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A.A.A. Pacifisti e girotondini cercasi

Le bandierine arcobaleno ( le poche sopravvissute) restano appese alle finestre, ormai annerite dallo smog cittadino e dall’indifferenza.

di Stefano Casati | 19 Ottobre 2006

Dove sono finite le mobilitazioni di piazza del popolo dei pacifisti e dei girotondini, con tanto di sit-in, striscioni e slogan contro il precedente governo Berlusconi? E’ possibile che un’autorizzazione Onu offuschi e giustifichi l’ammainamento di un ideale come la pace? Possibile che la forza con la quale veniva condannata la guerra in Iraq e in Afghanistan fosse semplicemente un modo per opporsi al governo di centro destra? Se non è così (come ci auguriamo), allora perchè nessuno si mobilita per protestare contro l’intervento militare italiano in Libano, deciso senza indugi e anzi preso così di petto e con orgoglio dal premier Prodi? Col governo di centro sinistra è cambiata però la terminologia: adesso siamo una “forza di interposizione”, mentre prima eravamo una “forza di occupazione”. Eppure le armi le adoperiamo lo stesso, anche se la definiscono in maniera diversa. Quelle stesse armi che il movimento pacifista ha osteggiato durante la sfilata delle nostre forze armate nel giorno della festa della Repubblica.
Dove sono finiti Nanni Moretti e il suo megafono? Perchè Bertinotti non insiste col ritiro immediato delle truppe dall’Iraq ( da effettuarsi, secondo il programma dell’Unione, nei primi mesi di insediamento del governo) ma anzi avvalla il rifinanziamento della missione in Afghanistan?
E ancora, la Corea del Nord sta minacciando il mondo. Esperimenti nucleari. Forse tra poco tempo toccherà all’Iran. Solo Greenpeace tenta di farsi sentire. Sono sparite anche le voci e le proteste delle organizzazioni clericali che tempo fa sfilavano accanto ai “no global” e ai “disubbidienti”, e che non hanno neppure difeso Papa Benedetto XVI dopo gli attacchi subiti da ogni parte per le frasi divenute celebri sull’Islam. Di fronte a tutto questo le bandierine arcobaleno ( le poche sopravvissute) restano appese alle finestre, ormai annerite dallo smog cittadino e dall’indifferenza; così facendo il movimento pacifista rischia seriamente di essere accusato di aver fatto un uso strumentale del concetto di pace.

Stefano Casati

Pubblicato in : Primo pianoTag: afghanistan, berlusconi, centro destra, centro sinistra, forze armate, governo, governo berlusconi, iran, iraq, mondo, movimento, organizzazioni, prodi, repubblica, slogan

Info Stefano Casati

Interazioni del lettore

Commenti

  1. franco

    31 Ottobre 2006 alle 12:17

    gli italiani dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che sono un popolo che “lega il mulo dove vuole il padrone”.
    E’ evidente quanto scritto nell’articolo tanto da vergognarmi io per quelli che, tutto d’un tratto, sono convinti (!!) che oggi non ci sono più problemi solo perchè è al Governo la coalizione che più gli aggrada!!!
    Su IRAQ e Afghanistan nessuno manifesta più, nessuno dice a Prodi che ha le mani insanguinate perchè appoggia le missioni in Iraq (come qualcuno aveva detto per il Berlusca), nessuno si ricorda più che per 2 anni ci era stato detto che con il csx al Governo entro Natale l’Italia si sarebbe ritirata da tutte le missioni…

    Rispondi

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