
Non è che adesso che l’uscita degli USA dall’Afghanistan è programmata, gli USA, per reggere il loro sistema economico, han bisogno di un’altra guerra, in cui, visto che il loro bilancio federale ha dei grossi problemi, ci siano altri che pagano? Allora cosa c’è di meglio di una guerra alla Siria sciita, con l’aiuto economico dei petrodollari delle monarchie arabe sunnite, e il coinvolgimento che dissangua l’Iran sciita e gli impedisce di rimettersi alla grande sul mercato del petrolio?
In questo caso poi ci sarebbe anche la petulante Francia costretta a fare qualcosa, che magari si tira dietro qualche altro paese europeo, sempre obbediente ai desideri USA. Poi ci sono i curdi, coi quali gli irakeni han fatto la pace, i turchi la stan facendo ma gli iraniani no, poi c’è la Turchia, che magari si ritaglia un pezzetto di Siria e dimostra al mondo mussulmano che si può contare molto senza allearsi con Al Qaeda .
Sullo sfondo, la Cina, che ha fatto il conto che dopo la guerra di Corea, tutti gli interventi internazionali degli USA han lasciato una coda di violento antiamericanismo, e che continuano a esportare aiuti economici senza far guerre nè colpi di stato da nessuna parte, e, seduti sulla riva dei loro fiumi, aspettano il cadavere del nemico.

Eccome se ci si azzecca! E’ dal primo dopoguerra che gli USA ingrassano con la propria produzione bellica grazie all’emissione dissennata di fiumi di dollari fatti pagare al resto del mondo liberato dalle gioie tecnologiche che dalla produzione bellica arrivano ai nostri mercati.