Perché questo cartello è sbagliato

Le discussioni in occasione del trentesimo anniversario di MANI PULITE impazzano su tutti i giornali e sui social.
Purtroppo la confusione è enorme oggi come 30anni fa ed è stata creata dai grandi media per confondere le idee alla massa dei cittadini. Si è fatto credere alla gente che il sistema politico sarebbe stato “risanato” per mezzo della punizione dei potenti da parte della Magistratura.
Il cartello dice: “DI PIETRO, DAVIGO, GRECO, COLOMBO “RESTATE” gli onesti sono con voi”.
Evidentemente la gente pensava che qualcuno dei potenti della politicafosse nella condizione di “impedire” ai magistrati (inquirenti e giudicanti) di svolgere il loro lavoro.
L’opinione è del tutto priva di fondamento.
Le persone che espongono questo cartello evidentemente non hanno mai lettol’articolo 104 della Costituzione Italiana che viene riportato come appendice a questo scritto.
L’articolo dispone con chiarezza inequivocabile che
“La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.”
Il cartello dunque è sbagliato e falso perché, vigente questa norma costituzionale, non esisterà nessun pericolo che uomini potenti del Governo o del Parlamento possano impedire ai Magistrati di svolgere i compiti loro attribuiti dalla norma medesima.
Dobbiamo dire poi che il cartello è sbagliato anche per un altro motivo: attribuisce alla Magistratura il compito di “risanare la politica” e con ciò crea ancora confusione fra concetti di fondamentale importanza per la convivenza civile del nostro popolo.
Anche per questo aspetto la confusione è prodotta dal fatto che i cittadini non vengono correttamente informati. È giusto per altro rilevare che ogni cittadino avrebbe il preciso dovere, oltre che l’interesse, di informarsi sulle norme fondamentali dell’ordinamento giuridico vigente nel suo Paese.
Dunque vediamo. Chiunque voglia informarsi sull’abc del diritto italiano viene a conoscere che è assolutamente necessario distinguere:
- la responsabilità penale che è “personale”, e della quale risponde ogni persona singolarmente, quando abbia commesso un reato ossia quando abbia violato una o più norme dettate dal Codice penale o da altre leggi penali.
- la responsabilità politica che consiste nel dovere di chi ha ricoperto una carica pubblica a seguito di un’elezione di rispondere al popolo dell’attività svolta in relazione agli impegni politici presi con gli elettori quando ha accettato la candidatura.
La magistratura ha evidentemente il compito di perseguire la responsabilità penale. Più precisamente: la Magistratura inquirente ha il compito di indagare se singole persone hanno commesso reati; la Magistratura giudicante ha il compito di accertare mediante il processo, che può svolgersi in tre gradi, se sono provati i fatti costituenti il reato addebitato all’imputato e, se i fatti sono provati, applicare la pena prevista per legge. Si noti bene che ogni persona, a norma dell’art. 27 comma 2 della Costituzione, non può essere considerata colpevole fino a sentenza definitiva.
Da ciò risulta che i Magistrati inquirenti o giudicanti non hanno nessun compito di “risanare” o “moralizzare” la classe politica. Devono solo applicare le leggi penali.
Invece, come tutti dovrebbero sapere, sulla responsabilità “politica” ossia di coloro che hanno rappresentato il popolo nelle assemblee elettive hanno diritto di giudicare direttamente i cittadini stessi. I quali, ogni cinque anni, col proprio voto personale uguale, libero e segreto possono confermare la fiducia a coloro cui l’avevano data in precedenza oppure negarla loro eleggendo altre persone come propri rappresentanti.
Ecco perché è sbagliato il discorso del cartello che invita i Magistrati a perseguire “i politici”.
L’aver confuso le due specie di responsabilità è costato caro agli italiani. È stato l’inizio della demolizione dei due pilastri centrali della democrazia come disegnata nella nostra Costituzione: i partiti e il parlamento.
Con MANI PULITE è iniziata la Seconda Repubblica. I partiti fondatori della Costituzione sono stati spazzati via nel giro di pochi anni dall’azione della Magistratura la quale, come oggi tutti possono constatare, ha debordato gravemente dalle sue competenze.
