Ho avuto modo di leggere, non molto tempo fa, un caustico ma brillante volumetto di Andrea Scanzi titolato “ I cazzari del Virus”( ed. PaperFIRST 2020). Il palcoscenico è la pandemia dello scorso periodo di maggio; gli interpreti principali sono Matteo Salvini ( il cazzaro verde ) e Matteo Renzi ( il cazzaro rosé, ulteriormente definito dall’autore la “ Diversamente Lince di Rignano” ).
Naturalmente rispetto l‘impostazione ideologica del pensiero di Scanzi, che non perde occasione per dileggiare gli interpreti suddetti con il richiamo di specifici fatti per poi modularli in un contesto umoristico che, in quanto tale, fa sorridere e divertire i lettori, ma fa certamente imbufalire le vittime destinatarie degli intelligenti dileggi.
Il senso di quanto rappresentato nell’opera richiamata, in sostanza, è il seguente: tanti politici, prevalentemente di area destrorsa, avevano sottovalutato il problema, con ciò favorendo l’ulteriore dilagare del virus; per questo si meritano il titolo di “ cazzari”; addirittura attribuisce anche a se stesso tale qualifica quando riconosce di aver sottovalutato il problema in occasione di un video dello scorso 25 febbraio 2020. Aggiunge però di sentirsi in buona compagnia, tenuto conto che tanti altri, come Carofiglio, Crozza, Cacciari, Giletti, Cecchi Paone , Crepet, Galli, avevano ugualmente sottovalutato il problema.
Tra gli altri interessanti profili che Scanzi propone, due in particolare mi hanno interessato.
Uno riguarda Giorgia Meloni: riporto il passaggio del testo: “In un parossismo di corde vocali straziate, l’onorevole Giorgia Meloni ha fatto una gran bella intemerata da pesciarola giovane alla Camera” ( pag. 94). Probabilmente chi la conosce meglio di me deve avere delle notizie puntuali sulla valenza ittica della Meloni; già in una trasmissione pentastellata questa veniva definita “ pesciarola”; parimenti lo stesso Scanzi, partecipando ad “ otto e mezzo” la contestualizzava nel mercato del pesce. Insomma quando potrà terminare la sua attività politica avrà ottime chances come pescivendola.
La seconda proposta di Scanzi, che ho apprezzato, è quando parla dei vecchi: è cinicamente vero che per un giovane la morte di un vecchio può apparire più accettabile, anche perché allontana da lui la paura; ma è altrettanto vera che la lettera-testamento di un nonno, rinchiuso in una dorata residenza protetta, ed inviata a parenti ed amici per rassicurare tutti che, come non ha dato fastidio prima non lo darà neppure in seguito ( pag. 133), fa accapponare la pelle e salire un nodo alla gola.
Dunque l’immagine che mi ero fatta di Scanzi era quella di un moralista militante, di un uomo tutto di un pezzo, con idee più o meno apprezzabili, ma comunque con idee portate avanti appunto con energico moralismo.
Poi mi è cascato il mondo: leggo, in passaggi virgolettati, che il predetto, qualificatosi come “ da aprile 2020 sono il giornalista più seguito d’Italia sui social, con enorme distacco sugli altri” , lo scorso venerdì 19 marzo si è fatto vaccinare alla Fiera di Arezzo.
Ha fornito la seguente spiegazione “Era una vaccinazione legale, autorizzata e la rifarei. Una vaccinazione per cui larga parte degli italiani avrebbe dovuto ringraziarmi. L’ho fatta in un momento storico in cui nessuno o pochi avrebbero voluto fare Astra Zeneca…Ma mi sono comunque iscritto nella lista, fino a ieri solo verbale e non on line, dei panchinari del vaccino. Tutto regolare, tutto alla luce del sole” (La Nazione 23 marzo 2021).
Mi astengo da ogni commento, salvo precisare che Scanzi ha 46 anni e dunque non è un vecchio nonno e tanto meno è ospite di una residenza protetta.
Devo però capire perché larga parte degli italiani dovrebbe ringraziarlo per essersi vaccinato; lo avrei fatto se avesse destinato la sua dose di vaccino ad uno di quei vecchi che tanto esalta; più non dico.
La sua dichiarazione ha comunque stimolato una mia curiosità: consulto periodicamente il sito “ prenota vaccino” per conoscere quando anche io potrò usufruire di questa protezione, penso meritata vista l’età; fino ad oggi non ho però avuto soddisfazione alcuna; ma non conoscevo la figura del “ panchinaro del vaccino”; è molto interessante: qualcuno va ad una fiera qualsiasi, c’è un punto vaccini, si mette a sedere su una panchina lì davanti, ed ecco; viene chiamato e vaccinato. Se Scanzi dovesse aggiornare la sua pubblicazione gli consiglio di inserirci anche questa sua cazzata; non sfigurerà accanto alle altre.
Sembra però che non tutti l’abbiano considerata una semplice cazzata: il Procuratore della Repubblica di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo sui fatti; auguro al giornalista più seguito d’Italia che la questione si risolva con un’archiviazione; peraltro neppure il moralismo militante appare essere un reato, anche se definisce un profilo comportamentale; così si esprimeva Montanelli: “conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante”.
Comunque Scanzi non avrà problemi a fornire pubbliche e circostanziate spiegazioni: ha a sua disposizione il palcoscenico di “ Carta Bianca” ove, avrà due vantaggi: quello di essere seguito da un attento e preparato pubblico, ma soprattutto quello di essere pagato per partecipare a tale trasmissione; insomma, per quanto a mia conoscenza, è l’unica persona che si fa pagare per difendersi.
Carlo Eugenio Casini – Avvocato in Firenze

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