Stefania Craxi: mio padre visione mediterraneo aperta a confronto
(ANSAmed) – TUNISI – Il prossimo 19 gennaio ricorrono i 15 anni della scomparsa di Bettino Craxi, morto dopo un lungo esilio in terra tunisina, dove ancora oggi riposa nel piccolo cimitero cristiano all’ombra della Medina di Hammamet. Qui Bettino Craxi resta ‘Monsieur le president’. Nella cittadina tunisina che fu il suo buen retiro negli anni d’oro, e che ospita adesso la sua tomba, non ci sono eredità politiche da analizzare né riabilitazioni da fare, esiste persino una strada intitolata a suo nome dall’allora presidente Ben Alì. Per tutti in Tunisia Craxi fu quello che aiutò il paese, i fratelli palestinesi ed il popolo tunisino gli è sempre stato riconoscente e grato nei momenti di grazia e sventura. Come ogni anno la Fondazione a lui intitolata, presieduta dalla figlia Stefania, organizzerà una cerimonia di commemorazione, non solo per ricordare la figura e l’opera di un uomo che ha speso la sua vita per il suo Paese e per la pace ed il progresso del mondo, ma anche per ribadire l’affetto e la gratitudine della famiglia Craxi, dei socialisti italiani e di tutti gli italiani liberi nei confronti del popolo tunisino. Per l’anniversario arriveranno in molti: politici di oggi, fedelissimi di ieri, socialisti di varia estrazione in una sorta di pellegrinaggio sulle tracce del leader.
Il programma di iniziative, cui parteciperà anche la comunità italiana tunisina, prevede, oltre alla consueta commemorazione, anche la proiezione del docufilm ”Esilio”, sabato 18 gennaio alle ore 21 presso l’Hotel Mehari. L’on.
Stefania Craxi nel presentare le iniziative in programma per il quindicennale esprime anche parole d’elogio e stima per il neoeletto Presidente tunisino Beji Caid Essebsi: ”La sua elezione è una buona notizia per tutti i sinceri democratici e per tutti coloro che auspicano che il mediterraneo diventi un luogo pacifico di scambi economici e politici, un luogo di incontro tra mondi e culture diverse. Ecco, spiega ad ANSAmed l’on. Craxi, ”proprio quella stessa lungimirante visione del mediterraneo che aveva mio padre e che se fosse stata portata avanti come linea di politica estera avrebbe evitato probabilmente i problemi e le tensioni attuali. Craxi aveva anche avvisato che la non risoluzione della questione israelo-palestinese sarebbe stato un argomento di ostilità nei confronti dell’occidente, soprattutto da parte di quella massa di giovani che affolla la riva sud del mediterraneo”. ”La stragrande maggioranza degli italiani, nonostante una campagna denigratoria di proporzioni inaudite da parte dei media italiani nei confronti di mio padre, duole dirlo, è disposta a riconoscere i suoi meriti a Craxi, uomo che seppe rendere l’Italia un paese libero e prospero, con un debito pubblico sostenibile, che rese possibile l’entrata dell’Italia nel G7 a pieno merito, che riuscì a combattere con efficacia terrorismo e mafia, un paese che contava a livello internazionale, che godeva di dignità, autorevolezza e sovranità territoriale. (il riferimento è ai fatti di Sigonella e all’Achille Lauro). “Certo il confronto con l’Italia di oggi, debole sul piano internazionale, afflitta da problemi economici strutturali, non regge proprio”, prosegue la Craxi, che conclude affermando che, “a quindici anni dalla sua morte in esilio, gli italiani sono ora pronti a restituire a Craxi l’onore che merita, l’onore ad un uomo che ha speso tutta la sua vita, nonostante errori comprensibili, che tuttavia ha riconosciuto per il bene del suo paese”. Bettino Craxi amava la Tunisia, e ciò rese il suo esilio un po’ meno triste ma ha continuato a nutrire una nostalgia profonda per l’Italia, unita alla malinconia per non poterci tornare. Quando mio padre fu Presidente del Consiglio – conclude Stefania Craxi – ebbe con l’allora Ministro degli Esteri Essebsi un proficuo e fraterno rapporto. Sono certo che avrebbe salutato oggi con gioia la sua elezione alla guida della nuova Tunisia”. (ANSAmed)

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