Ai vecchi partiti andavano, certo, attribuite molte responsabilità “politiche” le quali però avrebbero dovuto essere tenute distinte dalle responsabilità penali di alcuni esponenti. La mancata distinzione fra responsabilità politica e responsabilità penale ha fatto sì che molte delle persone che in quei partiti si erano dedicati con serio impegno per il bene pubblico, e che mai si erano macchiate di reati, sono state messe nell’impossibilità di operare. In parole povere sono stati proprio i cittadini onesti, e volonterosi ad essere cacciati dall’attività politica.
La decadenza delle istituzioni della nostra Repubblica è stata da quell’epoca crescente e inarrestabile.
Il simbolo della Seconda Repubblica è il cappio sventolato nell’aula di Montecitorio il 16 marzo 1993 dal membro uno strano partito (inconcepibile nella Prima) che proponeva senza mezzi termini la spaccatura dell’unità nazionale.

Non entreremo ora nella narrazione dei fatti di questi ultimi 30anni.
Di cartelli simili a quello di cui parliamo ne abbiamo visto in grande abbondanza soprattutto negli ultimi 10 anni. Sempre inneggianti all’ONESTÀ ONESTÀ e sempre rivolti a confondere responsabilità politica e responsabilità penale.
Il risultato lo conosciamo. Oggi il Parlamento è stato pesantemente mutilato nel numero dei suoi seggi. Fra poco avremo la Terza Repubblica: Presidenziale e a Camera unica. Il processo di demolizione della Costituzione nata dalla Resistenza sarà compiuto.
Così è andata la storia della nostra Patria dopo MANI PULITE
Chi scrive, data l’età avanzata, si ferma qui. E si limita a esprimere ai lettori questa sua semplice e del tutto solitaria convinzione. Chi vorrà leggere gli articoli della Costituzione e del Codice penale sotto riportati potrà trovare idee utili per una forma di convivenza che merita di essere chiamata civile.
Giorgio Pizzol
Appendice.
Costituzione Italiana Articolo 104
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Il Consiglio superiore della magistratura [cfr. artt. 105, 106 c.3, 107 c.1 ] è presieduto dal Presidente della Repubblica [cfr. art. ].
Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune [cfr. art. 55 c.2] tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento.
I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.
Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Articolo 27
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato [cfr. art. 13 c. 4].
Non è ammessa la pena di morte.
Articolo 13
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [cfr. art. 27 c. 3];.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
CODICE PENALE (Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398)
Art. 1.
Reati e pene: disposizione espressa di legge.
Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite.
Successione di leggi penali.
Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato.
Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.
Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell’articolo 135. (1)
Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.
Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti.
Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì nei casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto-legge e nel caso di un decreto-legge convertito in legge con emendamenti. (2)

Purtroppo la “sindrome di Stoccolma” si è impossessata dei cittadini, facendogli apparire gli assassini dell’Italia democratica come i loro eroi. Nessuno se ne accorse ed ancora oggi questa convinzione prevale in molte persone che non hanno ancora capito come l’inganno di nascondere la caduta l’IMPERO SOVIETICO (ed il compromesso storico) sia stato sostituito da una “fake news” che ha fatto passare Craxi ed i socialisti come il male d’Italia. Ribadisco questo perché le conseguenze continuiamo a viverle e non si vede all’orizzonte nessun personaggio – Draghi compreso – in grado di riportarla almeno all’Italietta dei Moro, Fanfani, ecc., con buona pace dei nostri “rivoluzionari”!
Caro Giorgio, alle mani pulite della magistratura, temo si siano aggiunte anche quelle della Stampa.
Questo è quello che penso io da umile osservatore.
L’Italia democratica sembrava una casa comune solida e protetta: la scuola formava cittadini intelligenti; e la stampa faceva il suo lavoro di cane da guardia informandoli.
Poi stanca di servire un padrone povero per un piatto di avanzi di minestra e non sempre freschi, decise di cambiare padrone e incomincio a servire l’ordine della Magistratura a danno del potere politico e a vantaggio di quello economico e finanziario che scucivano quattrini.
