
A cinquant’anni dalla grande esposizione del Forte di Belvedere, l’artista Henry Moore ritorna a Firenze.
Negli spazi del Museo del Novecento sarà visibile appena possibile sino a maggio del 2021 un’interessante mostra dedicata allo scultore inglese. Il titolo” Il Disegno dello Scultore”, sottolinea l’indagine del rapporto tra segno e materia che ha accompagnato Moore durante tutta la sua ricerca espressiva. Sergio Risaliti Direttore artistico del Museo del Novecento ne è il curatore assieme a Sebastiano Barassi Head of Henry Moore Collection and Exibition. La collaborazione è con la Henry Moore Foundation.
Corposo il numero delle opere in esposizione, circa una settantina compongono l’excursus espositivo che vede in primo piano opere su carta, disegni, schizzi, appunti e progetti in parallelo con l’esposizione di un nutrito numero di realizzazioni grafiche: contemporaneamente allineate una serie di sculture alcune delle quali provenienti da collezioni private fiorentine.
La ricerca segnica di Moore verte sull’esplorazione del mondo della natura, significativi i suoi omaggi sullo studio del paesaggio, alberi, rocce, atmosfere anche tempestose delle variazioni di luce ed ombre nel contesto di cambiamento stagionale; valori reminiscenze vicine al pensiero pittorico di Turner… Ma Moore oltre alla natura delinea anche particolari rivolti all’anatomia, spesso si trovano disegni dedicati al ritrarre le proprie mani nell’atto del disegnare che si fa segno, progetto per divenire in seguito materiale per divenire opera plastica, scultura, forma.
Il legame di Moore con la città di Firenze risale al 1925 con una Borsa di studio del Royal College che gli ha permesso così di conoscere e studiare l’arte fiorentina da Giotto, Michelangelo, Masaccio Donatello per poi successivamente giungere ad altri artisti moderni come Brancusi ad Arp. Nel 1987 la città di Firenze gli dedica una prestigiosa assegna negli spazi delle Sale dell’Arme di Palazzo Vecchio e cinquant’anni fa si ricorda l’indimenticabile mostra al Forte di Belvedere curata dallo Storico dell’arte Giuseppe Carandente.
Laura Novello

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