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A palazzo Marino le priorità vengono dal Triassico

Il Comune di Milano ha trovato 58 mila euro. Non per rafforzare la Polizia locale, riparare gli alloggi popolari, migliorare la manutenzione delle strade o intervenire nelle periferie. Le risorse serviranno a mappare alcune impronte di dinosauro scoperte nella Valle di Fraele, nel Parco nazionale dello Stelvio.

di Luca Rampazzo | 20 Agosto 2026

Il Comune di Milano ha trovato 58 mila euro. Non per rafforzare la Polizia locale, riparare gli alloggi popolari, migliorare la manutenzione delle strade o intervenire nelle periferie. Le risorse serviranno a mappare alcune impronte di dinosauro scoperte nella Valle di Fraele, nel Parco nazionale dello Stelvio.

Il progetto prevede l’impiego di droni professionali, sensori fotogrammetrici e tecnologia Lidar per effettuare rilievi tra i 2.400 e i 3 mila metri di altitudine, in una zona impervia e priva di sentieri. Il finanziamento comunale coprirà anche il personale specializzato, le trasferte, le attività operative e i dispositivi di protezione necessari alla spedizione.

Le tracce, individuate nel settembre 2025 dal fotografo naturalista Elio Della Ferrera, avrebbero un valore scientifico straordinario e potrebbero costituire il più importante giacimento europeo di impronte fossili risalenti al Triassico. Nessuno mette quindi in discussione l’importanza della scoperta né l’opportunità di studiarla e valorizzarla.

La questione è un’altra: perché deve occuparsene direttamente il Comune di Milano?

La Valle di Fraele si trova in alta Valtellina, a centinaia di chilometri da Palazzo Marino e all’interno di un parco nazionale. Sarebbe naturale immaginare il coinvolgimento degli enti territorialmente competenti, della Regione, del Ministero, delle istituzioni scientifiche o di programmi nazionali ed europei destinati alla ricerca. Invece, a finanziare la mappatura saranno i contribuenti milanesi.

La motivazione è che i dati raccolti verranno acquisiti dal Museo di Storia Naturale di Milano. Una destinazione certamente prestigiosa e coerente con l’attività del museo, che tuttavia non risolve il problema politico rappresentato dalle priorità di spesa dell’amministrazione.

Palazzo Marino ripete da anni di dover fare i conti con risorse insufficienti. Mancano i soldi quando gli inquilini delle case popolari denunciano infiltrazioni, ascensori fuori servizio e manutenzioni rimandate. Mancano quando i residenti chiedono maggiore sicurezza, quando i commercianti segnalano degrado e bivacchi o quando nelle periferie servirebbero interventi ordinari, prima ancora che grandi progetti.

In questi casi iniziano le attese, i tavoli tecnici, le verifiche sulle competenze e la ricerca di finanziamenti. Per le impronte lasciate dai dinosauri milioni di anni fa, invece, è stata sufficiente una determinazione dirigenziale per mettere a disposizione 58 mila euro.

La cifra non cambierebbe da sola il destino di Milano. Non basterebbe a risolvere l’emergenza abitativa, a rifare tutte le strade o a garantire la sicurezza di ogni quartiere. Ma un bilancio pubblico non è composto soltanto da grandi numeri: ogni scelta comunica una gerarchia di interessi e mostra ciò che un’amministrazione considera meritevole di attenzione immediata.

Da questo punto di vista, i dinosauri sembrano essere i cittadini ideali per Palazzo Marino. Non chiedono più agenti in strada, non protestano per le tasse, non contestano Area C, non segnalano buche e non pretendono manutenzioni. Soprattutto, non votano e non possono domandare conto di come vengono spesi i loro soldi.

La ricerca scientifica merita sostegno, così come la conservazione del patrimonio paleontologico. Proprio per la sua importanza, però, questo intervento avrebbe dovuto trovare copertura attraverso i soggetti istituzionali e scientifici competenti, senza gravare direttamente sulle risorse di un Comune alle prese con problemi urbani enormi e ancora irrisolti.

Ai milanesi viene chiesto di accettare tariffe più alte, servizi insufficienti e una città sempre più costosa perché, viene ripetuto, le risorse sono limitate. Poi spuntano alcune impronte preistoriche sulle Alpi e Palazzo Marino manda immediatamente droni e tecnici in alta quota.

I dinosauri si sono estinti milioni di anni fa. Nella Milano di oggi, però, continuano evidentemente ad avere più fortuna dei contribuenti.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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