Perciò temo sia riduttivo pensare che è stata solamente la magistratura a devastare la Prima Repubblica perseguendo i politici e distruggendo i partiti. Perché per mezzo secolo la magistratura non aveva interferito giudiziariamente con la politica nemmeno con un fiore.
Poi il cane da guardia dell’informazione che avrebbe dovuto restare al servizio degli italiani ha cambiato un padrone squattrinato per uno ricco. E si è posto al servizio dei magistrati che in quattro e quattrotto hanno terremotato l’Italia.
Perciò la magistratura avrà pure le sue colpe, ma senza l’aiuto della stampa inarrestabile come uno schiacciasassi impazzito, non avrebbe fatto un solo passo avanti, posto che per mezzo secolo nessun magistrato era riuscito ad indebolire con processi e condanne il potere della “Balena Bianca”.
Separatamente magistrati e giornalisti avrebbero continuato a non cavare un solo ragno dal buco, ma insieme hanno ridotto in macerie l’Italia e messo in forse il futuro dei nostri figli e nipoti.
Ora possiamo solo domandarci freddamente: nell’operazione Mani pulite ha fatto più danni la giurisdizione o l’informazione?
Una unica osservazione al tuo giusto ragionamento, Franco. Stampa, con Industria e Finanza fanno insieme una cosa sola. Non esistevano (come non esistono ora) editori “puri”: i giornali non guadagnavano nemmeno trenta anni fa. E, infatti, i padroni dei giornali (non editori) ripianavano i debiti della carta stampata bilanciando questi costi con i quanto lucrato grazie ai vantaggi ottenuti tramite gli atteggiamenti compiacenti della loro stampa. Non poteva esserci un cambio di casacca della stampa dalla politica alla magistratura se questa non fosse stata la volontà dei proprietari dei giornali che, però, soprattutto erano imprenditori (palazzinari, costruttori di automobili, finanzieri, etc.). Ricordi le sfilate davanti al pool per fare conoscenza con i “nuovi eroi in toga” di direttori e grandi inviati dei giornaloni? Rendevano omaggio ai capi delle procure e tutelavano i loro editori che erano anche imprenditori. Tutt’altro che alieni dal sistema delle tangenti.
Grazie Nicola, del tuo commento sottoscrivo anche la punteggiatura, perché è quello che avrei detto io se fossi stato capace.
Non essendo un addetto ai lavori ci sono arrivato alle tue conclusioni col senno di poi.
Così percepivo il giornalismo nel 1987 quando ho iniziato a scrivere: ma era una illusione ottica per soggetti culturalmente poveri o poverissimi come me.
Pensavamo di vivere in una casa comune solida e protetta: i cuochi dell’Istruzione ci nutrivano il cervello e i cani da guardia del giornalismo ci proteggevano dai ladri.
Niente di più falso. La casa comune c’era ma non era né solida ne protetta.
L’istruzione e l’informazione (salvo pregevoli eccezioni) erano e sono al servizio dei PADRONI, e a danno dei servi e che Dio non voglia tali resteranno.
Finalmente qualcuno che invece di inneggiare ai Demiurghi calati dall’alto, Davigo, altri,ed anche Draghi, si sentono deputati a guidare le sorti del paese sulla pelle delle persone, che Poverine hanno bisogno di qualcuno che decida per loro.Che la magistratura si sia arrogata il diritto di decidere la politica nazionale, è stato un vero vulnus alla Politica di cui i parlamentari hanno subito in silenzio la violenza, nel timore di apparire contro la Magistratura. L’onesta’ è importante nel gestire la cosa pubblica, ma non basta coem ha dimostrato tragicamente il 5 * ci vuolestudio, conoscenza e competenza. Ma anche oggi molti approvano il perverso connubio fra Magistratura e Media che può con un semplice tratto di penna eliminare qualcuno dalla scena politica, senza renderne conto. Ed anche forze politiche di antica tradizione son affascinate da questo Contropotere, perchè convinte che la Magistratura faccia il loro giuoco(da dove si conquista il potere ? non nelle piazze e nelle elezioni , ma attraverso la conquista dei gangli del potere instruiva Gramsci, e suoi post compagni ci credono ancora !