado da una sinistra chiusa che nulla aveva a che fare con il riformismo auspicato da Turati.  Ma si è  riscattato, Il Sindaco,  quando ha promesso e si  impegnato alla realizzazione  di  una struttura  anche  a Firenze o dintorni. Magari fra una ventina d’anni.. che per mettersi d’accordo…Ma spero di cuore di sbagliare, di essere obnubilata dal pessimismo, dato che la mia generazione ne avrebbe davvero bisogno. Qualche anno fa il numero degli anziani nella nostra città superava il 30 per cemto, oltre un terzo dei residenti. Con  parecchi disabili o con malattie croniche e degenerative conclamate.  Se l’aspettativa di vita è aumentata la qualità della vita non lo è  non nella stessa misura. Se non addirittura in regressione. Dunque abbiamo una società di vecchi, anche grandi, ultranovantenni,   che il termine anziano  non mi pice e debilita anche me. Nonostante gli imput della Bea con il suo fertility day esposto in maniera tale da far rizzare i capelli a vecchi e giovani,  di destra e di  sinistra. Perchè i nostri ragazzi oculati sanno che per mettere al mondo un figlio poi bisogna mantenerlo decorosamente. Senza dire  delle nostre eccellenze , dei nostri giovani emigranti, si parla di circa un 60 percento che ne avrebbero voglia, che lasciano il posto a un flusso migratorio entrante  a mo’ di vasi comunicanti..
Bella festa davvero, con esimi eccellenti  esaurienti relatori, oltre al taglio della torta.. Il  Vicesindaco di Vieste, una graziosa giovane signora come i due Sindaci di San Marcello Pistoiese , il  comune di Gavinana,  e Zagarolo, hanno aperto  i lavori condotti egregiamente da Giancarlo Magni.
E poi la gente nostrana. Il Cioni, lo Sceriffo per gli amici,  che opera nel Direttivo della Fondazione, Dario,  il Governatore della Toscana. Ecco, un piccolo neo l’avrei notato in un suo pensiero che a mio avviso ha oscurato un tantino quel’aura di collaborazione , di coinvolgimento fra il ruolo sociale  del  pubblico e  l’apporto importantissimo del  privato sociale laico. Si è detto infatti scettico al pensiero che chi fa profitto non può dedicarsi al bene altrui.
Non avendo dato la giusta importanza al fatto che i ladri i farabutti  e i mascalzoni ci sono nelle istituzioni, pubbliche appunto,  come  nelle imprese che non fanno i proprio dovere. Così come le persone di buon senso e buona volontà.
Due parole sul  Direttore. Un uomo con un curriculum  eccellente ma  di una modestia  e sensibilità unica. Oltre a una simpatia e un’arguzia  pari al CV.  Originario di Vieste ha pensato bene di  dar vita anche in quella  magnifica location un Centro Socio Sanitario della Fondazione.  Annesso a un Centro di soggiorno, destinato al   turismo della terza età. Confortevole come  un  albergo a  quattro stelle da  lui stesso  così definito.
Nota personale
Conoscere di persona il simpaticissimo  Neo vicedirettore del  nord , insieme alla sua dolce consorte, bella e gioviale,  è stato davvero piacevole.  Peccato, vivono  non proprio a due passi. Ma sono giovani  e  ricchi di verve e spero verranno spesso a trovarci.
Note a margine
Turati intervenne al Congresso nel pomeriggio del 19 gennaio,  del 1921, dimostrando il profondo dissenso ideologico che lo separava dai comunisti. Dichiarò il suo netto rifiuto di ogni soluzione rivoluzionaria violenta e s’impegnò in una strenua difesa del riformismo socialista e della sua «opera quotidiana di creazione della maturità delle cose e degli uomini».
“Per essere dei veri riformisti non c’è che restare fedeli ad uno degli insegnamenti di Filippo Turati, fare coincidere ciò che si professa con ciò che si fa” Antonio Cariglia, ideatore della Fondazione.
“Ho visto Terracini, coraggiosamente alla televisione: “E allora secondo lei”, gli ha detto l’intervistatore, “aveva sbagliato Turati?” “No, Turati aveva visto giusto, disse una verità allora, dobbiamo riconoscerglielo. Aveva ragione Turati e avevamo torto noi”. »
(SANDRO PERTINI, 21 gennaio 1983)
 « Per lui – e me lo riaffermò più volte- sentire Umberto Terracini, cioè un personaggio che a Livorno, nel 1921 la scissione comunista l’aveva fatta in prima persona, affermare a che a Livorno aveva invece avuto ragione Turati, costituiva un motivo di autentica commozione e di speranza. »
(VALDO SPINI, 20 marzo 2012)sopravvissuta al «mito russo»
Questo in risposta ad alcuni amici liberali doc che pensano a Turati come a un bieco comunista.
Carla Ceretelli
Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, antonio cariglia, anziani, battaglia, buon senso, cinquantensimo, dario nardella, enrico rossi, figlio, filippo turati, firenze, fondazione turati, giovani, graziano cioni, importanza, Liberali, livorno, mondo, nicola cariglia, persone, presidente regione Toscana, residenza sanitaria assistita, rsa, sindaco di Firenze, vicesindaco di Firenze

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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