
L’archivio – Costituito da circa 20mila scatti l’archivio copre un periodo che parte dalla fine dell’ ‘800 per giungere agli anni ’60 del secolo scorso ed insieme alle 50mila cartelle cliniche rappresenta la raccolta archivistica più completa d’Italia, fondamentale per gli studi psichiatrici e sociali.
Un investimento per Siena capitale europea della cultura – “Materiale dalla ricchezza inestimabile – spiega Maurizio Gigli, presidente del Crea – senza eguali in Italia per completezza e perché in grado di ricostruire la storia clinica dei pazienti e del tessuto socio-culturale della Toscana meridionale. Un patrimonio prezioso che la città dovrebbe valorizzare e promuovere anche in concomitanza della candidatura di Siena a capitale europea della cultura nel 2019”.
Il recupero – Il progetto di recupero, avviato lo scorso anno, è proceduto speditamente in questi mesi con la catalogazione del fondo archivistico e fotografico, e entra ora nella fase della digitalizzazione. In presenza di ulteriori fondi CREA ha in progetto la digitalizzazione completa del fondo (composto da200 metri di scaffalature suddivise in 30mila fotografie e 40mila cartelle cliniche) consentendo a studiosi e familiari dei ricoverati di ritrovare la memoria di chi ha trascorso anche un’ intera vita nei locali del San Niccolò.
Il Comitato scientifico – Il lavoro sarà monitorato da un Comitato scientifico composto tra gli altri da Francesca Vannozzi, docente di storia della medicina; da Stefano Moscatelli, docente di archivistica; e da Fabio Mugnaini, docente di Storia delle Tradizioni popolari dell’Università di Siena e da un rappresentante della Soprintendenza archivistica perla Toscana.
L’associazione CREA – Il Centro ricerche etnoantropologiche di Siena è un’associazione senza scopo di lucro composta da antropologi che hanno acquisito esperienza di ricerca sul campo in diverse aree geografico culturali in Italia e all’estero. Il CREA intende rispondere a una domanda crescente da parte di enti internazionali, istituzioni pubbliche, amministrazioni locali e organizzazioni non governative, promuovendo una rete di collaborazioni con musei, centri culturali, scuole, comuni, università ed altri soggetti che operano nei settori della cultura e della sua diffusione.

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