
Con la scomparsa di Robert Redford si chiude un capitolo del cinema americano.
È stato il volto del cinema politico, critico, impegnato: “Tutti gli uomini del presidente”, “Il candidato”, “I tre giorni del Condor”. Film che hanno messo a nudo i difetti della democrazia americana, la corruzione, le trame del potere.
Eppure, al fondo, restavano film moderati, conformisti, compatibili con l’idea del bravo democratico americano che Redford stesso incarnava.
Io l’ho sentito più vero, più coinvolgente, nei film d’amore: “Come eravamo” con Barbra Streisand, “A piedi nudi nel parco” con Jane Fonda, “La mia Africa” con Meryl Streep, “Il grande Gatsby”.
Lì emergeva un’umanità più autentica, un’interpretazione più intensa, la capacità di raccontare sentimenti e passioni che non si piegavano a nessuna convenzione.
Quelli sì che mi turbavano e mi facevano sognare.
Enrico Rossi

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