
C’era un tempo in cui presidenti di assemblea parlamentare del calibro di Amintore Fanfani e di Nilde Iotti nel dubbio davano ragione non al proprio partito ma agli avversari. Ora, ne è passata di acqua sotto i ponti dell’ex biondo Tevere. E adesso a Montecitorio siamo alla frutta. Il presidente della Camera, così come il suo omologo del Senato, non solo debbono essere imparziali ma anche apparire tali. Così Grasso come la Boldrini non hanno l’esperienza parlamentare dei loro predecessori. E così, magari in perfetta buona fede, può capitare loro di prendere un granchio. E questo, diciamocela tutta, non è bello. Il guaio è che da un po’ di tempo in qua la Boldrini scende in campo non già con la divisa dell’arbitro ma con la maglietta del giocatore. E un giorno sì e l’altro pure prende di petto il presidente del Consiglio. Ha dichiarato urbi et orbi che “l’idea di avere un uomo solo al comando, contro tutti e in barba a tutto”, non le piace affatto. Così come – invadendo le prerogative del Quirinale – sostiene che la riforma della Rai non può essere fatta per decreto legge. Avrà anche ragione, intendiamoci. Ma la terza carica dello Stato prima di dire ciò che pensa, dovrebbe pensare a ciò che dice.

Scusi Armaroli, sulla Boldrini avrà pure ragione, ma lei è stata almeno eletta dal Parlamento, il Presidente del Consiglio invece no, è assolutamente abusivo….