
Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha annunciato nuovi e consistenti investimenti nell’intelligenza artificiale, nei chip e nei settori tecnologici strategici per rafforzare il potenziale di crescita dell’economia nazionale. Intervenendo davanti all’Assemblea nazionale, Lee ha chiesto il sostegno bipartisan alla legge di bilancio 2027, che prevede una spesa pubblica complessiva pari a circa 614 miliardi di dollari, in aumento di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. La manovra punta a sostenere i futuri motori della crescita economica, anche grazie alle maggiori entrate fiscali attese dal boom dell’industria dei semiconduttori. Sul piatto c’è un maxi piano di circa 16 miliardi di dollari. Resta però aperto il dibattito sulla redistribuzione dei benefici della crescita tecnologica, soprattutto tra imprese e lavoratori, come dimostrano le recenti tensioni sindacali in Samsung Electronics.
Cina, il Pcc rafforza il controllo sulle aziende tech
Il Partito comunista cinese punta a rafforzare la propria presenza e il proprio controllo nelle aziende tecnologiche e nell’economia digitale, secondo quanto emerso dal documento approvato al termine del Quinto Plenum del 20° Comitato Centrale. Il testo fa riferimento a persistenti “impurità nell’ideologia, nell’organizzazione e nella condotta”, citando la scarsa disciplina e la vera e propria corruzione tra alcuni funzionari, oltre che punti ciechi organizzativi nei settori emergenti. A tal proposito, si chiede alle imprese private e a proprietà mista, in particolare alle piattaforme Internet e alle società di innovazione tecnologica, di inserire le attività di costruzione del Partito negli statuti aziendali e nella gestione operativa. Previsto anche un maggiore coordinamento tra regolatori, organi di vigilanza e autorità locali per estendere la supervisione politica ai settori emergenti. L’iniziativa riguarda anche i cosiddetti “nuovi gruppi occupazionali”, in riferimento ai lavoratori temporanei della gig economy, come quelli impiegati dalle piattaforme di consegna e dei servizi di trasporto. Si chiede loro di ascoltare e seguire le direttive del Partito, con l’intenzione di colmare quello che considera un punto cieco istituzionale e un vuolo di controllo politico nell’economia delle piattaforme.
Cina, le borse rimbalzano dopo un ottobre pessimo
Le Borse cinesi tornano a salire dopo il peggior mese di ottobre dell’ultimo decennio, sostenute dalle aspettative di nuovi interventi pubblici a sostegno dei mercati finanziari. La Banca centrale cinese ha convocato incontri con autorità di vigilanza e istituti finanziari per valutare il rafforzamento di un programma da 300 miliardi di yuan, circa 45 miliardi di dollari, destinato a finanziare il riacquisto di azioni proprie. Il rallentamento della domanda interna, le difficoltà del settore immobiliare e le vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale continuano però a pesare sulla fiducia degli investitori. Gli analisti avvertono che un recupero duraturo dipenderà anche dal miglioramento dei fondamentali economici.
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